IRIS: parte il ciclo ''Io mi racconto'', poi in prima serata ''Magnolia''

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Digitale Terrestre
  domenica, 01 marzo 2009
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Con  Io mi racconto, Iris, il canale free del digitale terrestre Mediaset, propone dodici interviste esclusive ad alcuni dei più importanti attori e registi della storia del cinema italiano.

Per consultare il palinsesto completo, vi consigliamo di accedere alla nostra Area Palinsesti dove a partire dalla domenica è scaricabile il nuovo file in formato stampabile PDF.

Dal 1° marzo 2008, i protagonisti del cinema Made in Italy si confessano alle telecamere di Iris per raccontare la propria vita professionale, dagli esordi sino ad oggi. Tra questi, Mariangela Melato, Pupi Avati, Ermanno Olmi, Paolo Villaggio, Giuseppe Tornatore, Sandra Milo, Carlo Verdone, Dario Argento, Marco Bellocchio, Paolo Virzì, Liliana Cavani e Lina Wertmuller.

Al di là delle straordinarie capacità artistiche di ogni singola star della serie di documentari Io mi racconto, é necessario anche riflettere su quanto il nostro Paese debba all’industria cinematografica italiana. Come non riconoscerne l’importanza a proposito di unità linguistica e culturale, nate nel primo Dopoguerra e frutto principalmente della neonata televisione e di quella fabbrica culturale che trovò e trova tutt’ora in Cinecittà la sua massima espressione?

Film come Ladri di biciclette e Il sorpasso ben hanno rappresentano quella spinta verso il rinnovamento che venne percepita ben oltre i confini nazionali, rendendo nomi di attori e registi come Ermanno Olmi e Sandra Milo celebri anche nella lontanissima Hollywood.

Una fama che trova oggi nuova linfa vitale, ad esempio, nelle opere di Gabriele Muccino e di quella nuova generazione di attori e registi a cui il mercato cinematografico sembra guardare con rinnovato interesse…
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Per fare il punto su oltre 60 anni di storia, Iris propone quindi dodici interviste/confessione ad alcuni dei Maestri del cinema nazionale. Vite spese nel nome dell’Arte, tra glorie evidenti e, quasi sempre, sacrifici sottaciuti. Aneddoti e impressioni del passato e del presente per ricordare insieme ai suoi protagonisti, il vero grande Cinema italiano…

Io mi racconto viene programmato con le seguenti modalità: 3 passaggi cadauno, il venerdì (alle ore 18), il sabato (alle ore 23), la domenica (alle ore 12.45).

IO MI RACCONTO - 12 MAESTRI DEL CINEMA ITALIANO SI CONFESSANO A IRIS

Mariangela Melato - 1 marzo
Mariangela Melato è nata a Milano il 18 settembre 1943. Inizia a lavorare in teatro nel 1964 dopo aver seguito i corsi di recitazione di Esperia Sperani dove viene diretta, tra gli altri, da registi come Luchino Visconti (La monaca di Monza, 1967), Luca Ronconi (nel ruolo di Olimpia ne L'Orlando Furioso, 1969), Dario Fo e Giuseppe Patroni Griffi. Notata da Pupi Avati, esordisce nel campo cinematografico in Thomas e gli indemoniati (1969) e, da coprotagonista al fianco di Maria Grazia Buccella, in Basta guardarla (1970), di Luciano Salce. Un anno dopo inizia la sua affermazione cinematografica, recitando in molte opere diretta da Lina Wertmüller (Mimì metallurgico ferito nell'onore del 1972, Film d'amore e d'anarchia del 1973 e Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto del 1974). Il 1° dicembre 2006 ha ricevuto dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Premio Gassman per la sua attività teatrale.

