Dal palco di Sky TG24 Live In Roma arriva Rosa Elettrica:
la serie Sky con Maria Chiara Giannetta e Francesco Di Napoli
tra crime e road story.
Domani debutta su Sky e in streaming su NOW "Rosa Elettrica", una serie Sky Original in sei episodi che, pur partendo dai binari del genere noir, si trasforma rapidamente in un’odissea umana attraverso l’Italia. Sotto la direzione di Davide Marengo e ispirata liberamente all'opera di Giampaolo Simi, la produzione si avvale della firma di un pool di sceneggiatrici che hanno saputo imprimere una sensibilità peculiare a un racconto di fuga e redenzione.
Il cuore pulsante della vicenda risiede nel contrasto stridente tra i due protagonisti, interpretati da Maria Chiara Giannetta e Francesco Di Napoli. Lei è Rosa Valera, una poliziotta trentenne che, nel tentativo di dare una svolta rigorosa alla propria vita, finisce nel nucleo protezione testimoni; lui è Daniele Mastronero, meglio conosciuto come Cociss, un giovanissimo "baby boss" della camorra che ha deciso di collaborare con la giustizia dopo essere stato accusato di un omicidio che pesa come un macigno. Il loro incontro non è solo un incarico professionale, ma l'inizio di una collisione tra mondi e generazioni.
Come sottolineato dal regista Davide Marengo, la serie è un percorso itinerante che attraversa la penisola:
"Siamo in tutta Italia perché è una serie on the road che parte in realtà da Ferrara e poi si sposta per una serie di motivi. Lei, che è una persona molto legata al dovere, si accorge che qualcosa non va e, contraddicendo anche il suo incarico, decide di non fidarsi, prende l’iniziativa di non consegnare il testimone dove dovrebbe e da lì parte tutto l’intreccio".
Il personaggio di Rosa porta con sé il peso di un retaggio familiare indissolubilmente legato alla musica, un elemento che definisce l'estetica stessa della serie. Maria Chiara Giannetta spiega:
"Rosa viene da una famiglia musicale, suo padre è un DJ abbastanza conosciuto e ha questo locale che si chiama Rosa Elettrica ", delineando il profilo di una donna che "rappresenta la generazione dei trentenni, i millennials, che decidono di mettersi in riga, cercando magari di rimanere dietro una scrivania".
Tuttavia, il destino la trascina lontano dalla sicurezza della burocrazia quando le viene affidato Cociss, poiché ritenuta l'unica in grado di stabilire un contatto con quel ragazzo così problematico. Giannetta descrive con precisione il momento della rottura:
"Quando a un certo punto si accorge che c’è un bug nel sistema, decide di fare di testa sua per la prima volta nella sua vita, rischiando il tutto per tutto per proteggere lui quando capisce che è in pericolo".
Dall'altra parte della barricata troviamo Cociss, un diciottenne cresciuto troppo in fretta tra le maglie della criminalità e della dipendenza. Francesco Di Napoli descrive il suo personaggio come un ragazzo in preda a demoni interiori:
"È un giovane baby boss che collabora in cambio di protezione, ma è anche un cocainomane, e nel primo episodio è in paranoia completa perché pensa che da un momento all’altro possa uscire fuori qualcuno. Non si fida di Rosa, la vede al suo primo incarico e inizialmente non la prende bene perché crede che lei non sia in grado di gestire la situazione".
Il lavoro dell'attore si è concentrato proprio sul far emergere l'umanità sotto la corazza della brutalità, cercando, come lui stesso ammette, di non giudicare ma di
"trovare un equilibrio tra il lato più aggressivo di Cocis e quello più umano, facendo emergere le fragilità e le paure che prova semplicemente un ragazzo di diciotto anni".
Il rapporto tra i due si evolve in una dinamica di sospetto reciproco che, col passare dei chilometri, si trasforma in una forma di fiducia necessaria alla sopravvivenza. Davide Marengo definisce la serie come un " incontro-scontro generazionale " dove
"lei ha fragilità e insicurezze, mentre lui ha già scrollato la vita troppo velocemente".
Questa alchimia è stata costruita meticolosamente sul set, grazie a un lungo lavoro di preparazione. Maria Chiara Giannetta racconta come il regista li abbia inizialmente incoraggiati a conoscersi, per poi separarli drasticamente quando le riprese sono entrate nel vivo:
"Davide lavora sempre con un coach che ci ha unito, ma a un certo punto ci ha abbastanza bastonato e ci ha separato, dicendoci 'mi raccomando, voi non è che state insieme tutto il giorno, in questa fase del racconto non siete così amici'".
La scelta del cast ha riservato sorprese interessanti, specialmente per il ruolo di Cociss. Sebbene il romanzo originale descrivesse un gigante fisico, l'interpretazione di Francesco Di Napoli ha convinto tutti, superando i limiti della stazza. "Lui si è mangiato il ruolo, è stato dirompente", rivela Davide Marengo, ricordando come sia stata proprio la Giannetta a suggerire il nome del collega. La complicità tra i due attori ha permesso di esplorare anche toni inaspettati per un crime, come l' ironia e la commedia, elementi che il regista ha fortemente voluto per
"avvicinare il pubblico all'umanità di questi personaggi, che altrimenti risulterebbero distanti".
Come osserva Maria Chiara Giannetta, nonostante Rosa si presenti inizialmente come un "torello", in realtà è "goffa" in quello che fa, e proprio questa sua imperfezione la rende autentica agli occhi dello spettatore. La produzione di "Rosa Elettrica" ha rappresentato una sfida logistica notevole, portando la troupe a muoversi come un "circo che ogni quattro giorni si smonta e si rimonta" per risalire la penisola fino al confine austriaco. Questo dinamismo si riflette in ogni fotogramma, offrendo un’estetica lontana dai soliti scorci romani per abbracciare paesaggi meno esplorati dal cinema di genere nazionale.
Oltre ai protagonisti, la serie vanta un cast di comprimari di alto livello, tra cui Elena Lietti, Federico Tocci, Francesco Foti, Antonia Trupo e Francesco Patanè, che contribuiscono a rendere corale una storia di fuga solitaria. In attesa di capire se il favore del pubblico aprirà le porte a una seconda stagione, il team creativo si gode il risultato di un lavoro faticoso ma entusiasmante. Francesco Di Napoli sottolinea come ogni set sia un bagaglio di esperienze da "rubare" per crescere professionalmente, mentre Davide Marengo conclude con una riflessione sulla gestione del set:
"Il regista decide come si deve stare, il clima e l’umore; per noi è stato un lavoro fatto nell'amore e nel divertimento".
"Rosa Elettrica" si congeda così, con un finale che, pur essendo conclusivo, lascia quel "leggero acquolino in bocca" tipico delle grandi storie che hanno ancora molto da dire. L'appuntamento è fissato per ogni venerdì su Sky, pronti a seguire Rosa e Cociss in una fuga che è, prima di tutto, una ricerca di se stessi.
Articolo a cura di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)
