Obiettivo mondo arabo per la 'Cnn del Cremlino'

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Satellite / Estero
  sabato, 14 aprile 2007
 00:00
Piccole televisioni crescono. Satellitari senza pubblicità, perdite secche a puro scopo di propaganda. Russia Today, il canale in lingua inglese che trasmette 24 ore su 24 notizie dalla Russia, e in misura molto ridotta dal resto del mondo, ha fissato uno standard. Un anno e mezzo dopo il suo debutto sta per nascere Russia al-Yaum, operazione identica con significative differenze di palinsesto - destinata al mondo arabo.
 
E poi? «È già in cantiere un'emittente in lingua spagnola», spiega Margarita Sinonyan, 27 anni, direttore del canale in inglese «che gode di ottima salute, anche se non abbiamo rilevamenti di audience». E comunque il risultato commerciale è secondario. A pagare è sempre Ria-Novosti, l'agenzia di stampa statale russa proprietaria di Russia Today, Russia al-Yaum e della futura, immaginiamo, Russia Hoy.
 
Un ritorno a Radio Mosca? La qualità e l'indipendenza di Russia Today non sono paragonabili ai bollettini dell'emittente sovietica, ma l'armada mediatica in via di allestimento ha l'obiettivo dichiarato di correggere l'immagine che offrono giornali e tv occidentali, di raccontare il Paese di Putin senza dispiacere troppo al presidente.
 
«Hanno detto che eravamo il canale del Cremlino - attacca Simonyan - molto prima che iniziassimo a trasmettere. Assicuriamo un'informazione indipendente, ma non ci soffermiamo solo su quanto di male accade quassù. Raccontiamo gli atroci omicidi di giornalisti, ma non solo quelli. L'opposizione e le prossime elezioni? Vladimir Ryzhkov (uno dei leader del cartello che più duramente s'oppone a Putin, ndr) è stato intervistato per 26 minuti la scorsa settimana. Gli incidenti di Nizhnij Novgorod al corteo dei dissidenti? Abbiamo garantito a quella manifestazione la stessa copertura data a quella di Nashi (gli avanguardisti putiniani, ndr) a Mosca. Siamo autonomi, ma anche consapevoli che i media internazionali dedicano il 90% del loro spazio a personaggi e fatti che rappresentano il 10% della popolazione. Noi vogliamo riequilibrare questa distorsione solo in parte inevitabile, solo in parte connessa con l'essenza stessa del giornalismo».
 
Se la missione di Russia Today è convincere il mondo anglofono che in Russia accadono anche cose buone, quella di Russia al-Yaum sarà diversa, mirata a penetrare un territorio che resta eterna palestra per le potenze del mondo. «La differenza fondamentale dal canale inglese - spiega Evghenij Sidorov, editor-in-chief della versione araba che comincerà a trasmettere fra qualche mese - è che noi non ci limiteremo a informare su quanto accade in Russia. Il nostro target è il mondo e quello arabo nelle specifico. Vogliamo stare al fianco di al-Jazeera, al-Arabija e ai maggiori canali ali news in lingua araba».
 
Anche in questo caso non si parla di pubblicità e il budget sarà in linea con quello di Russia Today, circa 30 milioni di dollari l'anno. Se i pionieri di questa intrapresa mediatica russa nel mondo cercano da un anno e mezzo di piallare gli spigoli più fastidiosi dell'immagine che il Cremlino offre di sé, al-Yaum dovrà confermare all'audience araba il ritorno di Mosca sulla scena internazionale e su quella mediorientale in particolare. Se c'è una regione nel mondo dove il peso specìfico diplomatico della Russia sta crescendo in misura direttamente proporzionale al calo americano è proprio l'area che muove dalle penisola arabica all'Iran. «La priorità russa in Medio Oriente - aggiunge Sidorov - è contribuire alla risoluzione dei conflitti con tutti i partecipanti. Mosca ha ottime relazioni ed è tenuta in considerazione da entrambi gli schieramenti e non, come altri Paesi, da uno solo. Per questo c'è grande attesa per il lancio del nostro canale che garantirà informazione indipendente mostrando qua! è la posizione della Russia sui maggiori snodi di crisi nel mondo».
 
Uffici di corrispondenza al Cairo, Ramallah, Gerusalemme, Baghdad, Parigi, Londra, New York sono in via di allestimento, autonomia dal canale inglese. Gli anchor sono stati reclutati dalla tv tunisina e kuwaitiana e da al-Jazeera così come la britannica Sky tv ha visto suoi reporter cedere alle offerte di Russia Today. Lavoreranno 400 persone fra giornalisti e tecnici nel canale arabo, contro le 700 di quello in lingua inglese che quest'anno prevede di espandersi ancora piantando radici profonde sul territorio della federazione e dell'ex Urss con nuove sedi locali. «Non può immaginare - aggiunge Simonyan - quale feedback riceviamo dagli spettatori nel mondo, sono sorpresi di scoprire che tante cose buone accadono in Russia». Ma quanti siano gli spettatori è interrogativo senza risposta: «Effettuare un rilevamento sull'audience è troppo oneroso».
 
Nessuna data è stata invece fissata per la versione spagnola dell'offensiva di Stato russa nell'informazione planetaria. Dovrà rivolgersi soprattutto all'America Latina, altra area del mondo che si salda alla Russia. Basti pensare alle relazioni con il Venezuela, possibile partner di quella Opec del Gas che Putin vagheggia, oppure a quelle con Brasile e Argentina, primi clienti nel 2006 di quel supermercato delle armi che è tornata ad essere la Russia di Putin. Legami economici, intese commerciali, prologo a un'offensiva diplomatica che dal Zubovskij Boulevard di Mosca, sede delle emittenti, piomberà a Rio, Santiago, Buenos Aires, scuotendo gli interessi dell'America in quelle aree che Washington non smette di considerare il cortile di casa.
 
Leonardi Maisano
da Mosca
per "Il Sole 24 Ore"
  
 
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