Il telefonino Ť il quarto media farŗ concorrenza al pc e alla tv

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Fonte: Repubblica Affari & Finanza

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HiTech
  marted√¨, 13 novembre 2007
 00:00

Il mercato √ɬ® pronto per trovare la nuova Mediaset e la nuova Sky del pi√ɬĻ nuovo di tutti i media: il telefonino. Un media vero, dopo giornali, radio e tv, con caratteristiche tutte sue di linguaggio e contenuti. Oggi √ɬ® ancora piccolo, da questo punto di vista, ma √ɬ® destinato ad una crescita rapida. Oggi il telefonino √ɬ® l√ʬĬôunione elevato a potenza di un pc e di un televisore.

Ce l√ʬĬôhanno tutti. Funziona ovunque. Ed √ɬ® anche il mezzo pi√ɬĻ adatto a rappresentare esigenze e gusti della generazione del Web 2.0. E√ʬĬô l√ʬĬôopposto della tv, che deve attirare la gente attorno al televisore. Chi vuole distribuire contenuti, chi vuole far conoscere prodotti e servizi, con il cellulare va a colpo sicuro, pu√ɬ≤ raggiungere gli utenti letteralmente uno a uno, conoscendo gi√ɬ† i loro gusti, le loro esigenze.

In questo √ɬ® anche pi√ɬĻ efficiente del computer, che pu√ɬ≤ proporre dei link ma poi deve sperare che gli utenti ci entrino. E infatti le ultime rilevazioni sul mercato Usa dicono che sempre meno spesso gli utenti aprono i banner pubblicitari per andare a vedere le offerte promosse.
Invece il mondo dei contenuti mobili sta esplodendo. A partire proprio dalla tecnologia pi√ɬĻ vecchia e pi√ɬĻ semplice: gli sms.

La Provincia di Bolzano invia, a chi si iscrive al servizio, il bollettino dei pollini via sms. E sempre a richiesta, sms con informazioni sulle farmacie di turno e i bollettini meteo. Il Comune di Verona, su richiesta degli utenti, manda, sempre per sms l√ʬĬôelenco delle localit√ɬ† in cui √ɬ® presente un autovelox (per stimolare la riduzione della velocit√ɬ†).

A Genova, invece sono i teatri a muoversi: il Teatro della Tosse e quello dell√ʬĬôArchivolto inviano sms a quanti si sono prenotati per uno spettacolo per ricordar loro l√ʬĬôappuntamento. E poi ancora, Asl che accettano prenotazioni di visite specialistiche via cellulare e sms. Le Fs che vendono biglietti ferroviaria via cellulare. Compagnie aeree che annunciano ai loro passeggeri il ritardo del loro volo. Compagnie telefoniche che danno minuti di telefonate gratis in cambio di sms pubblicitari. E l√ʬĬôelenco si allunga in continuo. C√ʬĬô√ɬ® un fermento che ricorda gli anni Ottanta della nascita delle tv commerciali.

Le aziende se ne stanno accorgendo. Lo ha misurato il Politecnico di Milano, con la sua School of Management diretta da Umberto Bertel√ɬ®, che ha appena aggiunto alla serie un nuovo Osservatorio del mondo Ict. E√ʬĬô l√ʬĬôOsservatorio del Mobile Marketing & Service, di cui lo stesso Bertel√ɬ® √ɬ® responsabile scientifico assieme a Giuliano Noci e Andrea Rangone. L√ʬĬôOsservatorio √ɬ® incentrato, in sintesi, sulla pubblicit√ɬ† mobile e sulle iniziative in cui le aziende usano il cellulare per fare promozioni e iniziative di relazione diretta con i clienti/utenti. Ha appena presentato il suo primo rapporto. Dove calcola che cosa √ɬ® questo settore in Italia.

Da noi a fine 2007 si saranno fatturati 28 milioni di euro di pubblicit√ɬ† sui telefonini: pi√ɬĻ 75% rispetto al 2006. A questi si devono aggiungere altri 53 milioni che le aziende hanno investito acquistano in blocco dalle telecom sms e mms per realizzare campagne promozionali. Sono numeri destinati ad esplodere nei prossimi anni. Specie la pubblicit√ɬ†. Perch√ɬ© sar√ɬ† il motore dello sviluppo di una intera nuova generazione di contenuti da distribuire gratis sui telefonini. Il modello √ɬ® quello della tv generalista: informazione e intrattenimento in cambio di spot. Ma non saranno n√ɬ© gli stessi spot n√ɬ© gli stessi format. Ecco perch√ɬ© c√ʬĬô√ɬ® spazio per nuovi protagonisti che riusciranno ad incarnare sul nuovo media il modello Mediaset.

