Parentesi dedicata all'intervallo dei match, dove Ilaria D'Amico introduce le immagini, commentate dal loro "uomo dei gol", per seguire la lotta Scudetto e anche la "corsa all'Europa che conta di più". Si nota subito un uso smodato per le perifrasi, ormai consueto del modo di condurre della D'Amico.
Alle 17.02 si apre la seconda parte di Sky Calcio Show con la solita clip, le cui immagini introducono i temi del giorno: la vittoria della Juve, la rincorsa del Milan (con esultanza dei Galliani) e i due gol di Luca Toni, che arriva a quota 30. Ilaria ne approfitta per chiedere conferma del dato statistico all'esperto Mario Sconcerti, che fa notare come solo quattro giocatori nella storia del calcio italiano hanno segnato di più. Sconcerti fa per citarli, ma viene bruscamente interrotto dalla conduttrice, la quale deve necessariamente far partire le immagini dai campi.
A sua volta, però, viene stoppata dalla regia, che le impone un collegamento da Torino, perché Federico Ferri ha raccolto delle importanti dichiarazioni di John Elkann durante lo svolgimento di Juventus ? Palermo. In sintesi, come presenta lo stesso Ferri, ha ribadito la vicinanza alla squadra e all'allenatore, ma non alla dirigenza. Ilaria chiede allora all'inviato dal Delle Alpi se Giraudo possa mantenere la promessa fatta nel prepartita ("eventualmente ci vediamo dopo?") e la linea viene così girata a Martina Maestri negli spogliatoi. La Maestri, non accortasi di essere in onda, giochicchiava strabuzzando gli occhi, per poi tornare seria e comunicare che la triade, appena finita la partita, si è rifugiata negli spogliatoi, rimanendo così in silenzio stampa, che sarebbe stato interrotto solo in caso di vittoria dello Scudetto. Vengono mostrate ancora una volta le immagini di Bettega in lacrime e la D'Amico, che interpreta il gesto come commozione estrema, chiede, come ormai fa ogni domenica, che il silenzio stampa venga presto interrotto perché i tifosi juventini, che "in questo momento si sentono da una parte frastornati e da una parte hanno voglia di riuscire a capire di sentire direttamente più che da noi da loro la voce della Juventus".
Si torna in studio (sono ormai le 17.13) e viene finalmente presentato anche Alessandro Bonan. C'è già il primo allenatore collegato, ormai immancabilmente primo (nei collegamenti con Sky Calcio Show), Roberto Mancini. Saluti a Milano e partono le immagini con Riccardo Trevisani, per la prima volta senza l'appellativo di "uomo dei gol". Le immagini vengono così mostrate alle 17.15, davvero in ritardo rispetto agli standard canonici? e la previsione è che la settimana prossima possano ritardare ancora di più, per lasciare spazio alle esultanze dei campioni d'Italia (Juve o Milan che sia). Da segnalare come alle 17.20 viene aperto anche Gol Parade, che quindi si sovrappone con le immagini dai campi?
Tornati in studio, analisi dei risultati (ma la D'Amico legge solo il campo non collegato, 0-0 tra Lecce e Chievo) e della classifica (viene mostrata in video, ma Ilaria reputa sia più opportuno ricordare come funziona Gol Parade, tra l'altro confondendo il tasto "ok" con quello verde). Riappare così la classifica e viene abbozzata un'analisi, non limitandosi alla lettura, come fanno certe vallette in altri programmi. Così la D'Amico si inerpica in osservazioni poco fondate, come quella che vede in testa la classifica da due anni di fila la Juventus (ecco una bella gufata per i bianconeri) o che lo scudetto si assegna all'ultima giornata, "come vuole la tradizione del bel calcio italiano,?? sovente". "Terza l'Inter, che non ha nulla da chiedere a questa classifica e a questo campionato, ma ci sono Fiorentina e Roma, invece, ancora in corsa per l'assegnazione del quarto posto per l'Europa che conta di più". Viene tolta la schermata, ma la D'Amico prosegue: "anche qui i punti rimangono due di distacco tra Fiorentina e Roma e anche lì un, l'ultimo degli obiettivi da raggiungere per le due squadre, con una giornata caldissima, l'ultima di campionato, quella di domenica prossima, per decidere chi stacca il biglietto per il treno europeo più importante." (altra perifrasi). Per la D'Amico la classifica si riduce a queste due sfide, senza menzionare l'unico verdetto della domenica: la matematica (o aritmetica, come preferisce Ilaria) conquista della Uefa da parte del Chievo, tre anni il miracoloso exploit di Del Neri.
