Mya: Boston Legal e Ally McBeal da stasera su Premium Gallery

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Digitale Terrestre
  lunedì, 08 settembre 2008
 00:00
Da lunedi’ 8 settembre 2008 alle ore 21.00 su Mya/Premium Gallery va in onda la terza serie del legal drama Boston Legal.

Creata da David E. Kelly, l’inventore della celebre “Ally McBeal”, la serie, trasmessa per la prima volta negli USA dal network ABC nel 2004 poi arrivata in Italia, riscuotendo un enorme successo di pubblico in patria, conquistandosi una serie di premi tra cui spiccano un Golden Globe, su 3 nominations, e 4 Emmy Awards su 9 nominations. Il 14 maggio 2008, la ABC ha ordinato una quinta stagione di 13 episodi, in onda nel 2009, specificando che sarà l'ultima del telefilm. Il 17 luglio 2008 è stato annunciato dalla ABC che la quinta stagione partirà, contrariamente a quanto previsto prima, il 22 settembre 2008.

La fama della serie ha spinto anche molto celebri attori a partecipare come guest-star in alcuni episodi, tra i più noti Michael J. Fox (2^ e 3^ serie), Tom Selleck (2^ e 3^), e Rupert Everett (2^).
La serie narra le avventure umane e professionali degli agguerriti avvocati di un prestigioso studio legale di Boston a cui fanno capo gli avvocati Alan Shore (James Spader, protagonista di “Sesso Bugie e videotape” e di “Star Gate”), Denny Crane (William Shatner l’indimenticabile Capitano James Kirk di “Star Treak”) e da Shirley Schmidt (Candice Bergen) tornata allo studio di Boston del quale è stata uno dei soci fondatori.

Qui dovrà vedersela con l’esperto Crane, con il quale ha alle spalle una lunga serie di conflitti. Denny è infatti un veterano delle aule di tribunale ed Alan ha imparato tutto da lui, soprattutto che l’importante è vincere le cause, anche se ciò significa dover adottare spesso dei metodi poco ortodossi ed al limite della legalità. E sono proprio i mezzi poco chiari ispirati dall’esperto ed eccentrico Denny che scatenano la rivalità del socio di Alan, Brad Chase (Mark Valley), il quale, spesso, non approva il fatto che la vittoria legale debba necessariamente essere ottenuta a scapito dell’onestà e della correttezza professionali.

Ma Boston Legal è anche e soprattutto un incredibile mix di dramma ad umorismo, sostenuto da abili sceneggiature in cui regnano moltissima ironia, battute a doppio senso, ed addirittura citazioni tratte dal passato professionale dei due protagonisti principali Spader e Shatner.Tra gli ammiratori più illustri della serie da citare l’ex presidente USA Bill Clinton, che ne ha parlato molto bene in un'intervista televisiva.

Intitolata Fleet Street, in riferimento alla strada di Boston in cui hanno sede gli uffici dello studio legale Crane, Poole & Schmidt, Boston Legal è uno spin-off di The Practice, altra serie a sfondo legale creata da David E. Kelley. Nell'ottava stagione di The Practice, molti episodi avevano lo scopo di introdurre nuovi personaggi in vista della futura messa in onda di Boston Legal.

Ecco a voi "ALLY McBEAL", l'appuntamento, impedibile, e' lunedi’ 8 settembre 2008 alle ore 21.50 su Mya/Premium Gallery per ogni lunedì in seconda serata.

La serie ha vinto ben 4 Emmy Awards e 3 Golden Globe; il serial che in America ha annientato la popolarita' di sit-com quali Friends o Sex and the city; il telefilm che in un colpo solo e' diventato un simbolo delle nevrosi (americane) e ha lanciato nello star-system la sua eccezionale protagonista, Calista Flockhart.

