Presentato ufficialmente il canale Rai Storia, su digitale terrestre e satellite

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Fonte: Apcom / Digital-Sat (com. stampa)

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Digitale Terrestre
  giovedì, 26 febbraio 2009
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E' stato presentato ieri a Roma il nuovo canale digitale della Rai, dedicato alla documentazione storica. Rai Storia, partito effettivamente già dal 2 Febbraio scorso, si prefigge come obiettivo quello riproporre le memorie, evidenziare i momenti cruciali della storia, raccontarne fatti e personaggi.
 
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«Rai Storia è un treno che è partito in velocità - ha commentato il direttore di Rai Educational, Giovanni Minoli - un'avventura che lega la storia al futuro, perché un Paese che non ha memoria fa molta fatica a darsi un futuro. E l'archivio delle Teche Rai è stato indispensabile. Pensate che gli americani non avevano più i materiali dello sbarco sulla luna: hanno potuto riaverli solo perché la Rai aveva convertito i materiali e mantenuto così la documentazione».
 
«Passare ad un offerta di tre canali ad otto - ha spiegato il Direttore generale della Rai, Claudio Cappon - è stato un lavoro eccellente. Il cambiamento della Rai abbiamo iniziato a immaginarlo due anni fa, quando la nostra programmazione era molto diversa da quella attuale. Questo dimostra che la Rai sa fare progetti all'avanguardia e realizzarli. In due anni abbiamo cambiato il volto della Rai e i dati ci confortano: sono la prova che questa è un'azienda che ha competenze, capacità, intelligenza e cuore».

Nel mese di novembre 2008 History Channel aveva un ascolto medio di 4.942 spettatori e Rai Edu 2 ne aveva 920; nelle prime due settimane di febbraio History ha avuto 5.943 e Rai Storia 4.155. «Questo vuol dire - ha aggiunto Minoli - che gli appassionati di storia che prima si 'accontentavano' di History ora che hanno a portata di mano la loro storia la seguono in Rai. Lavorando e rielaborando le 1.800 ore di magazzino de 'La Storia Siamo Noi' siamo riusciti a partire a costo zero. Confluiscono nel canale anche le storie di personaggi che contribuiscono a formare la storia del Paese. Le puntate de 'La Storia Siamo Noi' su Fiorello e Benigni, ad esempio, hanno ottenuto un grande successo».

 

«Tra i compiti del servizio pubblico - ha detto il responsabile del digitale terrestre Rai, Luca Balestrieri - c'è anche quello di lavorare sull'identità del Paese. In questo il digitale terrestre fa bene al servizio pubblico».

COS'E' RAI STORIA

Rai Storia è un canale dove ieri, oggi e domani si mescolano. Il passato delle Teche Rai e il presente de La Storia Siamo Noi, il futuro di una sperimentazione messa a punto nel corso degli anni, diventano un racconto dinamico capace di evidenziare e far rivivere il nostro passato per confrontarlo con l’oggi e per affrontare il futuro.
 
Rai Storia si propone di offrire a chi ama la storia e a chi vuole scoprirla, fatti, documenti, testimonianze. E ancora, filmati inediti, enigmi mai risolti, stragi dimenticate, giorni e personaggi che hanno cambiato il corso della storia. Riletture, nuove interpretazioni, testimonial insospettabili, tecnologie sofisticate. Perché la storia è memoria, racconto, inchiesta, mistero, scoperta.
 
Rai Storia è un canale basato sulla produzione di programmi modulari – puntate/evento, serie inedite, format specifici - per una televisione evoluta, interattiva, digitale.  Rai Storia va in onda sul digitale terrestre, sul satellite free, sul canale 805 della piattaforma satellitare  (SKY, ndr) e in streaming sul portale rai.tv

Sette ore di programmazione nuova ogni giorno:

  • uno spazio per rivivere gli avvenimenti che hanno cambiato l’Italia e il Mondo: “Res Gestae”, l’almanacco della memoria;
  • un viaggio nella memoria del Paese attraverso il patrimonio audiovisivo della Rai: “Res Tore” e “Res Tauro”;
  • un laboratorio per accogliere nuovi linguaggi e modi di raccontare il passato, ma anche il presente: “Res Tube” memoria in rete;
  • i programmi di Rai Educational per raccontare la Storia (“La Storia Siamo Noi”), la cultura (“Magazzini Einstein”),  la letteratura (“Cult book”);

Una costruzione del palinsesto fatta per intercettare il pubblico d’oggi: un canale tematico rivolto ai giovani, ma che avrà come spettatori tutti coloro che hanno desiderio di conoscenza, di memoria.