Si passa così alle parole, partendo da Mancini, la cui presenza è parecchio inutile, a mio parere? si parla della beffa dell'ultimo minuto, ancora una volta dopo Empoli. Andrea Pavanti chiede se è più arrabbiato per il pareggio o per la squadra sottoritmo, domanda alla quale Mancini risponde in modo molto pacato, vista la non importanza del match, con tutte le attenzioni riservate alla partita di giovedì. Ancora domande da Paventi, che chiede quali innovazioni ci saranno la prossima stagione. Curiosità di Ilaria sulle dichiarazioni di Tronchetti Provera, che ha confermato la presenza di Moratti a capo dell'Inter anche per la prossima stagione, e la conduttrice chiede conferma di questo al tecnico nerazzurro: ovviamente il Mancio non può dire molto, anzi nulla sulla dirigenza e, come dice Sconcerti, "conferma sia Tronchetti Provera che Moratti". Bonan prende la parola e stuzzica l'allenatore se loro lo abbiano già confermato, la D'Amico interviene quasi arrogandosi l'esclusiva di tali dichiarazioni, strappate domenica scorsa. Ritmo molto blando? anche se non siamo ai tragici livelli della settimana scorsa (i silenzi sono un po' più brevi).
La D'Amico introduce il tema del giorno, trattato anche con gli altri ospiti nel prepartita, ovvero le intercettazioni di Moggi. Mancini che si aspettava una domanda simili, ride per non piangere e subito Ilaria lo bacchetta: "lei soride, ma c'è stato poco da ridere con quello che abbiamo sentito in settimana?". Mancini prova a difendersi, ma desiste subito conoscendo l'insistenza della D'Amico. Alla domanda, risponde con un "ho letto un libro: non so cosa sia successo in questi giorni", Ilaria chiede allora di commentare le parole di John Elkann, ma Mancini accusa problemi all'auricolare che non gli ha fatto cogliere appieno le dichiarazioni del nipote dell'Avvocato. Altra bacchettata: "Mancini? ci fa l'omertoso??". Mancini: "L'omertoso in Italia lo fanno in tanti". D'Amico: "E lei cosa fa? Sale sul carro degli omertosi?". Mancini: "No, veramente? io credo ci sia da piangere. E non sono d'accordo con chi dice di aspettare? non c'è nulla da aspettare, qui c'è da vergognarsi e basta!". Sconcerti abbastanza soddisfatto della sincerità del tecnico nerazzurro, che continua: "queste son cose che sono sempre state dette a livello di bar, ma mancavano le prove? però più di questo cosa dobbian fare?". Sconcerti apprezza e fa un'osservazione molto acuta: "Il vero merito, vantaggio di questo scandalo è che è uno scandalo poco discutibile". Mancini approva? e la D'Amico chiede una cura per uscire dalla situazione. Il Mancio continua: "Io sono stato tifoso della Juve per 15 anni, da ragazzino, un'altra Juve, quella della famiglia Agnelli? questo è un fatto gravissimo, perché è inutile che ci si arrabbi, si soffra per una partita, e poi le cose son già scritte. Cosa molto brutta, per noi che abbiamo la passione di giocare al calcio e per le persone che mettono soldi nel sistema del calcio, non per guadagnarci, ma per la passione che hanno? si fan troppe chiacchiere in Italia".
La D'Amico chiude il collegamento, tornando al carro degli omertosi, che di sicuro non conta tra le sua fila l'allenatore dell'Inter, il quale precisa che anche se avesse deciso di rimanere in silenzio, omertoso non lo sarebbe stato. Ilaria non controbatte, anzi ringrazia Mancini per le parole importanti. [nessun commento/domanda sulla finale di Coppa Italia in un'intervista all'incirca di 10 minuti? davvero non ci siamo!!]
