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Mediaset, accordo con Vivendi sembra sempre più vicino

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Fonte: ItalPress

Economia

Mediaset, accordo con Vivendi sembra sempre più vicinoSembra più vicino l'accordo fra Silvio Berlusconi e Vincent Bollorè per chiudere lo scontro tra Mediaset e Vivendi. «È meglio trovare un accordo», si è augurato Gaetano Miccichè, presidente di Banca Imi, advisor del gruppo televisivo milanese insieme a Unicredit nella lite con i francesi.

«Penso sempre che quando c'è una situazione di stallo fra gruppi industriali è meglio che si trovino degli accordi, perchè poi credo che un accordo sia sempre nell'interesse delle aziende», ha detto Miccichè a margine del convegno Italia-Russia. Secondo il presidente di Banca Imi, «questo atteggiamento fa parte di uno stile della mia banca e personale, che è quello di favorire gli accordi. Non possiamo parlare nel dettaglio perchè si tratta di società quotate, posso fare solo auspici».

I francesi hanno il 29,9% dei diritti di voto di Mediaset acquistati in Borsa, mentre è in corso una causa a seguito del mancato acquisto dei Premium da parte di Vivendi. Il mercato è in attesa che l'Agcom stabilisca se la contemporanea presenza in Telecom Italia e in Mediaset del gruppo presieduto da Vincent Bollorè, sia contrario alle disposizioni del testo unico delle comunicazioni. All'Autorità presieduta da Marcello Cardani manca solo l'audizione dei francesi per completare l'indagine. L'appuntamento è fissato per fine mese. Il verdetto degli sceriffi del mercato, potrebbe arrivare prima del 21 marzo quando si terrà la prima udienza in Tribunale della causa che Mediaset ha promosso contro Vivendi per la rottura del contratto relativo all'alleanza su Premium. A Piazza Affari il titolo del gruppo televisivo è stabile a quota 3,84 euro.

Ieri la società ha tranquillizzato i sindacati: il Cfo Marco Giordani ha, infatti, escluso tagli strutturali o trasferimenti del personale dalla sede di Roma al quartier generale di Milano. Il piano industriale al 2020 prevede risparmi per 123 milioni, ma non è stato specificato come saranno ottenuti. Inoltre, il Cfo ha confermato che la società parteciperà alle prossime gare per i diritti del calcio con un approccio opportunistico. Vuol dire che, a differenza del passato, Premium non è più disposta a pagare qualsiasi cifra pur di trasmettere le partite. La prima offerta sarà quella relativa ai diritti della Champions League (a fine aprile), e quella per la serie A è attesa prima dell'estate.

«Durante la presentazione del nuovo piano strategico a gennaio, il management di Mediaset aveva già evidenziato che Premium si sarebbe focalizzata sui canali non sportivi, adottando un approccio opportunistico per i diritti del calcio al fine di creare un business sostenibile», ricordano gli analisti di Mediobanca Securities.

La pay-tv senza i diritti del calcio consentirà una forte riduzione dei costi (quasi 900 milioni al 2020).

«I nostri numeri mostrano anche un calo dei ricavi da abbonamenti a 80 milioni, supponendo senza il calcio 500 mila utenti e un ricavo medio per utente ridotto a meno di dieci euro. Inoltre, riteniamo che i circa 100 milioni di ricavi pubblicitari legati alla pay-tv si ridurranno alla luce della diminuzione dei telespettatori», precisano gli analisti di Mediobanca.

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