Rich Ross (Disney): 'Il business cambia con i bimbi'

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  mercoledì, 16 maggio 2007
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Cambia il business perché cambiano i bambini: sempre più piccoli adulti, sempre meno passivi davanti alla scatola televisiva.

Lo sa bene il presidente di Disney Channel Worldwide, Rich Ross, che da Los Angeles guida una divisione forte di 2 mila dipendenti, 60 canali, una radio negli Usa e lo studio di animazione. «Rispetto a qualche anno fa - dice - i ragazzi cercano in tv situazioni più realistiche, modalità attraverso cui interpretare la loro vita».

Disney ChannelQuesto attraverso un nuovo approccio che porterà Disney Channel a «produrre più serie tv che film, con Milano quale patria di quest’innovazione».

E il successo, secondo Ross, prescinde dall’“americanità” del prodotto Disney.

«Un esempio è lo straordinario successo di High School Musical, di cui a settembre arriverà in Europa la seconda parte: ovunque lo esportiamo funziona. Qualcuno mi ha obiettato che in altri paesi non ci sono le high school. Io rispondo che altrove chiamano le scuole in modo diverso, ma il contesto non cambia».

Perché, secondo Ross, «ci sono due cose di cui andiamo orgogliosi. Primo: molti nostri concorrenti si concentrano solo sui ragazzi, senza allargarsi come noi a tutto il loro contesto di vita, alla famiglia. Secondo: facciamo vedere le persone nella loro diversità e in questo abbracciamo tutte le aree dove siamo presenti».

L’esempio è Raven, sit-com che ha come protagonista una ragazzina di colore che ha messo d’accordo tutti: «Anche i telespettatori indiani si sono sentiti subito a loro agio». Lo stesso problema è stato affrontato con lo sbarco in Turchia di due settimane fa (nel 2007 ha aperto anche in Polonia e Sudafrica) o in Medio Oriente.

«Non ci sentiamo a disagio. I bambini sono tali ovunque, indipendentemente da credi e religioni. In un mondo dove si parla dei conflitti in Iraq e Afghanistan, per i bambini resta fondamentale quello che succede nella loro scuola».

Per il pubblico pre-scolare sono tornati anche Topolino e Winnie The Pooh, «molto apprezzati anche dai genitori». E Disney Channel si allarga a tutte le piattaforme disponibili, dall’Ip-Tv al telefonino. «Stiamo assistendo a una stratificazione delle opportunità, non a una frammentazione.C’è la possibilità di raggiungere audience sempre maggiori».

Francesco Spini
per "La Stampa"

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