Terminata la fase a gironi degli Europei di Polonia e Ucraina, per molti è già tempo di bilanci: lo è per le nazionali che hanno superato il turno e che da domani si contenderanno le semifinali (Italia compresa), lo è anche per chi ha il compito di raccontare questi Europei al pubblico televisivo italiano, ovvero la squadra di Rai Sport, capitanata dal team leader Marco Mazzocchi.
Dopo esserci occupati ieri della polemica a distanza tra lo stesso Mazzocchi e Fabio Caressa di Sky, conclusa con la risposta del giornalista Rai inviata a Digital-Sat, oggi vogliamo focalizzare la nostra attenzione sulla gestione dei palinsesti di questi Campionati Europei che - ricordiamo - la Rai trasmette in esclusiva.
Proprio per questo motivo sarebbe stato giusto aspettarsi una pianificazione certosina dell'evento, tenendo conto sia dei canali generalisti che di quelli tematici. Così ci saremmo ad esempio aspettati che anche le partite in contemporanea dell'ultimo turno fossero inserite in palinsesto sin dalla sua prima versione, anziché attendere le due ore precedenti il fischio d'inizio per deciderne la trasmissione. Sembrerebbe che questa decisione 'last minute' sia dipesa dall'Uefa e dalle limitazioni di un contratto firmato anni prima che non prevedeva tale possibilità, ma appare insolito o comunque fastidioso per il pubblico sapere certe cose solo all'ultimo momento.
Ancora di più se pensiamo che altre emittenti detentrici dei diritti avevano tranquillamente programmato la doppia diretta su due differenti canali, come ad esempio la sempre citata BBC che, in occasione della serata conclusiva del nostro girone, ha trasmesso Spagna - Croazia su BBC One e Italia - Irlanda su BBC Three.
E che nessuno si azzardi a citare le pay-tv: l'analogo problema (però in occasione degli ultimi Mondiali) era stato risolto da Sky mandando non solo le due partite decisive in diretta su due canali diversi, ma aprendone un terzo con la ormai collaudata formula del 'Diretta Gol', sempre più diffusa anche sul digitale terrestre pay di Mediaset Premium. Per un evento come gli Europei, ultimo baluardo di esclusiva della Rai, era forse lecito attendersi una soluzione migliore. Ma per fortuna - anche se scontentando comunque gli appassionati di volley che hanno dovuto rinunciare alla prevista diretta della World League - alla fine le doppie dirette sono arrivate. Rai (deo) gratias.
Un altro tema che merita una riflessione è il simulcast, parola ormai divenuta di uso comune per indicare la trasmissione simultanea di un programma su più canali, in questo caso Rai 1 e Rai Sport 1. Molti si saranno chiesti il motivo di questa scelta, apparentemente insignificante: bene, l'arcano è legato a doppio filo con gli switch off che stanno per concludersi proprio in queste settimane in Calabria e Sicilia. Secondo uno studio interno, infatti, in alcune zone di queste regioni il segnale digitale di Rai Sport 1 (ospitato dal mux B) sarebbe più stabile di quello di Rai 1 (che si trova invece nel mux A); una situazione che ha convinto la Rai della necessità del simulcast, oltre che per motivi editoriali legati alla nuova natura del canale, anche per questioni meramente tecniche. Solo secondariamente c'è poi la motivazione pubblicitaria: la Sipra, concessionaria del gruppo, ha infatti raggiunto «un accordo con Nielsen per rilevare il palinsesto pubblicitario di RaiSport1 per le sole partite trasmesse in simulcast su questo canale» (leggi da sipra.it), offrendo così agli investitori un riscontro immediato degli ascolti complessivi delle partite offerte dai canali Rai (compreso anche Rai HD), che hanno registrato in più occasioni massimi storici.
Ora che il processo di digitalizzazione si avvia alla conclusione (l'ultimo passaggio ad oggi è fissato per il 4 luglio prossimo a Palermo) ci si chiederà se il simulcast rimarrà un ricordo o se continuerà ad essere usato solo in occasioni in cui si rende necessario (si pensi ad esempio al Giro d'Italia proposto integralmente su Rai Sport 2 e solo per le fasi finali anche da Rai 3).
Quello che ci augureremmo - e non solo limitatamente ai canali sportivi - è di vedere finalmente una Rai che non si preoccupa più di fare la guerra tra canali (come recentemente accaduto, ad esempio, con la 'lamentela' di Mauro Mazza per la mancata trasmissione delle Olimpiadi su Rai1), ma che iniziasse a pensare e comunicare un'offerta in modo 'unitario', imparando a beneficiare di quella 'cross promotion' che ha reso Sky una forza, anche in fatto di ascolti. Continuare a pensare di salvare il proprio orticello (specialmente per le reti generaliste) è una strategia che non paga più, visto il peso sempre più forte della frammentazione e delle visioni differite, testimoniato proprio oggi anche da una ricerca Mediaset.
Vedremo se i nuovi vertici Rai saranno in grado di apportare queste modifiche strutturali, unitamente ad un più attento adeguamento dell'offerta alle richieste del pubblico, entrambe soluzioni necessarie, oggi più che mai, per salvaguardare il ruolo fondamentale di un 'servizio pubblico' percepito in declino.
Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"
