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Mondiali Russia 2018 - Svezia vs Italia, Diretta tv Rai 1 HD e differita Sky Sport Mix HD

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Fonte: Digital-News (original)

Sport

Mondiali Russia 2018 - Svezia vs Italia, Diretta tv Rai 1 HD e differita Sky Sport Mix HDDopo l’ultima seduta di allenamento a Coverciano, la Nazionale ha raggiunto Stoccolma per trasferirsi alla ‘Friends Arena’ di Solna, l’impianto da 50.000 posti che stasera (20.45 – diretta esclusiva Rai 1 HD, differita Sky Sport ore 22.45) ospiterà la gara d’andata del play off Mondiale con la Svezia. L’Italia è pronta a giocarsi i primi novanta minuti di una doppia sfida che avrà il suo epilogo lunedì sera a Milano, quando gli Azzurri potranno contare anche sulla spinta di uno stadio ‘Meazza’ gremito per l’occasione. Ma la ‘Friend Arena’ sarà colorata di giallo per sostenere la squadra di casa e il Ct svedese Jan Olof Andersson assicura di non vedere l’ora di poter giocare.

LE GARE DI IERI - La Croazia ha battuto la Grecia per 4-1 nel match d'andata dello spareggio per la qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, giocato a Zagabria. Queste le reti: nel pt 13' Modric (rigore), 19' Kalinic, 30' Sokratis, 33' Perisic; nel st 4' Kramaric. La partita di ritorno ad Atene si giocherà alle 20.45 di domenica, 12 novembre. Irlanda del Nord-Svizzera 0-1 al Windsor Park di Belfast. Rete del milanista Ricardo Rodriguez al 13' st su rigore. Il match di ritorno è in programma domenica alle 18

QUI SVEZIA - Non conosceva l'Italia e tantomeno il suo ct Ventura. L'ha studiata a fondo, dal sorteggio a oggi. Ma Jan Andersson, ct della Svezia che vuole togliere agli azzurri un posto al Mondiale, non ha alcun tipo di timore di fronte all'avversario. «Sì, lo so: la 'Nazionale' è una superpotenza calcistica, ma non credo che il peso politico conterà. Semmai, conta che noi a Stoccolma vinciamo sempre, o quasi», la visione più che ottimistica del cinquantacinquenne tecnico. La sua storia sembra perfetta per raccontare la Svezia di oggi: poco glamour, molto studio, risultati incontestabili. Ex calciatore di modesto livello, è stato eletto allenatore dell'anno in Svezia alla sua prima panchina in serie A, nel 2004, e nel 2012 ha riportato il Norrkoeping allo scudetto dopo 23 anni. La sua federazione lo aveva chiamato a gestire il dopo Ibra già prima di Euro 2016. Da osservatore interessato, aveva dunque visto il gol di Eder col quale gli azzurri avevano battuto la sua futura nazionale, nell'ultima sfida diretta. Non era quella l'Italia che lo interessava, e soprattutto era una Svezia diversa. Quella di oggi non ha stelle ma giovani che hanno vinto l'Europeo U.21 e sono poi cresciuti e qualche veterano per supportarli con l'esperienza. Contro l'Italia si schiereranno con l'amato 4-4-2, unico assente lo squalificato Lustig, goleador di difesa. «Nel girone di qualificazione abbiamo segnato 26 reti, di cui 18 in casa, e con tanti giocatori diversi», ricorda all'Italia Andersson, alla vigilia dello spareggio d'andata. Quattro vittorie e un solo pari alla Friends Arena di Solna, tra cui un pesante 1-0 alla Francia. Soprattutto, una distribuzione del gol tra tutti i reparti, a conferma che l'addio alla nazionale di Ibra è stata una sorta di 'liberazione'. Il miglior marcatore è Marcus Berg, otto reti nelle qualificazioni, una sorta di emblema della globalizzazione calcistica per aver scelto di andare a giocare negli Emirati senza perdere la maglia n.9 della sua nazionale. Ma dai difensori a Frosberg, vero spauracchio della difesa azzurra, nella Svezia segnano in tanti. «La forza dell'Italia è la difesa - dice Andersson - e noi dovremo fare molto movimento. Siamo pronti, non vediamo l'ora: non mi piace parlare di percentuali, sono ottimista di poter andare al Mondiale». Nelle certezze del ct, c'è un pizzico di pressione psicologica («la pressione sarà tutta sull'Italia»), ma in ogni caso Andersson dà segnali di averla studiata davvero bene. «A destra gioca Candreva? Se è così, bene: da quella parte abbiamo Frosberg...», si lascia scappare, alludendo alle doti offensive del suo centrocampista più brillante. Per capire meglio l'incognita Italia, Andersson può contare su qualche 'italiano' di oggi e di ieri. Tra i secondi, Granqvist: «I due anni al Genoa - dice il difensore della Svezia - mi sono rimasti dentro. So bene che per voi italiani il calcio è tutto, e immagino dunque l'importanza della partita. Io dico che si tratta di due finali, e a Stoccolma sarà importante non prendere gol». La modernità della Svezia del dopo Ibra in fondo è questa, nel suo essere perfino un pò italiana.

