L'Ue - sottolinea il ministro - ci ha imposto la contabilità separata. Ma non basta, ci vogliono tre distinte società: una più orientata al servizio pubblico con due reti e in cui gradualmente diminuire i tassi di affollamento pubblicitario avvicinandosi al livello europeo. Un'altra società con una rete, in cui il contributo della pubblicità aumenti e che abbia un'impostazione più commerciale. Poi una terza società dovrebbe gestire torri e impianti. E' lo schema disegnato dall'ex garante Antitrust, Giuseppe Tesauro".
Secondo il ministro, le distinte società "possono trovare equilibrio economico senza drammatici aumenti del canone". Il progetto di Gentiloni "non prevede la dismissione di una rete, ma solo la distinzione tra società diverse".
Per quanto riguarda il ruolo dell'Auditel, il ministro spiega che "il servizio pubblico dovrebbe avere il privilegio, rispetto alla rete commerciale, di non basarsi esclusivamente sugli indici di ascolto, ma di associarvi qualcosa che in Rai chiamano 'indici di qualità'".