È il turno di Parma, dove Marco Nosotti è con Beretta e Ancelotti. Altra inesattezza verbale della D'Amico: "il treno scudetto oggi passava per Parma, ma anche per Torino e continuerà a farlo fino alla prossima giornata", dove invece dipenderà da Reggio Calabria e San Siro.
Nosotti, con la solita classe che lo contraddistingue, parte da Ancelotti, analizzando a grandi linee la partita, sbloccata dal fallo da rigore su Inzaghi, al cui proposito viene chiesto un parere al tecnico rossonero. L'obiettivo scudetto è rimasto immutato, ma dipenderà dalla concretezza della Reggina.
Si passa a Beretta, imbestialito sul campo al momento del fischio del rigore, e l'allenatore emiliano prende in prestito le parole di Boskov, "il rigore c'è quando l'arbitro fischia, quindi c'è". Nosotti si complimenta per l'assetto tattico dei tre uomini dietro l'unica punta, che ha dato fastidio al gioco del Milan. Fa tutto Nosotti e chiede ai due cosa pensino delle dichiarazioni di Elkann: Carletto non le ha ancora sentite e oggi è Ilaria a ricordargliele (forse leggendo da un foglio, non essendo inquadrata).
Ancelotti ammette il momento delicato per la Juve e per tutto il calcio, richiede chiarezza e può rappresentare il punto per ripartire, con immutata passione da parte dei tifosi. Sconcerti si inserisce nel discorso chiedendo se Ancelotti "potrebbe vantare qualche diritto sullo scudetto 2005". Il diretto interessato preferisce non rispondere in questa sede, ma promette di farlo non appena saranno state accertate le responsabilità dei coinvolti.
La D'Amico precisa che penalmente il caso è stato archiviato, anche se con una condanna morale, e che sarà quindi la giustizia sportiva a decidere e ne approfitta per chiedere cosa ci sia ancora da chiarire in questa vicenda. Bonan cerca di imitare Mauro ponendo domande pungenti a Carlo: "se fosse stato a conoscenza di un intreccio tra i poteri forti e il Palazzo, li avrebbe denunciati?" e ancora "quante chiacchiere sono arrivate alle orecchie di Ancelotti?". Ilaria, per chiudere, chiede un giudizio personale al tecnico del Milan, il quale preferisce tenerselo per sé. Mario però non ci sta e vuole domandare ad entrambi i tecnici collegati da Parma se pensino che sia stato violato l'art. 1 (che parla di lealtà sportiva) o siamo più verso l'illecito sportivo. Ancelotti vorrebbe evitare di rispondere su argomenti tecnici, per i quali ci vorrebbero gli avvocati e se ne esce con un rammarico personale, con fiducia verso le istituzioni del calcio. Beretta, invece, lapidario: "Non sono in grado di giudicare, grazie. Arrivederci".
La D'Amico, inizialmente, ringrazia e sta per salutare il tecnico parmigiano, quando prende coscienza della risposta e cerca di chiarire l'insensata risposta, ma il tecnico è già scappato. Tornata in studio, così, la D'Amico fa lezione di morale: "Io credo che tutti gli osservatori, gli addetti ai lavori del calcio, possano giudicare, magari possono dire «non ho voglia di farlo», ma non essere in grado mi sembra una cosa un po' sto?, che stona con quello che abbiamo visto, poi uno può avere un giudizio positivo o negativo, oppure dire «non voglio dirlo», ma insomma? è un po' strano".
Collegati simultaneamente, manco a farlo apposta, ci sono, come ormai è tradizione da oltre un mese, Spalletti e Prandelli, "che ogni domenica non possono risparmiarsi, tirare il fiato, per strappare quel biglietto per l'Europa che conta di più". [ma lo saprà dire Champions League??]
