L'Authority, pressata dai ricorsi del produttore italiano Comex, prima di pronunciarsi sull'imporre o meno a SKY l'apertura dei decoder agli altri produttori dovrà esaminare le ragioni che l'azienda produrrà e tutto il processo potrebbe richiedere ancora settimane. In particolare Agcom vuole capire nel dettaglio quali caratteristiche tecniche, di sicurezza e commerciali devono avere i decoder "SKY-ready".
Che la questione sia centrale è evidente: come ben sanno i lettori di Punto Informatico, SKY da tempo si avvale della codifica NDS (Videoguard) per garantire ai produttori di contenuti che quanto viene trasmesso non possa essere videoregistrato nativamente in digitale. E NDS, che fornisce i propri servizi anche ad altri operatori satellitari europei, fin qui non ha mai concesso licenze a produttori di decoder generici. E questo perché si ritiene in questo modo di garantire un'efficace protezione antipirateria. Molti ritengono però che questa "infrastruttura" di fatto droghi il mercato, impedendo a produttori alternativi di proporre al pubblico decoder "altri" rispetto a quelli forniti da SKY. Il fatto che alcuni produttori, come Philips o Samsung, abbiano la possibilità di realizzare decoder ad hoc va evidentemente letta come il riconoscimento di NDS che quei decoder rispondono ai propri requisiti di sicurezza.