QUI ITALIA«Lo dico con umiltà ma convinto: l'Italia andrà ai Mondiali». Gian Piero Ventura vive la vigilia della sfida di andata con la Svezia, il momento più importante della sua carriera, senza regalare frasi churchilliane, ma con un'ostentata certezza: quella di raggiungere un traguardo che viene considerato l'obiettivo minimo da tutti, ma tanto scontato poi non è. La solitudine di un uomo che ha, per antica definizione, 55 milioni di rivali (ovvero tutti gli italiani convinti di saper piazzare Verratti meglio di come faccia lui) lo rende più ombroso e sarcastico del solito, nonostante a sostenerlo platealmente nell'ultima conferenza stampa prima dello spareggio siano arrivati il presidente federale Tavecchio e i suoi vice Sibilia e Ulivieri. A complicare le cose al ct , poi, è sopraggiunto nell'ultimo allenamento a Coverciano l'infortunio di Zaza, predestinato a fare coppia con Immobile. E invece un riacutizzarsi di un vecchio problema al ginocchio, e il giocatore del Valencia molto probabilmente sarà solo spettatore. Con Ventura costretto - se non a ridisegnare la squadra - a inserire Belotti, apparso ancora un pò in ritardo di condizione in campionato, Eder o Insigne nel ripescato modulo 3-5-2. «Zaza? Vediamo di provare a recuperarlo, ma Belotti - spiega - sta decisamente meglio rispetto a quando è arrivato in ritiro. Ha lavorato più degli altri, se c'è bisogno può dare un contributo». Ma questi sono dettagli: importanti, e però tutto sommato semplici annotazioni a margine di una pagina storica tutta da scrivere. Ventura infatti sa che nessuno si ricorderà di Zaza, dopo lo spareggio: in un senso o nell'altro. E se fosse il senso sbagliato, quello della sua Italia, finirebbe non solo la carriera azzurra di questo settantenne genovese (nell'unico precedente di eliminazione, quello del 1958, nulla venne perdonato a una leggenda come Alfredo Foni, campione del mondo del 1938 e campione olimpico del 1936 da giocatore, defenestrato da ct un nanosecondo dopo la sconfitta con l'Irlanda del Nord): persino le ricadute a livello politico sportivo sarebbero altamente probabili. Ma almeno in queste ore, nessuno nell'ambiente azzurro vuole pensare a quella che nella corsa alle metafore è arrivata al grado di «apocalisse» (definizione del presidente federale Tavecchio). Apocalisse magari no, ma certo una Caporetto sportiva nell'anniversario di quella reale si configurerebbe. E allora fa bene Buffon a dire che non vuole nemmeno pensarci all'eliminazione: e fa ancora meglio il ct a ribadire serenità alla vigilia della partita «Più eccitante e rischiosa» della sua carriera. E d'altra parte lo choc di una sfida da dentro o fuori dovrebbe far superare agli azzurri la crisi d'identità nella quale si sono avvitati dalla sconfitta per 3-0 subìta a inizio settembre ad opera della Spagna. Era, quello, il momento del sogno: l'Italia avveniristica schierata da Ventura in un 4-2-4 mai visto, si trovò rintronata dalla scoppola presa. Per poi offrire a seguire una serie di prestazioni quantomeno enigmatiche. «Ma dopo quella gara noi abbiamo fatto quello che dovevamo - rivendica - siamo entrati tra le migliori quattro seconde dei gironi di qualificazione: i commenti finali li faremo dopo gli spareggi». Fatto sta che per l'occasione Ventura torna all'usato sicuro: un modulo collaudato, il 3-5-2, imperniato sulla difesa ritrovata Barzagli-Bonucci-Chiellini davanti a Buffon. A centrocampo Candreva, Parolo, De Rossi, Verratti e Darmian, in avanti Belotti favorito per fare coppia con Immobile. Di fronte, una Svezia senza nulla da perdere e schierata nel 4-4-2 classico di Andersson, che perso per anzianità Ibrahimovic ha in Forsberg la sua intermittente stellina. Un buon collettivo, ordinato e tatticamente ben messo: ma tecnicamente inferiore agli azzurri anche in questo periodo di vacche magre del calcio italiano. Nell'ottica del doppio impegno, andrebbe benone a Ventura anche un pareggio in vista del ritorno di lunedì a Milano . Ma in un moto d'orgoglio il ct puntualizza, chiudendo: «Pari sì, ma voglio un gol».