Ilaria, citando il telecronista che commentava la passeggiata della Fiorentina per salutare i propri tifosi, chiede a Prandelli se si aspettasse una partita così tranquilla. [sono io che non ho capito il genere di domanda o è normale?] Ilaria continua nell'intervista domandando se fosse una rabbia agonistica o un gioco di nervi? Paolo Assogna anticipa sul tempo la D'Amico per farsi vedere e domandare a Prandelli cosa pensa del ritorno al gol di Bojinov e se anche nell'ultima partita ci sarà la coppia di punta con il bulgaro a fianco di Toni. Curiosa la risposta del tecnico viola: "Siete sempre troppo avanti? non riusciamo mai a leggere l'immediato?". La D'Amico riferisce della maglietta mostrata da Bojinov dopo il gol, che portava la scritta «devastante», cercando di non portare la discussione su argomenti troppo tecnici, con le domande sul modulo poste da Assogna.
Ilaria cambia campo e dà la linea all'Olimpico a Mangiante con Spalletti, al quale viene subito chiesto un parere sulla prestazione di Okaka, titolare per la prima volta in campionato e autore dell'assist al gol di Tommasi. Battutona di Spalletti (e dal timbro di voce e dall'espressione non ce la saremmo aspettata): "Okaka ha vent'anni come Bojinov, però tra tre anni e mezzo?", scatenando le risate della D'Amico e dello stesso Prandelli.
Alle 17.43 parte anche la barra scorrevole, oggi parecchio in ritardo... Mangiante chiede se domenica a Milano giocherà Totti, e Spalletti, come il collega viola, rimanda la risposta ai prossimi giorni. La D'Amico opera un'uscita delle sue, a cui Spalletti prova ad opporsi, ma anche lui, ormai, ha capito che sarebbe inutile?
Per introdurre il tema intercettazioni, viene ancora tirato in ballo il Pupone,che ha dichiarato di tenere sempre spendo il cellulare, annullando così il rischio di venire intercettato. Giro di pareri anche per i due tecnici collegati: per Prandelli è necessario un taglio netto, oltre che dei coinvolti, anche dei vertici federali e, pensate un po', "eliminare tutte le trasmissioni che parlano di moviole e ritornare al giusto calcio, mostrando azioni, gente che si diverte? è un calcio malato" (come diceva la Gialappa's quasi 10 anni fa).
La D'Amico, che si sente in qualche modo chiamata in causa, difende chi fa informazioni grazie alle moviole, e Bonan la spalleggia, dicendo che forse si potrebbero fare delle moviole più serene e distese. Prandelli è intransigente e continua sulla sua linea: per un anno niente trasmissioni del genere per abbassare i toni a tutti i livelli. Sconcerti nota come Prandelli allarghi gli orizzonti, e poi rivolgendosi allo stesso Cesare: "Se domenica perdi 1-0 su rigore ingiusto?". Prandelli bacchetta i tre in studio invitandoli a non fare battute sull'argomento che è davvero molto serio. La D'Amico allora ringrazia per le serietà del tecnico viola e chiede a Spalletti se voglia aggiungere qualcosa (aveva già parlato nel pre-partita), che concorda sulla visione del collega, precisando che gli arbitri italiani sono bravi, ma bisogna metterli nelle condizioni ottimali per svolgere il loro lavoro. Ilaria ringrazia i due, dalle vedute simili, uno pessimistiche (Prandelli), l'altro ottimistiche (Spalletti) e lascia spazio alla telepromozione, non prima di aver salutato Adriano Galliani, già microfonato e coinvolto quel tanto che basta per evitare che fugga un'altra volta.
Si rientra dopo telepromozione e pubblicità alle 17.54, Ilaria fa un po' il punto della situazione, per introdurre l'ad del Milan e presidente di Lega Galliani. Domanda sulla lotta scudetto da parte della D'Amico, alla quale Galliani crede ancora giudicando la stagione molto positiva (uscito dalla Champions per un errore arbitrale). Ilaria chiede se alcune dichiarazioni rassegnate hanno influito alla non concretizzazione delle rimonta; Galliani di contro si dice più rammaricato per il campo inagibile di Ascoli (alla prima giornata) che per la disfatta di Lecce. Galliani si complimenta con i suoi ragazzi, che hanno fatto sì che questo fosse l'unico grande campionato europeo che si deciderà all'ultima giornata, cosa che non accadeva dal 2002, contravvenendo involontariamente alle parole iniziali della bella Ilaria.
