"La raccolta pubblicitaria di Mediaset e' orientativamente in perdita del 12-13% rispetto al primo trimestre del 2009, ma quella della Rai lo e' del 19%". Lo ha rivelato il vicepresidente Mediaset, Piersilvio Berlusconi, ieri sera a margine della presentazione del palinsesti autunnali agli investitori. Il dirigente Mediaset non crede a una Rai senza spot sul modello (gia' fallito) della tv pubblica francese. "Per noi sarebbe comodo - ha affermato Berlusconi jr -, fa un'ottima televisione ma gia' fatica ad arrivare a fine anno con la pubblicita', figuriamoci senza. E comunque c'e' spazio per tutti".
Sul fronte concorrenziale sulle altre piattaforme, invece, continua la 'guerra' tra il dt di Mediaset e il satellitare di Sky sulle offerte tematiche. "Noi abbiamo fatto un passo avanti rispetto alla concorrenza satellitare che ha tanti canali che si pagano tanto e interessano poco - ha spiegato il vicepresidente Mediaset -. Gli ultimi dati ci dicono che Sky e' ferma e il loro bilancio tra disdette e nuovi abbonati e' negativo. Pensiamo di averli bloccati con la nostra offerta Premium. Ci abbiamo creduto e abbiamo deciso di fare concorrenza a un signore che e' monopolista di fatto. La sfida e' ancora lunga".
Piersilvio Berlusconi che da' il numero di tre milioni e mezzo di carte attive al 30 giugno 2009. "2.200.000 di queste - aggiunge pero' -, sono state disattivate nella notte essendo andate naturalmente a scadenza, anche de rimaniamo fiduciosi nella ripartenza, proprio oggi abbiamo annunciato le nuove offerte"
Tra gli altri dati relativi alla pay-tv di Mediaset c'e' "il +85% nei primi sei mesi 2009 rispetto al 2008 delle attivita' caratteristiche di vendita di carte prepagate e abbonamenti easy-pay che diventa +70% se si considerano tutte le attivita' complessive di Premium". A fare da testimone della realta' di quanto sta accadendo, Piersilvio Berlusconi, accosta il dato dell'ascolto Sky che "nel mese di maggio, in Sardegna (prima regione nella quale il segnale analogico e' stato spento, ndr), da quando il digitale terrestre e' andato a regime, ha perso il 2,5%".
"Il 2009 per la tv è un anno di svolta che si chiama digitale terrestre. Ormai é chiaro a tutti, non è più una prospettiva, è una realtà che coinvolge tutte le famiglie italiane.
"Entro il 2013 - ha continuato il vicepresidente Mediaset - l'analogico si spegnerà in tutto il mondo, dal Giappone all'America. Ci troviamo davanti a una vera e propria rivoluzione destinata a cambiare la tv come la conosciamo. Noi potevamo decidere di fare il minimo e invece con vero spirito imprenditoriale abbiamo deciso di cavalcare al massimo nel digitale terrestre investendo in nuove strutture e contenuti". E, "fare - ha aggiunto - vuol sempre dire rischiare e già oggi possiamo dire che abbiamo fatto bene perché Mediaset ha conquistato vari vantaggi".
Tre i principali: "con il lancio di nuove reti gratuite ci siamo mossi per primi in Italia. Abbiamo costruito - ha spiegato Piersilvio Berlusconi - canali free gratuiti ma tematici: Boing per bambini e ragazzi, che è per ascolto tra i canali tematici la prima rete in Italia compreso il satellite e l'ottava rete dopo le generaliste. E' nata Iris e stiamo lavorando al nuovo progetto Italia 2 che sarà molto giovane e spregiudicato".
Poi c'é la "grande invenzione di Premium. Nessuno al mondo aveva mai provato a lanciare una pay tv con carta prepagata. Lo abbiamo fatto al meglio con 14 offerte. Oggi ci sono 3 milioni e mezzo di carte Premium attive. Con più canali e offerte arriva l'erosione d'ascolto per le grandi reti ma lo scenario frammentato porta più valore alla tv generalista che rimangono le uniche a conquistare grandi ascolti"
.jpg)