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Il Venerdìtoriale - La Rai tra il caso Santoro e gli sviluppi della tecnologia

• 4 min lettura
Fonte: Digital-Sat (original) | Condividi 📲
«Voglio che per una volta voi raccogliate, in ogni caseggiato dove c'è qualcuno che ascolta Annozero, una semplice dichiarazione che si rivolga al presidente della Rai e gli dica: "Io sono un abbonato della Rai e non voglio essere punito al posto di Santoro. Quindi se dovete punire Santoro punitelo, ma non interrompete Annozero". Vi chiedo seriamente di raccogliere in tutta Italia questo tipo di dichiarazioni».

Anche questa settimana apriamo il nostro spazio del Venerdìtoriale con le parole di Michele Santoro, pronunciate ieri sera in chiusura del consueto monologo, ormai incentrato da settimane alla sua "liaison" turbolenta con il direttore generale Masi. Premetto subito che non intendo parlare di Annozero, ma permettetemi una veloce riflessione generale.

Sfrutto le parole di Aldo Grasso ieri sul Corriere: «La prima conseguenza (della sospensione) è che Santoro è di nuovo martire. Che poi è la sua condizione ideale di lavoro, il terreno su cui si muove meglio, il clima che lo tonifica e mette in secondo piano la qualità del suo lavoro». Sorvolando sul giudizio qualitativo espresso da Grasso, è ragionevole pensare che il clima di "martirizzamento" continuo, che si accompagna a tutte le puntate di Annozero, è vincente. Sul piano degli ascolti, ovviamente. Quasi fosse una strategia di marketing apparentemente non voluta, ma che non fa altro che puntare attenzione sulla "mina vagante" e il suo palcoscenico del giovedì sera.

Vedremo come finirà questa iniziativa delle "dichiarazioni spontanee", ma prima a parlare sarà Auditel. E non a caso si prevede un grande successo, su cui far leva per evitare che giovedì prossimo Annozero non vada in onda.

Chiusa la parentesi Santoro, rimaniamo in casa Rai perché ieri a Milano, presso la sede della Sipra, la concessionaria di pubblicità del gruppo, si è tenuto un interessante convegno organizzato dalla divisione italiana di IAA (International Advertising Association), dal titolo "Le nuove frontiere della TV". Un'occasione per fare il punto sulle innovazioni tecnologiche di casa Rai, affidato al direttore del Centro Ricerche Rai di Torino, Alberto Morello.

A pochi giorni dalla ripresa delle operazioni di switch off nel Nord Italia, la digitalizzazione è e deve essere il punto di partenza: lo scenario digitale è quello su cui si muoveranno tutti i player e il passaggio ulteriore da compiere deve essere rivolto principalmente al fenomeno, sempre crescente, dell'internettizzazione dei terminali.

Se fino a qualche anno fa l'ultima "frontiera" era l'Alta Definizione, oggi a livello di standard di visione siamo già orientati al 3D, passando per l'UHTV (Ultra High Definition Television). Gli standard DVB stanno già passando quasi tutti a DVB2 (come sa bene Europa 7) e anche l'MPEG2 sta per lasciare il passo all'H.264 o addirittura all'H.265.

Per una evoluzione così veloce, i broadcaster (e i loro modelli di business) procedono invece abbastanza lentamente. Quello su cui ormai non si può aspettare è l'uso del Video-On-Demand, primo e vero portato di qualità della digitalizzazione. Apripista in questo senso è stata la BBC con il suo iPlayer, cui ha fatto seguito anche la nostra Rai con il brillante Rai.tv. Ma le applicazioni sarebbero infinite...

Il futuro sarà probabilmente all'insegna delle Broadband Tv, ossia dell'utilizzo del televisore quasi come fosse un computer, innanzitutto collegato alla banda larga. Già oggi stanno iniziando a comparire le prime "Hybrid Tv" e la tendenza è ad un loro uso standard di qui a qualche anno (forse non pochissimi a causa della mancanza di un internet davvero veloce). Il rischio per i broadcaster è ovviamente quello di perdere il controllo dello schermo, così come la centralità dell'offerta tv, oggi rappresentata dal canale televisivo.

È però un passo che non si può non compiere e anche in Italia compaiono le prime applicazioni Over-the-Top-TV (OTTV) che consentono, ad esempio, di rivedere i programmi andati in onda nei 7 giorni precedenti. Parliamo di La7 On Demand, lanciata la scorsa primavera per i televisori di ultimissima generazioni, dotati di certificazione "Bollino Oro" DGTVi.

Anche la Rai sta studiando un qualcosa di analogo, dopo la partenza di maggio della Replay Tv sul già citato Rai.tv: l'applicazione, molto simile a quella di La7, è in fase di ultimazione e sarà lanciata verosimilmente entro il primo trimestre del prossimo anno. In anteprima ecco uno screen con la possibile interfaccia:

Confidando in una rapida diffusione, coincidente ad una ristrutturazione della banda larga in Italia, si guarda dunque con attenzione alle prossime frontiere tecnologiche, senza dimenticare però che la battaglia si giocherà anche, e forse soprattutto, sul fronte dei contenuti. E lì i content provider potrebbero anche fare la voce grossa...

P.S.: Una battuta sull'evento televisivo della settimana: ancora Santoro? No. Parliamo della liberazione dei minatori in Cile, evento mediatico di tutto il mondo. In Italia i telegiornali hanno mostrato le immagini ad intermittenza, l'unica che, in chiaro, ce le ha mostrate quasi senza interruzione e con lo stile che la contraddistingue è stata BBC World News, autore quindi di un lodevole servizio. Per chiunque si chiedesse che ci sta a fare nel nostro Dtt...

Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"
 
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