Ermanno Olmi - 8 marzo
Ermanno Olmi è nato a Bergamo il 24 luglio 1931. Ben presto si trasferisce a Milano per iscriversi all'Accademia di Arte Drammatica; in quel periodo, per mantenersi, trova anche un lavoro presso una società che gli commissiona alcuni documentari filmati sulle produzioni industriali producendo, in otto anni, oltre quaranta pellicole. Il debutto cinematografico di Olmi risale al 1958 quando sul grande schermo con il lungometraggio Il tempo si è fermato. Nel 1977 dà alla luce quello che molti considerano il suo capolavoro assoluto, L'albero degli zoccoli, che si aggiudica la Palma d'Oro  al Festival di Cannes ed il Premio César per il miglior film straniero. Dopo una dura lotta contro una grave malattia che lo tiene a lungo lontano dai riflettori, nel 1987 Olmi torna a dirigere una pellicola dai toni claustrofobici, Lunga vita alla signora!, premiato al Festival di Venezia con il Leone d'Argento. L'anno seguente si aggiudica, invece, il Leone d'Oro grazie a La leggenda del santo bevitore, basata sull'omonimo racconto scritto da Joseph Roth. Oltre al premio della rassegna lagunare, il film vince quattro David di Donatello. Nel 2008 riceve il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.

Paolo Villaggio - 15 marzo
Paolo Villaggio è nato a Genova il 30 dicembre 1932. Frequenta il liceo Classico per poi intraprendere gli studi di Giurisprudenza, che abbandonerà. Dopo gli studi attraverserà diverse esperienze lavorative: dal cameriere allo speaker della Bbc, da cabarettista a intrattenitore su navi da crociera insieme all'amico Fabrizio De André, dal teatro al lavoro impiegatizio presso la Italsider. E’ proprio a questa esperienza lavorativa che Paolo Villaggio si ispira per la creazione del personaggio del ragioner Ugo Fantozzi che in seguito lo renderà popolarissimo. Solo nel 1967 Maurizio Costanzo, intuendo il talento del giovane Villaggio, gli consiglierà di esibirsi in un cabaret di Roma. In seguito alla sua attività cabarettistica, passerà a condurre il programma Quelli della Domenicae E' domenica, ma senza impegnodove interpreterà il suo primo personaggio umiliato e sottomesso: Fracchia. Insieme a queste esperienze televisive comincia a far pubblicare sull'Europeo e sull'Espresso i suoi racconti, tratti dai monologhi delle sue trasmissioni televisive, racconti dove Fantozzi acquisirà un importanza maggiore, diventando un personaggio onnipresente in tutti i racconti di Villaggio, che descrivono secondo il suo stile satirico e iperbolico, la società italiana. Nel 1971, questi racconti saranno pubblicati in un libro: Fantozzi, che diventerà un bestseller e spingerà Villaggio a scrivere un seguito, Il secondo tragico libro di Fantozzi. Nel 1974, recita nel primo film diretto da Luciano Salce: Alla mia mamma nel giorno del suo compleanno, l'anno successivo Villaggio e Salce trasporteranno dalla carta allo schermo Fantozzi nel film omonimo, in cui sarà lo stesso attore genovese a dare il volto al suo personaggio, nonostante tra i candidati al ruolo ci fossero Ugo Tognazzi e Renato Pozzetto. Fantozzi si rivelerà un successo strepitoso. Al film culto seguiranno negli anni diversi sequel più o meno riusciti ma sempre campioni d’incassi. Nel 1990 avviene un'importante svolta per la carriera del comico genovese: partecipa al film La Voce della Lunadi Federico Fellini, per il quale vince il David di Donatello. Per questa sua performance nel cinema d'autore, viene così riconsiderato dalla critica e da coloro che lo identificavano solamente con Fantozzi. Tra i numerosi premi cinematografici ricevuti da Paolo Villaggio, vale la pena ricordare il David di Donatello conquistato nel 1990, il Nastro d'Argento nel 1992 e il Leone d'Oro alla carriera nel 1992.

