65 anni di Rai e teleschermo, dal monoscopio al digitale

65 anni di Rai e teleschermo, dal monoscopio al digitale

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Fonte: Adnkronos

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Televisione
  giovedì, 03 gennaio 2019
 19:40

La televisione pubblica italiana compie 65 anni e con lei le trasmissioni televisive del nostro Paese. La Rai iniziò infatti le sue trasmissioni televisive ufficiali, dopo molti anni di esperimenti (partiti nel 1933), il 3 gennaio del 1954. Spettò a Fulvia Colombo, una delle due annunciatrici che la Rai aveva assunto nell'imminenza dell'inizio delle trasmissioni, apparire per prima sul video per annunciare l'inizio della tv italiana. La prima trasmissione venne dedicata proprio alla telecronaca in diretta dell'inaugurazione degli studi di Milano e dei trasmettitori di Torino e Roma. Il 10 aprile del '54 la Rai assumerà la denominazione di Rai Radiotelevisione italiana mantenendo l'acronimo Rai, coniato nel 1944 con il significato di Radio Audizioni Italiane.

Inizialmente la tv veniva vista solo in Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Umbria e Lazio. Ma già alla fine del '54 la quota di popolazione servita superava il 48% (nel '57 era già visibile in tutte le regioni ma ci vorrà il 1961 per raggiungere il 97% degli italiani). Gli abbonati inizialmente erano 24mila, il costo dell'abbonamento era di 12.500 lire ma quello che davvero costava moltissimo per l'epoca era il televisore: 250.000 lire, quasi la metà di una Cinquecento Fiat. Il nuovo mezzo ottenne comunque un gran successo: chi non aveva la tv, si riuniva nei bar o in casa di amici più ricchi. Il palinsesto tipo del Programma Nazionale (così si chiamava all'epoca l'unico canale che assumerà solo nel 1982 il nome di Raiuno) copriva soltanto alcune ore della giornata e comprendeva in sostanza un programma per ragazzi, il telegiornale e uno sceneggiato o film o trasmissione leggera.

Esordiscono sul piccolo schermo nomi destinati a fare storia: Mike Bongiorno, Lello Bersani, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Gianni Agus. La Rai bandì subito un concorso per ingaggiare giovani di talento da inserire nella tv: entrarono in azienda nomi del calibro di Umberto Eco, Angelo Guglielmi, Furio Colombo, Gianni Vattimo, Giovanni Salvi. La tv di servizio pubblico venne pensata non solo come occasione di intrattenimento, ma anche come strumento di educazione e informazione per combattere l'analfabetismo. Nel '56 con la nascita di 'Lascia o raddoppia?', il mitico quiz del giovedi sera condotto da Mike Bongiorno affiancato dalla valletta Edy Campagnoli, la tv consacrò il suo carattere nazionalpopolare tanto che le strade in questa serata si svuotavano e i cinema decisero di chiudere o di proiettare nella sale il programma. Era solo l'inizio di una vera rivoluzione, che dal monoscopio accompagnerà per 65 anni gli italiani fino alla Rai on demand di RaiPlay.

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