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Cardani (Agcom): «Ci sono emittenti locali che occupano solo frequenze»

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Fonte: Adnkronos

Digitale Terrestre

 Cardani (Agcom): «Ci sono emittenti locali che occupano solo frequenze»Nell'attuale ripartizione dello spettro frequenziale ci sono «tv locali che si limitano a trasmettere un 'periscopio's, che - avendo una risorsa preziosa - non la sanno nè la vogliono utilizzare, ma la occupano sperando di poterla utilizzare o di poterla rivendere» in seguito. Ad affermarlo, in audizione al Senato, il presidente dell'Autorità per le comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, parlando del tema della ripartizione delle frequenze che vedrà la riduzione dello spettro riservato alle tv, in particolare sulla banda 700 mhz, per far posto agli operatori telefonici per il 5G. «È chiaro che dire 'chi non trasmette ruba risorse alla comunità' è uno statement politico e io voglio astenermi; non capisco perché l'Agcom dovrebbe ergersi a giudice in modo negativo o positivo» precisa Cardani osservando che «questo lo devono fare le autorità politiche». Non spetta quindi ad Agcom pronunciarsi sull'emittenza locale per ciò che attiene l'«occupazione di risorse collettive in un momento in cui lo spazio a disposizione di broadcasters deve ridursi perchè la banda dei 700 mhz viene destinata ad un altro uso per la comunità», anche se «quando le risorse sono poche e la coperta è corta c'è chi dice che ha freddo ai piedi anche se i piedi sono di marmo» conclude il presidente. 

Nel corso dell'audizione Cardani ha spiegato come da parte dell'Agcom sia stata inviata al Mise nel luglio scorso una segnalazione con «alcune possibili direttrici di revisione» in merito alla gestione dello spettro frequenziale. «In particolare, in nome dell'efficienza allocativa abbiamo chiesto una più meditata riflessione sul criterio di riparto delle risorse frequenziali tra operatori nazionali e locali, ricordando - ha spiegato Cardani - come da tempo l'Autorità ritiene non più attuale il vincolo normativo della riserva di 1/3 delle frequenze per l'emittenza locale». «Nel medesimo documento abbiamo altresì sollevato alcune perplessità in ordine ai criteri di conversione dei diritti d'uso delle frequenze degli operatori di rete nazionali in diritti d'uso di capacità trasmissiva in tecnologia DVB-T2 e alle soluzioni per stimolare partnership tra operatori per la realizzazione della rete» ha detto Cardani ricordando infine «che l'Autorità è parte attiva del Tavolo di coordinamento denominato TV 4.0, istituito presso il Mise per assicurare la piena realizzazione dell'importante processo di riassetto richiesto dalla legge e lavora in collaborazione con il Mise per rendere operativo il percorso di liberalizzazione». 

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