Oppure il modello Sky: ossia pacchetti di contenuti pi√ɬĻ pregiati in cambio di un costo fisso mensile, e contenuti premium in pay per view. In corsa ci sono le telecom e chi fa reti e telefoni, come Nokia e Ericsson; chi fa contenuti tv, come Mediaset, ma anche i giganti della Rete, come Google.

Sar√ɬ† una gara difficile perch√ɬ© il cellulare √ɬ® un mondo a s√ɬ©. Una platea, estremamente individualizzata; una fruizione molto frazionata: non pi√ɬĻ il dopo cena, ma piccole pause, durante il lavoro e il tempo libero. A favorire il boom prossimo venturo, la diffusione delle tariffe flat sul mobile. Pochi euro al mese per navigare senza limiti. La crescente diffusione dei cellulari Umts sta facendo il resto. Con i telefonini pi√ɬĻ vecchi e gli utenti meno smaliziati tecnologicamente, si inviano sms, che oramai tutti sanno leggere. Il prossimo passo √ɬ® appena pi√ɬĻ complesso: un sms invia non il messaggio ma un link. Aprendolo si arriva nel portale mobile di chi invia l√ʬĬôinformazione.

E√ʬĬô questa una modalit√ɬ† alternativa rispetto alla pubblicit√ɬ† vera e propria. Una modalit√ɬ† che si presta all√ʬĬôutilizzo presso utenti motivati. √ā¬ęPer esempio spiega Bertel√ɬ® Una compagnia aerea vuole avvisare l√ʬĬôutente del ritardo del volo, invia un microlink. L√ʬĬôutente √ɬ® interessato ad aprirlo perch√ɬ© sul portale avr√ɬ† molte pi√ɬĻ informazioni rispetto al semplice sms. Potr√ɬ† vedere il ritardo ma anche registrare un link per controllare in tempo reale l√ʬĬôandamento del volo. E magari consultare altri servizi che il portale gli offre. E nel frattempo vedr√ɬ† altri banner che il portale gli proporr√ɬ†√ā¬Ľ.

Tutto questo mentre è in taxi, o sta prendendo un caffè. Non ha bisogno di aprire il suo pc e di cercare una connessione Internet. Ha già tutto in tasca, anzi su una sola mano.
Secondo una stima di Multimedia Intelligence nel 2011, quindi tra quattro anni appena, il giro d√ʬĬôaffari globale della pubblicit√ɬ† mobile sar√ɬ† di 2 miliardi di dollari. E solo nel mobile video advertising, quindi i tradizionali spot ma via cellulare.

Il Mobile Entertainmnet Forum prevede invece che nel 2010 la pubblicit√ɬ† mobile varr√ɬ† il 20% del totale del mobile entertainment, ossia di quanto gli utenti pagano per acquisire via telefonino dalla suoneria alla clip e fino all√ʬĬôevento, sportivo e musicale o ai film. Rapportata all√ʬĬôItalia, dove nel 2006 i contenuti mobili hanno generato, secondo l√ʬĬôOsservatorio Mobile Vas del Politecnico di Milano, 1,1 miliardi di euro di ricavi, questa proporzione dice che in tre anni la pubblicit√ɬ† mobile dovrebbe arrivare perlomeno a 200 milioni di ricavi: quasi dieci volte gli attuali.

Grandi prospettive, dunque, ma anche un campanello d√ʬĬôallarme: l√ʬĬôItalia, il paese con la pi√ɬĻ alta diffusione al mondo dei telefonini, in questo campo √ɬ® rimasta indietro. √ā¬ęIndietro come utenti e indietro come attenzione e sensibilit√ɬ† delle aziende√ā¬Ľ, chiosa Bertel√ɬ®. C√ʬĬô√ɬ® il rischio che l√ʬĬôItalia trasferisca qui non la forza dei suoi quasi 100 milioni di sim, ma la debolezza della sua scarsa familiarit√ɬ† con Internet.

Stefano Carli
per "Repubblica Affari & Finanza"

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