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L'olandese John de Mol in cerca di un nuovo Grande Fratello

• 5 min lettura
Fonte: Uomini & Business | Condividi 📲

Immagine nel testo correlata a: L'olandese John de Mol in cerca di un nuovo Grande FratelloLe ultime notizie sul suo conto lo danno a corto di idee. Il padre del Grande Fratello, colui che alla fine degli anni '90 ha rivoluzionato i contenuti del piccolo schermo inventandosi il reality, un genere televisivo prima inesistente, pare essere gravemente affetto da un blocco creativo.
La crisi è tale che John de Mol ha pensato di lanciare un S.O.S. sul sito della sua casa di produzione, la Talpa: 50 mila dollari a chi lo aiuti a inventare nuovi format.

Fa un certo effetto pensare che quest'olandese, protagonista indiscusso della globalizzazione televisiva, abbia perso per strada l'ingrediente principale su cui ha costruito la sua fortuna.

E' infatti grazie ad un'idea piuttosto singolare, quella di isolare un gruppo di persone per 100 giorni e riprenderli con una telecamera 24 ore al giorno, che nel 2000 è entrato di prepotenza nella classifica dei 500 più ricchi del pianeta stilata dalla rivista americana Forbes.

Forte creatività ma anche molto pragmatismo fanno da sfondo alla carriera di John de Mol, all'anagrafe Johannes Hendrikus Hubert de Mol.

Nato a Hilversum una cittadina a pochi chilometri da Amsterdam, John familiarizza subito con il mondo dello spettacolo. Se non altro perché se lo ritrova nelle pareti domestiche. Suo nonno è direttore d'orchestra; suo padre è musicista e cantante, ai tempi d'oro considerato una sorta di Frank Sinatra d'Olanda.

La vena artistica non è mai mancata in casa de Mol. A completare il quadretto familiare, ci pensano la sorella Linda, lanciata da lui stesso («se non l'avessi fatto io ci avrebbe pensato qualcun altro»), oggi una star della tv tedesca, e suo figlio Johnny, che fa l'attore. Nella vita privata molti lo descrivono come un abitudinario. Da molti anni vive nella stessa casa, nei dintorni della sua città natale. Va in vacanza poco, e sempre in Portogallo, dove possiede una villa nella regione dell'Algarve. Divorziato da molti anni dalla sua unica moglie, fa vita ritirata insieme alla nuova compagna.

I primi passi nel mondo dei media, John de Mol li muove in una radio pirata, Radio Nordzee, che trasmetteva da un battello fuori dalle acque territoriali olandesi. Poi passa alla televisione pubblica, dove si occupa di servizi sportivi. A soli 24 anni capisce che è ora di muoversi da solo. Nel 1979 fonda la sua prima casa di produzione, la John de Mol Production. La società ha un buon successo, ma il botto lo fa nel 1994 quando si mette in affari con il suo concorrente, un altro genio della tv olandese, Joop van den End.

I due creano la Endemol, che prende il nome dai due proprietari. I due caratteri si integravano perfettamente: come scrisse il Financial Times, Joop era «molto più anziano e molto più creativo», John era «più giovane, più rigoroso e molto più duro».

Dopo poco tempo, la casa di produzione negoziò un contratto decennale con la Holland Media Groep, il principale operatore televisivo commerciale olandese, per la fornitura di un cospicuo numero di programmi: questo dette al gruppo la solidità economica per finanziare il Grande Fratello.

La paternità di questo fortunato format televisivo, nato nel 1999 con il titolo provvisorio "Golden Cage" (la gabbia d'oro), è di John. Pare che la folgorazione gli sia arrivata da un articolo su un progetto scientifico americano, Biosfera 2, che prevedeva la costruzione di una grande cupola di vetro in cui isolare otto persone per un paio d'anni, allo scopo di studiarne le reazioni. «La storia mi aveva talmente intrigato che in 30 minuti è nata l'idea base di The Big Brother'», racconta De Mol.

Superati i problemi tecnici ed economici per la realizzazione del format, il Grande Fratello va in onda per la prima volta in Olanda. Le critiche al programma sono numerose. Ma quello che conta in tv è l'audience. E, almeno nelle prime edizioni, gli ascolti erano sempre alle stelle. Il successo è tale che in pochi anni il format è stato venduto in 45 paesi.

Con una gallina dalle uova d'oro come il Grande Fratello, che aveva fatto decuplicare il valore delle azioni della società (quotata ad Amsterdam nel 1996) e il conto in banca di de Mol, la Endemol entra presto nel mirino di Telefonica che la rileva nel 2000. La compagnia spagnola liquida i due proprietari con un assegno sostanzioso da 5,5 miliardi di euro, di cui una buona fetta va a John de Mol che diventa così il più ricco d'Olanda.

Il cambio di proprietà non penalizza i bilanci della società. Il merito è in parte di de Mol, che fino al 2004 resta a capo della direzione creativa di Endemol.

Un incarico che viene lasciato nel 2005 per fondare Talpa Media ('mot in olandese vuol dire talpa), una holding multimediale nella quale convivono un paio di radio, una 'serra' creativa dove vengono ideati nuovi format tv poi sperimentati su Tien tv, il canale televisivo di proprietà di de Mol.

Ma le cose alla Talpa Media non vanno a gonfie vele. Passano un paio d'anni e Telefonica, sfumato il sogno della convergenza tic-media degli anni del boom della New Economy, decide di mettere all'asta Endemol, che da tempo non rientra più nel core business. I pretendenti sono tanti. In lizza per l'acquisizione di Endemol ci sono diversi colossi internazionali come il gruppo Time-Warner, la Moét Hennessy Louis Vuitton di Bernard Arnault, la Walt Disney, la News Corporation di Rupert Murdoch, l'inglese ITV, la messicana Televisa, e le italiane De Agostini e Mediaset. E' quest'ultima, in cordata con una finanziaria dello stesso John de Mol e Golman Sachs, ad aggiudicarsi l'anno scorso la partita. Cifra sborsata: 3,4 miliardi di euro.

Il produttore olandese torna dunque nelle braccia della sua creatura con una quota minoritaria. Il motivo del ritorno? «Nel mondo dei media conta una sola cosa: i contenuti. Ed Endemol resta ancora il veicolo migliore per venderli», spiegava de Mol all'indomani dell'operazione. Se a questo si aggiunge che ha pagato la sua quota a prezzo dimezzato rispetto a quanto l'aveva venduta, balza subito all'occhio come a questo talento dalla faccia da attore non faccia difetto il senso degli affari. Una qualità che al momento pare abbia oscurato la sua innata vena creativa.

Mariangela Tessa
per "Uomini & Business"
(01/08/08)

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