Partiamo dai giornali di ieri: sul Corriere della Sera, a pagina 38, in un commento di Massimo Mucchetti dal titolo "Nella gara per le frequenze tv chi ha paura di Sky l'«Americana»" viene scritto quanto segue: «Strano governo quello di Roma. Rivende sul mercato della politica gli accordi Fiat come fonte di attrazione di un investimento estero, pur avendo la Fiat sede a Torino, e, al tempo stesso, trema all'idea che Sky, multinazionale americana, possa costruire la quarta tv commerciale italiana insidiando, assieme a La7, il duopolio Rai-Mediaset».
Un diverso punto di vista è quello espresso dal Giornale che, a pagina 20, così si esprime: «È anche colpa di Rupert Murdoch se l'Italia dovrà attendere ancora per Lte, la quarta di generazione di telefonia cellulare a banda ultralarga. Il beauty contest che assegnerà tre nuovi multiplex per la tv digitale terrestre e l'asta frequenze per i cellulari sono legate. Senza l'assegnazione dei nuovi multiplex è infatti impossibile procedere con la gara cellulari dato che le frequenze a 850 Mhz, le più pregiate, sono ancora occupate dalle emittenti locali. Ma la gara tv è stata rimandata perché tra i partecipanti c'è anche Sky con sede negli Usa, un Paese che con l'Italia non ha firmato principi di reciprocità sulle frequenze. Per questo il governo ha chiesto il parere del Consiglio di Stato ed è in attesa di risposta».
La domanda, per fare una illustre citazione, dunque sorge spontanea: ma perché? C'entra forse la situazione di Dahlia, discussa la settimana scorsa e ancora senza nulla di nuovo? O è colpa della situazione politica in generale? Chi può dirlo... Quel che è certo è che la gara va fatta. E alla svelta. Come ci ricorda il commissario europeo Almunia (nella foto), lo stesso che ormai sei mesi fa diede il via libera a Sky per partecipare proprio a questa gara. Se non l'ha ancora potuto fare la colpa forse non è sua, come invece sostiene il Giornale, ma di chi non ha ancora pubblicato i bandi operativi. Cosa che a questo punto ci auguriamo possa essere fatta a breve. Non tanto per le multinazionali coinvolte, ma per i telespettatori che avrebbero un sicuro aumento dell'offerta televisiva, oggi in crisi di idee, come vedremo nell'editoriale di venerdì prossimo.
Le domande che poni, Mario, sono tante e la maggior parte senza una risposta, perché dipendono da precise scelte aziendali che devono tenere conto non solo lo stato attuale, ma soprattutto quello futuro, del mercato televisivo tout-court (senza quindi ragionare necessariamente per piattaforme). Sul discorso Sky e il Dtt gratuito, posso solo dire che il vantaggio di partecipare al beauty contest è evidente: in primis, la frequenza è pressoché garantita, perché le condizioni economiche, aziendali e storiche sono tutte a suo vantaggio. In secondo luogo, tale frequenza sarebbe gratis, quindi anche se canali free sarebbero comunque una fonte redditizia non trascurabile, che eroderebbe una fetta della pubblicità attualmente in mano a Mediaset. In terzo luogo, l'assegnazione di un mux da beauty contest non pregiudicherebbe la possibilità di fare pay tv su altre frequenze rilevate con trattativa privata: in questo caso il vincolo del 2012 è ancora in essere. per "Digital-Sat.it"
su cui porre l'attenzione nelle prossime settimane?
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