SKY Corporate Europe, 1st Quarter Results: in Italia gli abbonati sono 4 milioni e 688 mila

SKY Corporate Europe, 1st Quarter Results: in Italia gli abbonati sono 4 milioni e 688 mila

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Fonte: Digital-News (original)

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Sky Italia
  mercoledì, 21 ottobre 2015
 10:15

Sky PLC (ha realizzato un utile operativo in rialzo nel primo trimestre dell'esercizio 2015/16, avendo attirato nuovi clienti. L'utile e' migliorato dell'8% a 375 milioni di sterline (511 milioni di euro) nei tre mesi al 30 settembre. A cambi costanti l'aumento e' stato del 10%.

Il fatturato e' salito del 2% a 2,793 miliardi di sterline, ha aggiunto il gruppo che ha acquisito Sky Germania e Sky Italia. Il direttore generale Jeremy Darroch l'ha definito "un solido inizio d'anno con oltre 130mila nuovi clienti sul trimestre, in rialzo del 7% su anno, quindi un milioni di clienti in piu' sugli ultimi 12 mesi", ha detto. Il miglioramento e' stato trainato da Sky Atlantic nel Regno Unito, dal campionato di calcio in Germania e X Factor in Italia, programmazioni con risultati “record”.

Nel terzo trimestre il gruppo Sky in Europa (Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e Italia) ha registrato ricavi di 3,79 miliardi di euro contro i 3,58 dello stesso periodo dell'anno scorso (+5,8%, leggermente superiore alle attese) e un utile operativo di 509 milioni (+10%). I ricavi medi per abbonato (Arpu, Average revenue per unit) sono di 63 euro nel Regno Unito e in Irlanda, di 42 in Italia e di 34 in Germania e Austria.

L'utile operativo del gruppo Sky in Europa è in aumento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2014 mentre il margine operativo lordo sale del 7% a 718 milioni, con un debito a 8,2 miliardi. Mentre in Italia gli abbonati sono in leggero calo, nel resto d'Europa crescono, per un totale di 25 milioni e 300 mila con un incremento di 155mila unità. I ricavi nel Regno Unito e in Irlanda salgono del 7%, in Germania dell'11% e in Italia scendono del 4% a 616 milioni.

I costi totali sono aumentati del 5%, quelli di programmazione del 4%, con il vantaggio dell'assenza della Ryder Cup e della Coppa del mondo di calcio ma con il peso dei maggiori costi della Bundesliga. «Nel corso del trimestre abbiamo continuato a investire nel nostro portafoglio di contenuti, acquisendo diritti esclusivi con il canale Fox Sports in Italia e il lancio di un canale di Star Wars nel Regno Unito. La scelta della pay tv è stata quella di investire per mitigare la perdita della dei diritti della Champions League in Italia e nel Regno Unito e per continuare la forte crescita in Germania. Questi aumenti di costi sono stati parzialmente compensati dai risparmi ottenuti dei nostri programmi di efficienza operativa in Italia e Regno Unito», spiega Sky.

I costi diretti del network è aumentato del 4%, mentre quelli generali e di gestione del 6%. La scelta della pay tv è stata quella di investire per mitigare la perdita della dei diritti della Champions League in Italia e nel Regno Unito e per «continuare la forte crescita in Germania». «Questi aumenti di costi sono stati parzialmente compensati dai risparmi ottenuti dei nostri programmi di efficienza operativa in Italia e Regno Unito».

In Italia i ricavi scendono del 4% a 454 milioni di sterline e l'utile operativo si riduce del 24% a 25 milioni di sterline. La contrazione dei ricavi e' spiegata fondamentalmente con il calo degli abbonati che e' stato di 37 mila unita' rispetto allo stesso trimestre 2014 portando il monte abbonati a 4.688 milioni da 4.704 milioni. Un andamento di ricavi, e abbonati, che Sky nella nota definisce "in tenuta" alla luce del fatto che la Tv satellitare italiana non ha piu' i diritti di trasmissione della Champions League di calcio. Il tasso di abbandono della clientela infatti resta al 10% nel trimestre in linea con lo scorso anno. Cala invece la spesa media mensile per abbonato che scende a 42 euro mensili da 43.

Gli abbonati totali di Sky al 30 settembre si attestano a 4.688 milioni registrando in particolare una flessione di 37 mila unita' rispetto ai 4.725 milioni del 30 giugno mentre il confronto con il 30 settembre 2014, quando i sottoscrittori erano 4.704 milioni, e' negativo per 16mila unita'. La flessione dei ricavi in Italia nel trimestre , scenderebbe al 3% se si escludessero dai conti 2014 le vendite di contenuti a Mediaset Premium e i ricavi pubblicitari legati alla trasmissione dei Mondiali di calcio 2014.  La perdita della Champions league acquisita per tre anni da Mediaset Premium appare quindi non pesare troppo, mentre il tasso di abbandono (Churn) è del 10% contro il 9,8% degli abbonati Sky del Regno Unito e del 9% della Germania.

Articolo di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)


SINTESI DEI RISULTATI AL 30 SETTEMBRE 2015

 

Risultati del gruppo:

  • Fatturato +6% a 2,8 miliardi di sterline
  • Profitto operativo +10% a 375 milioni di sterline
  • Numero clienti gruppo in aumento +134 mila, per un totale di 21.140.000 (Uk, Ireland, Germany, Austria, Italy)
  • Arpu stabile (Uk 47 sterline, De 34 euro, It 42 euro)

Italia:

  • Numero di clienti in diminuzione di 37 mila (totale 4.688.000)
  • Indice churn ancora buono al 10%
  • Fatturato -4% (solo -3% escludendo l'impatto della mancata vendita di contenuti a Premium e dell'advertising legato alla World Cup 2014)
  • Ricavi ridotti di 8 milioni di sterline (da 33 a 25 milioni di sterline) sui 12 mesi (sett 2014-sett 2015)

Evoluzione numero clienti in Italia:

  • Luglio-Settembre 2013: 4.757.000
  • Ottobre-Dicembre 2013: 4.760.000
  • Gennaio-Marzo 2014: 4.751.000
  • Aprile-Giugno 2014: 4.725.000
  • Luglio-Settembre 2014: 4.704.000
  • Ottobre-Dicembre 2014: 4.734.000
  • Gennaio-Marzo 2015: 4.746.000
  • Aprile-Giugno 2015: 4.725.000
  • Luglio-Settembre 2015: 4.688.000 

Redditività media singolo cliente ARPU (spesa media per abbonato):

  • UK: 47 sterline
  • Germania: 34 euro
  • Italia: 42 euro 

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