Sconcerti introduce il discorso intercettazioni, chiedendo che conseguenze avrà per il Milan. Galliani, in veste di presidente di Lega, "deve stare zitto, come viene anche consigliato", inoltre si considera grande amico di Giraudo (anche di Moggi), quindi non sa dire? Bonan chiede se ha provato un po' d'imbarazzo leggendo i contenuti delle intercettazioni. Sconcerti incalza chiedendo cosa farà il Milan in sede legale. Galliani glissa esplicitamente su entrambe le domande, confermando la fiducia piena nella giustizia sportiva. Ilaria interviene così: "Mario, tu hai detto una cosa, tu hai detto questo scandalo è talmente palese che non si può discutere. Galliani sta dicendo un'altra cosa, non è vero che è così palese". Galliani interrompe: "No, io dicevo? scusa Ilaria, la prego non mi ?" D'Amico: "No, per capire? noi stiamo cercando di far chiarezza". Galliani: "E io le rispondo in modo chiaro: io sono presidente di Lega, che ha organizzato il campionato di Serie A, visto che è di questo che stiamo parlando. La giustizia sportiva è competenza della Federazione. È un problema della Federazione e la Lega non può assolutamente entrare in questa vicenda. Quindi col mio duplice ruolo [?] non ho nulla da dire". Ilaria: "Va bene, rispettiamo il duplice ruolo e in questo senso cerchiamo di comprendere il suo silenzio, anche se lei sa quanto può essere importante per noi un suo giudizio su questa vicenda, ma non per noi osservatori o commentatori, ma per ? per per la.. p?per la? per la ? per la gente che ama il calcio ed è governata anche da ?".
Irrompe Bonan: "Volevo chiedere Galliani, al di là del corso che deve fare la gius?". Galliani: "Anch'io sono tra le persone che amano il calcio, io amo il calcio pazzamente da quando era bambino". Ilaria: "Lo si vede dal suo entusiasmo? anche oggi nel primo gol su rigore, insomma? è scattato come lo ricordiamo, tarantolato come ai bei tempi." Bonan: "Io volevo solo chiudere?". Galliani: "Ci tengo tantissimo, anche ieri ho parlato ai giocatori, noi ci teniamo molto ad arrivare fino in fondo e a rendere difficile la vita alla Juventus, fino all'ultimo secondo dell'ultima giornata. Ci siamo riusciti e quindi va bene così, teniamo aperto il campionato?.. fino all'ultima giornata, all'ultimo minuto". Ilaria: "Giovedì, che cosa chiedera? È una giornata importante giovedì. Lei come Lega che cosa chiederà?". Galliani: "Io non chiedo nulla, c'è il cda, la riunione tra i «saggi», non c'è dubbio che qualche presidente ha espresso qualche opinione? vedremo che cosa viene fuori" e continua sull'argomento rimanendo molto sul vago, promettendo comunque una conferenza stampa al termine.
Ilaria chiede se la Juve sarà in silenzio stampa anche al consiglio di Lega e Galliani garantisce per la presenza di Giraudo. Galliani chiede di parlare dei gol e delle azioni in campo, ma Ilaria continua sul silenzio stampa: "lei è sempre stato un assertore della?, cioè uno contrario al silenzio stampa, anche quando il Milan ha avuto qualsiasi tipo di situazione ed è stato in ogni bagarre, da amico di Giraudo in particolare, di Moggi dall'altra parte, non consiglierebbe come pensiamo in molti che il silenzio in questo senso non è rispettoso nei confronti della gente e soprattutto non li aiuta?". Galliani: "Intanto credo che Antonio e anche Luciano non abbiano bisogno dei miei consigli. Io, avendo fatto l'amministratore delegato in Mediaset per tanti anni, troverei bizzarro che chi si è occupato di comunicazione per tanti anni, faccia il coso. Io sono addirittura per un'altra regola: io amo molto lo sport americano, io punirei chi non si presenta, prima bisogna fare la regola e poi coso. [?] cercherò di farla passare, perché credo che noi dobbiamo molto ai mezzi di comunicazione, che sono la cassa di risonanza di questo sport e quindi abbiamo il dovere verso di loro". Ilaria aggiunge che "gli riempiono anche quelle casse lì?", quindi ringrazia a nome suo e del suo amministratore delegato per poi dire: "Senta, siccome il nostro blog dice così, come Alessandro Bonan ha suggerito nel suo ruolo oggi di commentatore, insolito, insomma?".
