Bob Dylan compie 70 anni, focus esclusivo e due film su Studio Universal

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Digitale Terrestre
  domenica, 22 maggio 2011
 11:15

«La sua produzione musicale ha il marchio dell'originalità e dell'ispirazione, resa ancor più degna di nota considerata la sua giovane età. Mr. Dylan è vago circa il suo passato e il suo luogo di nascita; tuttavia importa meno da dove viene rispetto a dove sta andando, che sembra essere verso l'alto.»

The New York Times, 1961

Studio Universal (Premium Gallery sul DTT) racconta uno dei più grandi artisti del secolo passato, Bob Dylan, in occasione del suo 70° compleanno.

Attraverso un Focus esclusivo prodotto dal Canale e due film - "Io non sono qui" e "Pat Garrett e Billy the Kid" - Studio Universal celebra "l'anima cinematografica" di un mito vivente, sfuggente e contraddittorio.

L'appuntamento è per domenica 22 maggio a partire dalle ore 21:00.

BOB DYLAN & IL CINEMA

Cantautore, compositore ma anche scrittore, poeta, pittore, attore e conduttore radiofonico, Bob Dylan è uno dei più importanti e polivalenti artisti di tutti i tempi.

Figura attiva negli anni Sessanta - quando il richiamo del cinema è molto forte - Dylan si cimenta in prima persona in diverse produzioni cinematografiche.

Come racconta il Professor Alessandro Carrera, esperto e autore di diversi volumi su Bob Dylan «Come tutti coloro che hanno vissuto nei primi anni Sessanta a New York, Dylan aveva una esposizione al cinema europeo che non in molte parti d'America si può avere.»

È il 1965 e Bob Dylan ha appena pubblicato il suo quinto disco, "Bringing it all back home". La sua popolarità è alle stelle e il suo manager, Albert Grossman, ha l'idea - abbastanza insolita per quei tempi - di realizzare un intero film su Dylan e su una sua tournee.

Sarà così il documentarista Don Pennebaker a dirigere "Don't look back", il primo vero film con protagonista Bob Dylan. È subito successo e "Don't look back" diventa un cult tanto da portare lo stesso Dylan a realizzare il suo film esordio alla regia, "Eat the document", incentrato sul tour del 1966. «Eat the document è in un certo senso il migliore film di Dylan da regista. - racconta Carrera - È basato su momenti di scarto. Ciò che emerge sono le fasi di stanchezza della tournee. Tutti questi momenti, che uno non metterebbe mai in un film ufficiale sono alla base del film stesso.»

Bob Dylan ha contribuito alla colonna sonora di quasi duecento film interpretando il primo vero ruolo d'attore nel western crepuscolare di Sam Peckinpah, "Pat Garrett e Billy the Kid" (1973), di cui realizza anche la splendida colonna sonora, che includeva il brano "Knockin' on Heaven's Doors". Come ricorda Carrera: «La produzione e i compositori trovavano questa scelta assurda. Non si usava all'epoca inserire canzoni nell'interno di una struttura narrativa.»

Nel '73 Dylan realizza "Renaldo e Clara", film ambientato nel contesto di un nuovo tour, quello della Rolling Thunder Revue. Un altro coraggioso passaggio del rapporto tra Dylan e il cinema, un'esperienza che non si rinnova fino al 1987, quando Dylan decide di recitare in "Hearts of Fire" di Richard Marquand.

Nell 1989 è nel thriller "Ore contate" di Dennis Hopper mentre nel 2003 veste nei panni della rockstar in "Masked and anonymous" di Larry Charles.

Il 2001 è l'anno dell'Oscar: Bob Dylan viene premiato per la miglior canzone originale "Things Have Changed" dal film "Wonder Boys" di Curtis Hanson.

Diversi registi hanno in seguito contribuito a celebrare il mito di Bob Dylan: Martin Scorsese realizza due documentari, "L'ultimo valzer" e "No Direction Home: Bob Dylan", mentre nel 2007 Todd Haynes dirige "Io non sono qui", con attori del calibro di Christian Bale, Cate Blanchett, Richard Gere e Heath Ledger.

Anticonformista, contestatore ma geniale figura del Novecento, Bob Dylan ha confermato nel tempo il giudizio della gran parte della critica che non gli ha mai negato un innato talento.

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