La sfortuna la perseguita ovunque: in amore, sul lavoro, nei rapporti con le persone. Dove passa lei seguono tragedie, scambi di persona, equivoci; si butta inevitabilmente dalla pentola alla brace; con lei Cupido sbaglia mira; il mondo le cade addosso e lei non regge.

Tutto ha inizio all'eta' di sette anni, quando Ally (Calista Flockhart) intreccia una storia d'amore che la segnera' nel profondo: il primo bacio con Billy  Alan Thomas (Gil Bellows) e' di quelli che non si dimenticano, di quelli che  rimangono sulla punta delle labbra a lungo, forse per tutta la vita. Lungo gli  studi insieme, la "prima volta" in auto, gli anni del liceo, l'università insieme alla facoltà di legge.

Ally McBeal, diventata un’avvocatessa di successo di Boston, di recente si e' decisa a troncare la sua relazione - che durava da sette anni - fatta di alti e bassi con Billy. Le circostanze hanno costretto Ally ad accettare un lavoro in un piccolo, ma importante studio legale di Boston diretto da Richard Fish, uomo viscido e litigioso, suo ex compagno di università.
Il giorno in cui inizia a lavorare nel nuovo studio Ally scopre con enorme disappunto che lavorerà con Billy, legale dello stesso studio, ora felicemente sposato. La convivenza tra i due e' difficile a causa del continuo alternarsi di odio e incontrollabile passione.

Ally perennemente depressa… tuffandosi nel lavoro, trova nell’aula del tribunale, l'unica "zona franca" della sua vita: si dimostra sicura, determinata, a volte addirittura cinica. Ma fuori dal foro il destino le tende agguati dietro ogni angolo: come quando un socio di maggioranza del suo studio legale la fa licenziare per essersi ribellata a continui assalti di "mano morta".

Dopo aver perso il posto, Ally incontra l'ex compagno di studi Richard Fishman (Greg German), titolare, guarda caso, di uno studio legale. Guarda caso le propone di lavorare per lui al motto-diktat capitalistico "meno tasse!". Guarda caso, il destino vuole che in quell'ufficio lavori anche Billy, di cui Ally non ha mai dimenticato il sapore sulle labbra: il ragazzo che amava e che ama ancora, probabilmente corrisposta. Solo che nel frattempo lui si e' sposato con la bella Georgia (Courtney Thorne-Smith), guarda caso anche lei avvocatessa: apparentemente senza un difetto e per di piu' simpatica, la moglie di Billy e' destinata a diventare la migliore amica di Ally. Guarda caso, verrebbe da dire.

Divenuto a tutti gli effetti un fenomeno di costume, un vero e proprio evento televisivo, avvalendosi di alcune tecniche di linguaggio più rodate al cinema che sul piccolo schermo.
Tra le altre: la possibilita' del telespettatore di vivere in prima persona, in soggettiva, i sogni, i desideri e le frustrazioni di Ally; o quella di ascoltare i suoi pensieri - spesso diversi dai suoi discorsi - grazie alla voce fuori-campo.

Cosi' la critica americana ne ha parlato:

'Ally McBeal' e' tutto ciò che un telefilm che voglia presentarci uno spaccato di fine Anni '90 dovrebbe essere: e' tagliente, esilarante nei dialoghi, ha un cast di talento e propone storie coinvolgenti. “Come si può non amarlo?" (Entertainment Weekly)

"c'e' un po' di Ally in tutti noi! Ally dice quello che tu avresti voluto dire ma sei felice di non aver detto. E allora cosa importa se ha la gonna troppo corta? Non vorremmo forse tutti poter vestire così?"  (Tv Guide)

"la serie ci presenta la vita di una giovane avvocatessa, catturando le fantasie di donne brillanti e uomini curiosi. Il risultato e' uno spettacolo irresistibile, sia che lo si viva come un safari tra le diversita' dei sessi, sia che lo si consideri una caricatura della propria vita"
(Television)