LE PROBABILI FORMAZIONI DI SVEZIA - ITALIA

SVEZIA (4-4-2): 1 Olsen, 16 Krafth, 4 Granqvist, 3 Lindelof, 6 Augustinsson, 17 Claesson, 7 S.Larsson, 8 Ekdal, 10 Forsberg, 9 Berg, 20 Toivonen (12 Johnsson, 5 Ollson, 14 Helander, 2 Jansson, 15 Durmaz, 13 Johansson, 19 Rohden, 22 Sema, 18 Svensson, 11 Guidetti, 21 Thelin, 23 Nordfeldt) All.: Andersson.

ITALIA (3-5-2): 1 Buffon, 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 6 Candreva, 8 Parolo, 10 Verratti, 16 De Rossi, 4 Darmian, 9 Belotti (17 Eder), 11 Immobile (12 Donnarumma, 21 Spinazzola, 2 Zappacosta, 19 Rugani, 18 Jorginho, 5 Gagliardini, 20 Florenzi, 13 Bernardeschi, 7 Insigne, 22 Zaza, 17 Eder o 9 Belotti, 14 Perin). All.: Ventura.

ARBITRO: Cakir (Turchia).

I PRECEDENTI E LE CURIOSITÀ - Sono in tutto 23 i precedenti tra Italia – Svezia e gli Azzurri possono vantare un bilancio di 11 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte, con una differenza reti di +4 (28/24). L’ultimo ko della Nazionale con la Svezia risale al 1998 e dal 2000 l’Italia è imbattuta (4 vittorie e 1 pareggio, serie aperta); tre i precedenti alla Fase Finale degli Europei (due vittorie e il pareggio nel 2004 con gol di tacco di Ibrahimovic e la conseguente eliminazione degli Azzurri), uno nella Fase Finale del Mondiale (successo degli scandinavi per 1-0 nel 1950 in Brasile). Sono 8 i precedenti degli Azzurri a Stoccolma, dei quali 5 con la Svezia e 3 con altre Nazionali, tra gli impegni dei Giochi Olimpici del 1912 e la Scania Cup del 1991. Il bilancio totale è di 2 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte (11/17 le reti); quello con gli svedesi è invece di 1 vittoria, 2 pareggi e 1 sconfitta (5/7 le reti). Un solo precedente a Solna, nello stadio poi ristrutturato che ospita di consueto le gare interne della Nazionale svedese: finì 0-0 nel 1971. Per la seconda volta gli Azzurri sono costretti ai play off, come nel 1997 quando fu decisivo lo spareggio giocato contro la Russia (1-1 e 1-0). Per il resto, l’Italia si è qualificata ai Campionati Mondiali una volta con due gare d’anticipo nel 2014; in precedenza per 4 volte gli Azzurri si sono qualificati alla penultima partita: nel 1978, 1982, 2006 e 2010; in 7 occasioni all’ultima partita: nel 1954, 1962, 1966, 1970, 1974, 1994 e 2002. L’Italia non ha partecipato al Mondiale 1930 (non aderito) e non si è qualificata solo nel 1958; non ha disputato le qualificazioni nel 1938, 1950 e 1986 come Campione uscente e nel 1990 come Paese Organizzatore.