Il canale si avvarrà di un comitato scientifico, per ragionare di contenuti e di modalità di divulgazione, in cui saranno presenti storici tra i più prestigiosi del mondo accademico: Alessandro Campi, Mauro Canali, Simona Colarizi, Emilio Gentile, Giovanni De Luna, Giovanni Sabatucci.
 
A Rai Storia è collegato il portale www.storia.rai.it in cui informarsi del palinsesto, rivedere i programmi più belli, confrontarsi nei forum con altri appassionati.

I PRINCIPALI APPUNTAMENTI DI MARZO

Il femminismo: dal 1 al 13 marzo le donne sono le protagoniste del palinsesto di Rai Storia. Un viaggio nella memoria, e nelle Teche Rai, per ricordare la condizione femminile in Italia, la nascita dei primi movimenti, i gruppi di autocoscienza, le cariche della polizia a Roma l’8 marzo del 1972.

Per La Storia Siamo Noi: le due puntate de “La storia del movimento femminista”, e poi “Bottino di guerra” sulla violenza alle donne durante la IIª guerra mondiale in Ciociaria e “Donne di mafia” sulla violenza e le donne in terra di Sicilia. E ancora, 4 puntate di Italo Moscati dal titolo “Donne & donne”, un secolo di donne nel cinema, nel teatro, nella televisione.
 
Inoltre la riproposizione di “Fatua, incongrua, scucita. storia di una donna ricoverata in un ospedale psichiatrico” il documentario-denuncia del 1976, a cura di Loredana Rotondo, in cui si racconta la tragica vicenda di una donna  finita in manicomio a causa delle violenze subite; e “Ritratti di donne africane” viaggio del 1977 di Dacia Maraini nel continente africano alla ricerca dell’identità femminile.

Ma marzo è anche  molto altro sul canale di storia e memoria della Rai: Quarant’anni di oblio, 50 frammenti selezionati da Silvano Agosti per raccontare il decennio 1968 – 1978. E ancora La Storia Siamo Noi per ricordare due servitori della patria: il 4 marzo Nicola Calipari, ucciso nel 2005 a Bagdad ad un check-point statunitense; il 12 marzo Joe Petrosino, italoamericano della polizia di New York, ucciso in Sicilia dalla mafia… esattamente cento anni fa. Ed anche la storia di donne coraggiose come la giornalista Ilaria Alpi, uccisa 15 anni fa con il suo operatore Miran Hrovatin a Mogadisco, il 20 marzo.
 
E non solo tragiche scomparse, ma anche inizi ricchi di speranza: il 9 marzo il lancio della Fiat 600, nel 1955, ricordata nei documentari: Una per tutti e il boom dell’autostrada; il 10 marzo Cento fiori, sulla nascita delle radio libere in Italia a metà anni 70. Poi il 16 marzo 1978. Aldo Moro viene rapito e uccisi i cinque uomini della scorta da un commando delle Brigate Rosse, iniziano i 55 giorni più dilanianti della storia della nostra repubblica. I telegiornali, gli speciali di attualità di quei giorni e i documentari che hanno ripercorso quella tragedia: Quelli di via Fani sugli uomini della Scorta – il caso Moro per ripercorrere l’intera vicenda, il sequestro Sossi per confrontare i due rapimenti, il mistero delle carte di Moro sugli aspetti ancora misteriosi dell’intera vicenda.
E ancora le puntate de La notte della Repubblica di Sergio Zavoli sul sequestro Moro.

 

LA NOSTRA MEMORIA

Rai Storia lancia l'iniziativa: La Nostra Memoria. Recuperare la memoria privata degli italiani: i filmini amatoriali, le riprese dal vero nell'Italia degli anni 60 e 70.

Rai Storia vuole collegare l'archivio delle Teche Rai - un patrimonio inesauribile da scoprire e riproporre - con gli aspetti privati degli italiani, ovvero confrontare  la rappresentazione pubblica dell'Italia di quegli anni con quelli che i filmini amatoriali hanno impresso.
 
E tutto questo attraverso la costituzione di un archivio della memoria: una campagna promozionale e un indirizzo mail – storiasuper8@rai.it - saranno dedicati alla raccolta di filmati.
E' un progetto che mira a dare spazio e visibilità ai vecchi 8mm, alle innovative e pratiche cartucce super 8mm e  ai primi videotape per costruire una banca della memoria, per raccontare come eravamo.

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