"tutti quelli che hanno visto i serial - donne, uomini e gatti - sono rimasti totalmente, assolutamente, completamente, disperatamente affascinati da  Ally McBeal" (Daily News Television)

"a fronteggiare il 'girl power' arriva Ally McBeal, già un mito tra le giovani donne in carriera che si confrontano ogni giorno con i codici dell'amore, della lealtà, del lavoro, dell'etica e del cosiddetto 'comportamento adeguato' nel mondo reale"  (Life)

Non e' un caso che la serie si sia aggiudicata una miriade di premi e riconoscimenti: oltre ai prestigiosi 4 Emmy Awards (uno come "miglior serie", due per il montaggio e uno alla miglior interpretazione non ricorrente, assegnato a Tracey Ullman) e ai 3 Golden Globe (due per il miglior serial, uno nelle mani di Calista Flockhart), il telefilm si e' aggiudicato un ASCAP per le musiche di Vonda Shepard, un Eddie Award (il premio assegnato dall'American Cinema Editors), un American Comedy Award, un International Monitor Award (ricevuto per le "migliori innovazioni in una serie tv"), un Peabody Award (il premio vinto dalle fiction che denotano notevoli valenze morali o sociali), un SAG Award e due Q Award (il riconoscimento votato dal gruppo Viewers for Quality Television, l'associazione che rappresenta i telespettatori americani).

Gran merito dell'operazione va senz'altro all'ideatore-produttore esecutivo David E. Kelley, gia' dietro le quinte dei successi pluripremiati di Chicago Hospital (che in America ha rivaleggiato in ascolti con E.R.), La famiglia Brock e L.A. Law - Avvocati a Los Angeles. "La storia e' quella di una donna dei giorni nostri - racconta Kelley - la particolarità del personaggio sta nel fatto che riesce a far diventare tutte le proprie insicurezze un'arma vincente; senza di quelle non riuscirebbe a vivere, non ne può fare a meno, e' scritto nel suo DNA".

Il clamore suscitato dal telefilm ha lanciato nello star-system americano la sua protagonista, dal passato teatrale a Broadway e qui al suo debutto in un ruolo televisivo da prima attrice: Calista Flockhart interpreta alla perfezione, con i picchi della parodia, una giovane donna che evidenzia tutte le ansie, le paranoie e gli incubi di chi vive con la testa tra le nuvole, di chi ha visto abbattere uno ad uno tutti i propri ideali, di chi pensa che gli uomini siano tutti uguali; di chi sogna un'isola che non c'e', di chi per raggiungerla e' disposta a tutto, anche a boccheggiare, se non ad affogare, nel mare della quotidianità.

La cura dei particolari e la pregevole scelta dei comprimari fanno del telefilm una sorta di sophisticated-comedy deluxe; tra coloro che gravitano nello stralunato mondo della McBeal emergono altresì le figure della segretaria iper-(de)efficiente Elaine (Jane Krakowski) e Renee (Lisa Nicole Carson), la coinquilina femminista di colore di Ally.

Tra le molte guest-star che si susseguono nel corso del serial si segnalano Sandra Bernhard, Farrah Fawcett, Lucy Liu, Tracey Ullman e, nei panni di se stessi, Barry White e Tina Turner.

A metà strada tra una sorta di Woody Allen in tacchi a spillo e la versione Anni 2000 di Mary Tyler Moore, Ally si stende sul lettino della propria analista "vomitando" patemi d'animo in orizzontale. Ma la miglior consulente della protagonista e' Ally stessa: i suoi esami di autocoscienza sono diventati momenti cult generazionali. E risulta assolutamente irresistibile quando si autodefinisce ”vittima delle mie stesse scelte".

Calista Flockhart e' talmente entrata nella parte da risentire sulla propria pelle di tutta l'insicurezza del personaggio da lei interpretato: a tal punto che più di un esperto di gossip ha ipotizzato che l'attrice sia diventata anoressica per aver assimilato oltremisura le frustrazioni di Ally.

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