 LA COPERTURA TELEVISIVA DELLA PARTITA

Mondiali Russia 2018 - Svezia vs Italia, Diretta tv Rai 1 HD e differita Sky Sport Mix HDDalle 19.45 su Rai Sport + HD (canale 57 e 58 del digitale terrestre) e poi dalle 20.30 su Rai1 e RaiHD (canale 1 e 501 del digitale terrestre), Andrea Fusco, condurrà con Marco Civoli in diretta dalla Friends Arena di Solna il presentation studio  per dare tutte le ultime sulle formazioni a pochi minuti dal fischio d’inizio.  Alle 20.45, sempre su Rai1 e RaiHD (canale 1 e 501 del digitale terrestre) la diretta degli azzurri con la telecronaca di Alberto Rimedio, commento tecnico di Walter Zenga, interviste a bordo campo di Alessandro Antinelli. Nello studio Raisport di Roma Simona Rolandi, Mario Sconcerti e Marco Tardelli. Per chi volesse seguire la partita su PC ci sara' la diretta streaming sul sito di Raisport o sul sito Rai.tv. Su smartphone e tablet invece lo streaming e' garantito dall'applicazione RaiPlay, scaricabile gratuitamente dal market. Al termine della partita, ampio post gara su Rai Sport + HD. 

In occasione delle due partite dei play off Italia - Svezia di venerdì 10 e lunedì 13 novembre per l’accesso alla fase finale dei mondiali Russia 2018, Rai Radio1 trasmetterà due serate-evento in diretta streaming dalla storica Sala A di via Asiago a Milano, il pubblico e molti ospiti in sala. I conduttori Filippo Corsini e Maurizio Ruggeri - e in collegamento audio/video dai campi gli inviati Francesco Repice e Daniele Fortuna - daranno vita a due edizioni speciali di Zona Cesarini a partire dalle 20.20 alle 24.00. Due serate che vogliono essere un evento particolare per i tanti tifosi della Nazionale che seguiranno le partite dal vivo – la Sala A può accogliere fino a 100 spettatori - o attraverso la radio e la radiovisione.  Collegamenti sono previsti durante l’evento anche con Rainews24. Oltre al commento sportivo si aggiungeranno le incursioni di Rosanna Sferrazza, inviata nei bar della capitale a raccogliere i commenti dei tifosi. Per i tifosi che seguono la partita dalla radio resta immutata la magia della radiocronaca ma l’evento si arricchirà con la radio-visione della partita sui social network https://www.facebook.com/Radio1Rai/ in una serata che vedrà entrare nella Sala A tra gli altri Fulvio Collovati, Sergio Brio, Claudio Sala, Alberto Cerruti e Paolo Casarin. Ai siti di http://www.radio1.rai.it/ e http://www.radio1sport.rai.it/ e alle pagine Facebook  gli ascoltatori potranno collegarsi per cercare di ottenere un posto nella storica Sala A.  

Mondiali Russia 2018 - Svezia vs Italia, Diretta tv Rai 1 HD e differita Sky Sport Mix HDFermi i campionati, spazio agli spareggi per le Qualificazioni ai Mondiali del 2018. Per le nazionali europee, in palio quattro posti, che tra il 9 e il 14 novembre si giocheranno in otto squadre, in un doppio confronto che non concederà repliche: chi vince stacca il biglietto per la Russia. Tra andata e ritorno, saranno 8 i match da seguire sui canali Sport e Calcio di Sky, 6 in diretta e 2 in differita, quelli dell’Italia contro la Svezia: si gioca il 10 a Solna e il 13 al Meazza di Milano, con la telecronaca di Fabio Caressa e il commento di Beppe Bergomi. In occasione di queste due sfide, un ampio pre e post partita andrà in onda in diretta su Sky Sport24 HD (oltre che Sky Sport 1 HD e Sky Supercalcio HD), con la conduzione in studio di Anna Billò, in compagnia dei suoi ospiti. Fra questi, anche Andrea Pirlo, che ha appena annunciato il suo ritiro dal calcio giocato, dopo aver militato nelle ultime due stagioni nella MLS americana, con la maglia del New York City. L’ex giocatore di Juventus, Milan, Inter e della Nazionale sarà ospite venerdì, prima e dopo Svezia-Italia, in collegamento da New York

  Articolo di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)

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