Michelle Hunziker si racconta in vista di Sanremo

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Fonte: Il Secolo XIX

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Televisione
  domenica, 25 febbraio 2007
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Michelle, al Festìval sarà più Grace Kelly o Audrey Hepburn?
«Mi sento più vicina a Grace Kelly ma solo per l'atteggiamento, per il modo di vestire. Sul palco però sarò entrambe nel look, non certo come artista. Sono state troppo brave».

Grace era ghiaccio bollente, Au­drey tutta sensibilità: chi sente più vicina come donna?
«Credo molto nei rapporti pro­fondi, non riesco a dare giudizi a freddo. Comunque una donna ha dentro un po' di tutto: passione per le cose belle, timidezza Io sono così».

Michelle hunzikerLei pensa più a far sorridere che a mostrare le gambe
Perché lo fa?

«Perché il mio publico è di donne e bambini. Che sono il futuro. La donna, invece, decide cosa può guar­dare in tv il marito ed è la mia miglior complice. Infine preferisco puntare sull'autoironia che sul sesso».

Un mese fa ha detto: a Sanremo farò tante jmpere quanti sono i mìei anni, E una promessa?
«Più o meno, visto che ho basato tutta la strada fatta sin qui sull'ironia. E la papera fa simpatìa, ti rende umana. Sicuramente l'emozione mi porterà a farne qualcuna come a "Stri­scia". È lo spunto per farsi due risate come a una cena in famiglia».

La commedia americana ha Cameron Diaz, la tv italiana ha lei. Nel cambio ci perdiamo?
«Giudicate voi, non lo so».

Lei è stata travolta da una bu­fera mediatica: separazione, fi­danzati, anche controfidanzati. Un'altra sarebbe andata in pezzi, lei ha resistito. Come ha fatto?
«Accettandomi per quello che sono. Il pubblico mi vuole bene e mi segue. Quando non si mettono mai maschere, poi si viene apprezzati».

Qual è il segno del successo?
«Facile: i bambini che mi corrono incontro e mi dicono di volermi bene, il sorriso di una signora anziana, la pacca sulla spalla di una coetànea...»,

Sono più le prove d'affetto di mamme, nonne e bambini o i cor­teggiamenti degli uomini?
«Mi sento dire molto, più spesso "Michelle ma quanto sei simpatica" che "Michelle ti porterei a letto" o "Viene a cena con me": è il risultato di come mi sono presentata agli altri».

È timida ma alla tv si trasforma; è una buona tecnica o crede sem­plicemente in se stessa?
«Credo che famiglia e amici siano giudici più severi, mentre il pubblico ti perdona di più. Perché non ti cono­sce a fondo. In uno show ti dai per ciò che sei, ma se in teatro c'è seduta la mamma, il fratello o il fidanzato allora ti emozioni. Capita a tanti attori».

Ora ha successo con "Cabaret": che altro musical vorrebbe fare?
«"Moulin Rouge": mi piace molto la sua storia. Comunque, in futuro per me ci saranno altri musical».

Quanto si allena per il Festival?
«Zero, perché non ne ho il tempo, Ma il teatro è già un buon training. Comunque non sono un tipo da pale­stra: esercitarmi nel canto e nella danza, fare un po' di corsa mi basta».

Lei è svizzera, nel nord Europa: l'amano come in Italia?
«Sinora ho lavorato solo in Germania: ero la presentatrice elegante che arriva dall'Italia, quindi un po' eso­tica. Non ho ancora avuto il tempo di­mostrare la mia parte autoironica».

La capirebbero?
«L'hanno solo intravista, anche se in Germania la donna tv è più istitu­zionale, ma la vera Michelle c'era già».

Penelope Cruz merita l'Oscar?
«Sì, perché è una donna passionale, che sa fare il suo lavoro ed esprimere molto bene le sue emozioni».

Una foto la ritrae con Tom Cniise proprio alla tv tedesca. La cele­brità paga o non paga?
«Tom è simpatico, disponibile ed elegante. Ma è anche protetto da 17 guardie del corpo. All'epoca era all'apice del successo e andare in giro era molto difficile».

Lei da ragazzina faceva pubbli­cità per la biancheria intima, oggi ci si mostra seminude sui videofonini. Le sembra possibile?
«Speriamo che non sia la fine di una civiltà come lo è stato in passato quando si esagerava. Ormai si vedono donne nude anche per pubblicizzare un aspirapolvere e il sesso incombe ovunque. Forse siamo arrivati a un punto dove c'è solo il ritorno».

Eros le ha ha dato qualche con­siglio per il Festival?
«Noi parliamo poco di lavoro».

Quando ha scoperto che lavo­rare era meglio che fare la moglie?
«Non e cosi. Sarebbe bratto dire che lavorare ti da più soddisfazioni del matrimonio. Una donna è moglie e se poi non funziona non è sicura­mente colpa del lavoro. Per me, pur­troppo, non ha funzionato».

E un tipo che accetta consigli?
«Ascolto le persone di cui mi fido, sento come la pensano. Ma, giusta­mente, alla fine decido io».

A Sanremo si canterà di mafia, guerra, matti, uomini che perdono il lavoro. Trova che siano temi per un Festival popolare?
«Anche se nelle canzoni c'è molto dramma e molta tristezza, non vuoi dire che non emozionino. Anzi, credo che voi italiani siate avanti rispetto agli altri. Non bisogna aver paura di esprimere i propri sentimenti e quello collettivo di adesso è prendere atto,nonfarfinta di niente. C'è guerra dappertutto, c'è tanta disoccupa­zione, ci sono tanti problemi e in un Festival popolare si portano pro­blemi davvero popolari».

Lei è come la vede il pubblico o ha più Iati nascosti?
«Ho moltissimi lati nascosti, ma sono tutti rigorosamente privati».

Se domani smettesse di fare te­levisione, cosa s'inventerebbe?
«Sono cresciuta fra cinque lingue diverse e mi inventerei qualcosa di conseguenza. Sicuramente nella co­municazione: girerei e viaggerei per il mondo, usando questa mia voglia di imparare per fare un altro lavoro».

Ilary Blasi l'anno scorso ha por­tato suo figlio, lei porterà Aurora?
«No, preferisco tenerla fra i suoi amici e i suoi affetti piuttosto che por­tarla qua, egoisticamente, perché vor­rei averla vicina anche in un marasma allucinante»

Renato Tortarolo
per "Il Secolo XIX"

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