Nieri: ''Mediaset gioca in anticipo con le frequenze digitali''

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Fonte: Borsa e Finanza

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Digitale Terrestre
  domenica, 08 giugno 2008
 00:00

Il futuro è digitale e la svolta è sempre più vicina. A sostenerlo è Gina Nieri, consigliere di amministrazione di Mediaset «Già nel 2010, con due anni di anticipo rispetto alla data prevista, buona parte d'Italia sarà digitalizzata - commenta la manager che poi aggiunge - Il processo è stato avviato, con successo in Sardegna, ed è ormai chiaro che questa è la strada per aumentare le frequenze disponibili e di conseguenza aumentare l'offerta di programmi digitali».

Con il consigliere di amministrazione Borsa&Finanza ha cercato di fare chiarezza sull'evoluzione del sistema televisivo mentre sullo sfondo non si abbassano i toni della decennale polemica sulle frequenze di Rete4 e gli infiniti ricorsi presentati da Europa 7.

Negli ultimi giorni si è molto discusso della sentenza del Consiglio di Stato... Su questa vicenda è bene chiarire: nel 1999, quando furono assegnate le concessioni, nessuna emittente ebbe l'assegnazione delle frequenze- da parte dello Stato. Chi già aveva in uso delle frequenze fu autorizzato a continuare a trasmettere sulle stesse. Europa 7 ne aveva una regionale, gli altri avevano frequenze nazionali.

Tutta qui la differenza II ministero decise che per l'assegnazione delle frequenze bisognava aspettare l'attuazione del piano analogico, ma questo fu poi superato dalla Legge Amato del 2001, che diede il via alla rivoluzione digitale. La sentenza del Consiglio di Stato ha dato torto ad Europa 7 e alla sua pretesa di ottenere rassegnazione delle frequenze di Rete 4. Rete4 dunque non corre alcun rischio? Rete4 è pienamente legittimata all'utilizzo degli impianti e delle frequenze.

Ed era così anche prima della sentenza del Consiglio di Stato, che ha confermato che Rete4 e le sue frequenze non sono in discussione. In discussione c'è solo la possibilità per Europa7 di ottenere un risarcimento da parte dello Stato. Ma su questo è in corso una istruttoria

L'assegnazione delle frequenze digitali entro il 2012 potrebbe comportare gli stessi problemi che seguirono all'assegnazione delle frequenze analogiche?
Come abbiamo già detto, in Italia il primo test sta avvenendo in Sardegna, dove il principio europeo che prevede procedure trasparenti e non discriminatorie è stato pienamente attuato da Agcom e Ministero: 27 sono i mutiplex a disposizione, di cui due verranno assegnati ai nuovi soggetti entranti nel mercato. È quello che in gergo tecnico si definisce il «dividendo digitale». Questo primo esperimento di switch off, che proseguirà nel resto del Paese con le stesse modalità, ha reso chiaro a tutti che gli spazi per chi vuole entrare nel sistema non mancano affatto.

Potreste acquisire in futuro nuovi multiplex nazionali, oltre ai due posseduti e allo spazio utilizzato su Dfree di Tarak Ben Animar?
Quando la riforma digitale sarà completata la capacità trasmissiva non mancherà per nessuno. Anche per Mediaset ci sarà dunque la possibilità di aumentare la propria offerta

Lo switch off della Sardegna è stato più volte posticipato. Non si rischia di andare ben oltre i tempi previsti dalla legge?
Siamo ottimisti in merito. Il decreto convertito due giorni fa prevede che il ministero dello Sviluppo economico approvi entro tre mesi il calendario degli switch off regionali da completare entro il 2012. È un cammino segnato che semmai può solo accelerare e che farà del digitale terrestre la piattaforma universale degli italiani come è oggi la tv analogica.

La sperimentazione durerà fino al 2012. Come verrà regolata in seguito la trasmissione in digitale?
Come richiesto dall'Europa, con il definitivo avvento del digitale, nel 2012, il sistema sarà regolato attraverso autorizzazioni generali, sul modello di quelle utilizzate per le telecomunicazioni.

Fino al termine della fase di sperimentazione dovrete affittare il 40% degli spazi digitali a editori terzi. Come vi organizzerete?
Questa regola, introdotta dalla legge Amato del 2001, ha lo scopo di aumentare il pluralismo televisivo. Mediaset fin da subito si è adeguata: dal 2003 sono quattro gli editori terzi che trasmettono sulle nostre frequenze. Fino a oggi l'individuazione dei programmi da trasportare era stabilito da accordi tra editori all'interno del quadro normativo. Nel dicembre scorso l'autorità per le Comunicazioni ha disciplinato in modo definitivo la materia; sarà lei a gestire questa banda Entro fine ottobre saranno assegnati i nuovi spazi di capacità trasmissiva disponibile.

Cinzia Meoni
per "Borsa e Finanza"
(07-06-08)

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