Vieni quindi introdotto il tema del giorno, incentrato sulle parole di John Elkann, sintetizzata così da Ilaria D'Amico: "Quindi Juventus rafforzata o indebolita dalle presenza di Giraudo e Moggi nel futuro?". Galliani viene chiamato in causa, ancor più quando Bonan chiede se confermi il giudizio espresso un tempo sul fatto che la dirigenza juventina sia la migliore in Italia. Il presidente di Lega non raccoglie la domanda, un po' risentito, confermando i sentimenti di amicizia per Giraudo, e chiudendo con un "ai posteri l'ardua sentenza". Ilaria però vuole avere l'ultima parola e gira la discussione sulla cravatta gialla, che Galliani cambia dopo ogni sconfitta del Milan.
Lasciato il Tardini, si passa a Messina dove è in collegamento il presidente Franza e Ilaria per introdurlo informa gli spettatori sulla sospensione della gara a due minuti dal termine, a causa del lancio ripetuto di oggetti in campo. Contemporaneamente viene salutato anche Mazzone, ormai ospite fisso della D'Amico. Prima di tutto, però, si va al Delle Alpi per vedere se esiste una qualche possibilità che la Juve parli, ma Martina Maestri conferma il silenzio stampa dei bianconeri, anche se il clima si è rivelato essere più disteso. Vengono mostrate le immagini dall'uscita degli spogliatoi e notiamo una camicia a righe verticali bianche e nere indosso alla Maestri, ripresa nell'atto di avvicinare Giraudo all'uscita dallo spogliatoio. La D'Amico: "Grazie Martina, ancora grazie per il tuo lavoro, per i tuoi tentativi, insomma? noi siamo qua per raccogliere l'eventuale apertura che ci saranno in settimana". Sconcerti torna sull'argomento, scendendo sui coinvolti e sui provvedimenti già presi (su Pairetto e Mazzini).
La D'Amico si dimentica di Franza e chiede un parere sullo scandalo a Mazzone, definito uno di quelli che hanno deciso di parlare apertamente. Mazzone però non rilascia dichiarazioni fino a quando le cose non saranno chiarite. Qualcosa però la dice, quasi a difendere l'amico Moggi. Quando Sconcerti va sul concreto, ecco la perla del tecnico livornese: "Perché vogliamo giudicare oggi quello che possiamo fare domani con un po' più attenzione e con più argomenti che possono chiarire certi sviluppi e certe situazioni?". Un Mazzone molto confuso sia con le argomentazioni che con le parole? E Bonan vuole affondare il colpo di grazia: "Ho letto una dichiarazione di Mazzone in cui si diceva che non era sorpreso del contenuto delle intercettazioni? e questo ha sorpreso me". Mazzone nega tutto e continua a chiedere tempo, esprimendo poi il rammarico per il flop avuto a Livorno. Ilaria, a nome dello staff di Sky Calcio Show, si dice d'accordo con le parole appena espresse da Mazzone (in cui parlava della sua schiettezza nel dire le cose) e ribatte per l'ennesima volta contro il silenzio stampa juventino, mettendosi ancora una volta dalla parte dei tifosi della Vecchia Signora, "in qualche modo sconvolti e giustamente un po' poco incrine (ha usato proprio la "r") ad andare a una direzione o all'altra. Sconcerti amplia il discorso, definendo sconvolti tutti i tifosi del calcio.
La linea passa finalmente a Franza, intervistato da Giovanni Guardalà che racconta la premeditazione del gesto dei tifosi giallorossi. Franza è molto amareggiato, ma si dice pronto a ripartire dalla serie B per ritornare presto in quest'ambiente. Approfitta anche per ringraziare la D'Amico, Sconcerti e gli altri "con cui ho passato tantissime trasmissioni bellissime, estremamente felice d'avervi conosciuto e pronto per ricominciare". Guardalà parla anche del futuro, ma Franza frena rimandando il tutto dopo gli incontri con gli altri dirigenti. Chiesto un parere sul tema della settimana, e Franza si dice desideroso di chiarezza per stabilire le regole comportamentali, cercando però di non entrare nel merito, perché bisogna pensare al Messina. La D'Amico ringrazia, a suo modo e con le sue perifrasi, il presidente messinese. Ultim'ora di Ilaria sulla decisione di Giampaolo di non rimanere comunque ad Ascoli e annunciando trattative con il Palermo per la prossima stagione. Ma di questo e di altro si parlerà dopo la pubblicità.