Pupi Avati - 22 marzo
Giuseppe Avati, da tutti conosciuto col nomignolo Pupi, è nato a Bologna il 3 novembre 1938. La sua vita cambia quando vede Otto e mezzo di Federico Fellini; questa pellicola farà nascere in lui la passione per il cinema. Riesce ad ottenere i finanziamenti per girare due fillm: Balsamus - L'uomo di Satana (1968) e Thomas... gli indemoniati (1969), due horror grotteschi dai tratti tipicamente provinciali. Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, di Pier Paolo Pasolini, dirige un altro film horror La casa dalle finestre che ridono (1976), ad oggi una delle pellicole italiane più riuscite del genere. Dopo alcune collaborazioni (tra cui quella con i Pooh) nel 1983, il regista passa alla commedia con Una gita scolastica, e il thriller-horror Zeder, giudicato una fra le sue migliori opere. Gli anni ’80 e ’90 lo vedono dirigere pellicole dalle fortune alterne come Il testimone dello sposo, Il cuore altrove o La cena per farli conoscere, contribuendo a renderlo uno dei più importanti registi italiani.

Giuseppe Tornatore - 29 marzo
Giuseppe Tornatore è nato a Bagheria il 27 marzo 1956. Il suo esordio avviene col documentario Le minoranze etniche in Sicilia, vincitore di un premio al Festival di Salerno. Nel 1984, collabora con Giuseppe Ferrara per Cento giorni a Palermo mentre nel 1986 è la volta de Il camorrista, che viene premiato con il Nastro d'Argento nella categoria Miglior regista esordiente. Nel 1988, Nuovo cinema Paradiso, il film considerato internazionalmente il suo capolavoro, si aggiudica un premio al Festival di Cannes e il premio Oscar come Miglior film straniero. Gli anni ’90 lo vedono impegnato con diverse pellicole tra cui  L'uomo delle stelle, che gli è valso il David di Donatello e il Nastro d'Argento per la Miglior regia. Nel 2006 gira La sconosciuta, che l'anno successivo si aggiudica ben tre David di Donatello
. Il film è stato scelto, inoltre, per rappresentare l'Italia al Premio Oscar 2008, nella selezione per le nomination quale Miglior film straniero.

Sandra Milo - 5 aprile
Sandra Milo, pseudonimo di Salvatrice Elena Greco, è nata a Tunisi l’11 marzo 1933. Debutta al cinema accanto ad Alberto Sordi  in Lo scapolo (1955). Il primo ruolo importante arriva nel 1959 con il film Il generale Della Rovere, in cui interpreta il ruolo di una prostituta per la regia di Roberto Rossellini. Un ruolo analogo è quello ricoperto in Adua e le compagne (1960) di Antonio Pietrangeli. Cruciale è l'incontro con Federico Fellini: nei due capolavori Otto e mezzo (1963) e Giulietta degli spiriti(1965) che le varranno, in entrambi i film, il Nastro d'Argento come miglior attrice non protagonista. Alla carriera cinematografica però, Sandra Milo ha, a partire dagli anni ’90, sempre più anteposto quella televisiva, diventando una presenza fissa nelle case degli italiani, soprattutto con programmi come Cari genitori (Retequattro) e La vita in diretta (Raiuno). Nel 2003 torna al cinema con il film Il cuore altrovedi Pupi Avati. Dal 2006 è in tournée nei teatri italiani con la commedia 8 donne e un mistero, tratta dall'omonimo film francese, mentre nel 2007 è una delle protagoniste della commedia teatrale Il letto ovale.

Carlo Verdone - 12 aprile
Carlo Verdone, è nato a Roma il 17 novembre 1950. Dopo essersi diplomato in regia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, riesce nel 1980 a firmare la pellicola Un sacco bello, film dove interpreta diversi personaggi del suo repertorio televisivo (nel 1978 era entrato a far parte dell’entourage del varietà Non Stop,di Raiuno). La pellicola successiva, del 1981, Bianco, rosso e Verdone, lo vede ancora interpretare altri suoi bizzarri personaggi, come l’ormai celebre Sora Lella. Considerato universalmente l’erede di Alberto Sordi, con quest’ultimo ha anche girato due opere co-sceneggiate; In viaggio con papà e Troppo forte. Altre sue opere, forse meno comiche e più aderenti agli stilemi della commedia sono Compagni di scuola, Maledetto il giorno che t'ho incontrato, Viaggi di nozze e Il mio miglior nemico. Nel 2008 esce nelle sale cinematografiche il film Grande, grosso e Verdone, che riprende lo stile e i personaggi di alcune opere precedenti come il candido Leo (di Un sacco bello), il pignolo prof. Callisto Cagnato (il Furio di Bianco, rosso e Verdone) e il coatto Moreno (l'Ivano di Viaggi di nozze).

