Telecom, cessione TIMedia in alto mare. Clessidra ed Equinox alla finestra

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Fonte: Ansa

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Economia
  giovedì, 17 gennaio 2013
 06:00

Franco Bernabè, presidente di Telecom, si trova davanti a un bivio. Mantener fede alla promessa di dismettere Ti Media, un asset definito non core o confermare l'intenzione di non voler svendere e dunque rifiutare le offerte al di sotto dei 400 milioni di euro. Il comitato esecutivo oggi dovrebbe aver esaminato il dossier e la palla passa al cda.

I fondi di private equity Clessidra ed Equinox sono alla finestra: praticamente pronto il veicolo per l'acquisizione dell'intera società e sul piatto circa 300 milioni di euro. Secondo indiscrezioni di stampa ci sarebbero però una serie di paletti che riguarderebbero il debito (i fondi si farebbero carico solo della metà e il resto resterebbe in capo a Telecom) e il numero di dipendenti. Un'offerta sotto le aspettative di Telecom che puntava a 400 milioni di euro e che i manager avevano avuto mandato a discutere per migliorare. Secondo indiscrezioni di stampa il tandem Sposito-Mancuso si impegnerebbe dopo l'acquisizione a una ricapitalizzazione per circa 100 milioni di euro per raggiungere il break-even nel 2015.

Si guarda quindi a Urbano Cairo, interessato solo a La7, rimasto nell'ombra e di cui si attendono le mosse. Il valore della sua offerta potrebbe essere solo simbolico considerando sia il debito sia gli investimenti necessari per rilanciare l'emittente televisiva. D'altra parte la Cairo Communication ha un contratto fino al 2019 per la raccolta pubblicitaria che in caso di un'acquisizione da parte dei fondi potrebbe essere messo in discussione.

Intanto il lavoro di revisione dei palinsesti, iniziato a metà dicembre e che dovrebbe continuare fino a fine gennaio, comincia a far vedere i primi risultati. Secondo i dati Auditel a gennaio la media totale di giornata dello share è salita al 4,28%, in crescita del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2012 e ancor pi— significativo il risultato del prime time dove la quota di La7 è salita al 6,14% (+41,5% rispetto all'analogo periodo l'anno scorso).

Maggiori efficienze dalla rimodulazione del day time con significativa riduzione dei costi che nelle attese dovrebbero aggirarsi intorno ai 25 milioni di euro, era la sfida lanciata a dicembre dal nuovo ad Marco Ghigliani.

Si attende una decisione da parte del cda, anche se una dead line non è mai stata fissata. L'obiettivo del gruppo, la riduzione del debito, verrebbe comunque centrato portandosi intorno ai 28 miliardi e sarebbe comunque «una buona notizia - commenta un analista di Deutsche Bank - perchè implicherebbe un calo del debito organico di 2,4 miliardi anno su anno»

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