Alle 18.25 si torna in diretta e si inizia a mostrare le immagini della domenica, incentrata sugli ultimi duelli ancora aperti (Scudetto e Champions, finalmente chiamata con il proprio nome). Si parte da Roma ? Treviso (1-0), proseguendo con Fiorentina ? Reggina (5-2) e concludendo questo primo gruppo con Udinese ? Cagliari (2-0), che ha registrato la seconda presenza di Saadi Al Gheddafi, come ricordato da Ilaria in sede di presentazione, annunciando anche l'intervista nel post-match, che invece non c'è stata. Bonan, commentando l'occasione da gol costruita dal libico, insiste su un suo continuo utilizzo in campo, sostenuto, ovviamente, dalla D'Amico, dichiaratamente amica del figlio del colonnello. Ilaria dice che Saadi è stato "intercettato" dagli inviati ad Udine e gli è stato chiesto cosa pensasse della situazione juventina, essendo azionista del club bianconero. La risposta è stata riferita dalla stessa D'Amico: i dirigenti juventini sono degli ottimi dirigenti. Bonan torna sulle facce della triade: Giraudo grintoso, Bettega stressato, Moggi triste, anche quando Nedved ha segnato. Ilaria: "Vuoi fare una seduta sul lettino?con...?" Bonan: "Se vuoi mi sdraio?". Ilaria: "? con Moggi?". Bonan: "Ah no? pensavo con te!". Risatina di Bonan, che non si placa e coinvolge anche Sconcerti, che però torna serio concordando sulle impressioni del collega. D'Amico: "Noi aspettiamo di chiarire, ma soprattutto di chiarire con i protagonisti diretti le cose a nome nostro, da cronisti, ovviamente per interpretare sempre di più le esigenze del tifoso del calcio, oltre che del tifoso della Juventus. Io continuo a ripeterlo, fossero mai in ascolto e si dovessero convincere i protagonisti di questa vicenda. [?] Di cose brutte ne ha riservato anche il campo, e da lì ripartiamo: Messina ? Empoli, la più brutta partita sugli spalti".
Partono quindi le immagini dal San Filippo, seguite da quelle del Del Duca per Ascoli ? Lazio (1-4) e accompagnate anche da Livorno ? Sampdoria (0-0) e Inter ? Siena (1-1) . Prima della pubblicità, forse per un errore in regia, viene mostrato il feed della Liga che riporta un cartello che annuncia l'inizio della diretta tra meno di due minuti e in sottofondo la voce della D'Amico, fuori onda, che dice "venerdì sera sfrant?."
Commento personale finale: una puntata dominata dal tema della settimana, e non poteva essere altrimenti. Apertura giustamente dedicata alle parole di John Elkann, anche se forse potevano essere mandate dopo i gol, per non deludere le aspettative di coloro i quali preferiscono le immagini alle parole. A proposito di parole, troppe quelle che la D'Amico utilizza per esprimere un concetto o una riflessione, perdendosi il più delle volte in imprecisioni o perifrasi inusuali e ridondanti (emblematico il caso de "l'Europa che conta di più"). Sempre a proposito della D'Amico, oggi la sua ripetitività è stata ai massimi livelli: non contenta di ripetere sempre "uomo dei gol" e simili, si è messa a ripetere per quattro o cinque volte la sua protesta nei confronti del silenzio stampa juventino, toccando l'apice con la domanda rivolta a Galliani, il quale, giustamente, gli ha risposto per le rime. Infine, vista l'irritazione della D'Amico nei confronti di Mario Beretta, concludo con una provocazione: perché il silenzio stampa non lo fa Ilaria??
Giorgio Scorsone - giosco
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