Dario Argento – 19 aprile
Dario Argento, è nato a Roma il 7 settembre 1940. Dopo un breve soggiorno parigino, nel 1957 inizia a collaborare con l'Araldo dello Spettacolo, occupandosi di teatro, cinema e musica, il che consente ad Argento di coltivare le proprie passioni cinofile. Il padre, Salvatore Argento, è stato il produttore di tutti i suoi primi film, a partire da L'uccello dalle piume di cristallo(1970) fino a Tenebre (1982). Nel 1970 Argento realizza quello che viene considerato il suo film più maturo, Profondo rosso, mentre, nel 1977 debutta nell'horror con Suspiria, considerato internazionalmente il suo capolavoro. Negli anni Ottanta il regista alterna horror
 a thriller, iniziando con Inferno (1980), Tenebre(1982) Phenomena (1985) e Opera (1987). Nel 1993 è la volta di Trauma, interpretato dalla figlia Asia Argento, protagonista anche dei successivi La sindrome di Stendhal (1996) e Il fantasma dell'opera(1998). La terza madre (2007) lo vede tornare ai canoni classici dell’horror fantastico.

Marco Bellocchio - 26 aprile
Marco Bellocchio, è nato a Bobbio il 9 novembre 1939. Proprio nel suo paese natale dirige, all'età di 26 anni il suo primo film, I pugni in tasca(1965), in cui già si nota il suo anticonformismo, così come nei successivi La Cina è vicina(1967) e Il popolo calabrese ha rialzato la testa  (1969). Nello stesso anno partecipò con un episodio al film Amore e rabbia insieme a Pasolini, Bertolucci, Lizzani e Godard. Negli anni ’70 diresse pellicole come Nel nome del padre (1972), Sbatti il mostro in prima pagina(1972) e Armonica a bocca(1979). Negli anni ’80 fu regista di film come Enrico IV (1984), tratto da una commedia di Luigi Pirandello, Il diavolo in corpo (1986) tratto dal libro di Raymond Radiguet e La visione del Sabba (1987). Dopo la parentesi degli anni ’90 con La condanna (1990) e La balia (1999) vince nel 2002 il Nastro d'Argento dirigendo L'ora di religione con Sergio Castellitto. Il suo film più recente è Il regista di matrimoni (2006).

Paolo Virzì - 3 maggio
Paolo Virzì, è nato a Livorno il 4 marzo 1964. Dopo l’esperienza giovanile in un paio di filodrammatiche livornesi, dove dà prova di versatilità recitando, dirigendo e scrivendo testi teatrali, decide di abbandonare la città natale per trasferirsi a Roma dove frequenta il corso di sceneggiatura del Centro sperimentale di cinematografia diplomandosi nel 1987. Tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90, Virzì dà il proprio contributo alle sceneggiature di Turné (1990) di Gabriele Salvatores, di Condominio (1991) di Felice Farina e di Centro storico (1992) di Roberto Giannarelli. Spronato dal produttore Angelo Rizzoli, Virzì debutta nella regia nel 1994 con La bella vita che conquista alla Mostra del cinema di Venezia il Ciak d'oro, Il Nastro d'Argento e il David di Donatello nella categoria Migliore Regista Esordiente. Successivamente il regista firma Ferie d'agosto (1995), Ovosodo (1997) e Baci e abbracci (1999). Nel 2004 il film Caterina va in cittàvince il David di Donatello e un Nastro d’argento. Ultime opere di Virzì sono state N - Io e Napoleone (2006) e Tutta la vita davanti (2008).

Liliana Cavani  - 10 maggio
Liliana Cavani, è nata a Capri il 12 gennaio 1933. Attratta dal cinema già in tenera età, nel 1959 approda in televisione con un cortometraggio, esperienza che la spronerà a dirigere i suoi primi due film Primo Piano: Philippe Pétain processo a Vichy e Francesco d'Assisi. Seguiranno opere come Galileo (1969) e I cannibali(1970), e nel 1972, L'ospite. L'anno successivo è alla regia di Milarepa e, successivamente de Il portiere di notte(1974), da alcuni considerato il suo capolavoro. Nel 1977 firma la regia di Al di là del bene e del malee, nel 1981, quella de La pellein cui appaiono Marcello Mastroianni, e Claudia Cardinale. Segue l’anno successivo Oltre la porta e Francesco con Mickey Rourke con il quale vince nel 1991 il Premio Internazionale Ascoli Piceno. Segue Il gioco di Ripley(2002) e, nel 2004, la fiction televisiva De Gasperi, l'uomo della speranza trasmessa su Rai Uno l'anno seguente.

Lina Wertmuller  - 17 maggio
Lina Wermuller, è nata a Roma il 14 agosto 1928. A diciassette anni si iscrive all'Accademia Teatrale iniziando poi a lavorare sia per la radio che per la televisione, in veste sia di autrice che di regista della prima edizione della celebre trasmissione Canzonissima e della serie televisiva Il giornalino di Gian Burrasca. Il suo esordio come regista avvenne nel 1963 con I basilischi, che le vale la Vela d'argento al Festival di Locarno. Nella seconda metà degli anni Sessanta nacque la sua collaborazione con l'attore Giancarlo Giannini, che fu presente nei suoi grandi successi Mimì metallurgico ferito nell'onore del 1972, Film d'amore e d'anarchia, ovvero stamattina alle 10 in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranzadel 1973, Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto del 1974, Pasqualino Settebellezze del 1975, La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia e Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova... si sospettano moventi politici, entrambi del 1978. Nel 1992 diresse Io speriamo che me la cavocon Paolo Villaggio, mentre nel 1996 tornò alla satira politica con Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica.

Alle ore 21, Magnolia (1999), il film di Paul Thomas Anderson vincitore dell’Orso d’Oroal festival di Berlino,è su Iris -il canale free del digitale terrestre Mediaset- domenica 1 marzo 2009, alle ore 21.00.

9 storie separate ma connesse le une alle altre, formano la trama, sfaccettata e priva di sequenza logica, di una giornata come tante, nella San Fernando Valley, a Los Angeles, California.

Frank T.J. Mackey (Tom Cruise), è un autore televisivo di successo dalla mentalità corrotta che odia profondamente il padre Earl Partridge (Jason Robards), sul punto di morire per una grave malattia. La madre, Linda Partridge (Julianne Moore), si sente tanto in colpa per l’imminente dipartita del marito da non voler essere neppure menzionata nel testamento. Phil Parma (Philip Seymour Hoffman), badante dell’uomo, a causa della sua bontà d’animo finisce per trovarsi in situazioni sempre più imbarazzanti. La figlia di Mackey, Claudia Wilson Gator (Melora Walters) riesce ad uscire dal giro della droga grazie all’incontro con il poliziotto Jim Kurring (John C. Reilly). "Quiz Kid" Donnie Smith (William H. Macy), un vecchio concorrente del programma di Mackey è prossimo ad una crisi d’identità mentre il partecipante attuale, Stanley Spector (Jeremy Blackman), grazie alle luci della ribalta, capisce la solitudine che lo circonda mentre Jimmy Gator (Philip Baker Hall), conduttore del programma, dovrà confessare alla moglie scomodi segreti prima che un tumore diagnosticatogli lo uccida a breve.

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