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Digitale Terrestre ROMA LAZIO RAI 2

Le associazioni dei consumatori contro il digitale terrestre

• 4 min lettura
Fonte: Digital-Sat (com. stampa) | Condividi 📲
Riceviamo e pubblichiamo tre comunicati stampa a firma di altrettante associazioni di consumatori (Unione Nazionale Consumatori, Aduc e Codacons) critiche con l'espansione del digitale terrestre e dei risvolti di questa sui consumatori costretti, secondo loro, a sostenere il costo del rinnovo tecnologico degli apparecchi posseduti.

«La rivoluzione del digitale terrestre rischia di pesare sulle tasche delle famiglie italiane molto più di 30 euro, ossia l'equivalente del costo di un modello base di decoder digitale. Senza parlare dei disagi che può causare, soprattutto tra le persone anziane». E' quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori, in merito al cosiddetto switch over, che dalla scorsa notte ha fatto sparire dai nostri comuni televisori analogici (a Roma e in gran parte del Lazio) Rai 2 e Rete4.

 «Innanzitutto - spiega Dona - chi acquista un decoder deve sapere che ne esistono due tipi e che, a seconda della scelta, il costo cambia. Per il modello base, chiamato Zapper (per intenderci quello per la ricezione di Rai 2 e Rete 4), il prezzo si aggira intorno ai 30 euro, mentre per il secondo modello, chiamato MHP o decoder interattivo (in grado di ricevere i programmi a pagamento), il costo aumenta di molto, fino a raddoppiare».
 
«Inoltre - prosegue il Segretario generale - non va dimenticato che anche se l'acquisto di uno Zapper non supera i 30 euro, c'è da moltiplicare questo costo per tutti i televisori che si hanno in casa, poiché per ogni TV c'è bisogno di un decoder, il che fa aumentare ulteriormente la somma da sborsare».
 
«Al problema dei costi - precisa Dona - vanno poi aggiunti i diversi disagi che l'installazione può causare, dato che il 69% degli italiani non ha mai usato il digitale terrestre, a partire dalle persone anziane, i principali fruitori della 'vecchia'  TV generalista. A ciò si aggiunga che in diversi casi, una volta installato il decoder, ci si trova a dover sintonizzare nuovamente i canali».

«Ulteriore disagio - conclude Dona - può infine derivare dal dover riposizionare l'antenna sul tetto, poiché un minimo errore nel direzionamento può causare l'impossibilità di vedere la TV, con la triste conseguenza di dover ricorrere all'antennista, il cui intervento ha un costo ulteriore».


Dare a chi non ne ha bisogno. Questa è la logica con cui il Governo, ovvero il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, affronta il problema dei contributi per l'acquisto del decoder per il passaggio al digitale terrestre della televisione. Per l'acquisto dei decoder è previsto un contributo (sconto sull'acquisto) di 50 euro per gli abbonati Rai che abbiamo compiuto i 65 anni e che hanno un reddito lordo pari o inferiore a 10mila euro l'anno. Il trucco c'è perché il contributo è previsto solo per l'acquisto di un decoder interattivo e non per quello zapper. Il primo è quello dotato di lettore smart card per vedere anche i canali a pagamento è più costoso (70-100 euro), il secondo capta solo i canali gratuiti ed e' meno caro (30 euro). Ovvio che le persone anziane, con un reddito basso, preferiscano continuare a vedere i canali gratuiti (si fa per dire perché pagano il canone!) e non, anche, quelli a pagamento dell'interattivo, il cui decoder, ripetiamo ha un costo maggiore. Queste modalità di contributo non fanno che danneggiare proprio le persone piu' anziane e meno abbienti, alla faccia delle proclamazioni governative di aiuti ai più poveri e vecchi. Tra l'altro, il contributo statale avrebbe coperto integralmente il costo dello zapper, con un minor esborso per le casse erariali, 30 euro invece di 50 euro, o con una estensione maggiore della popolazione interessata.

Primo Mastrantoni,
segretario Aduc.

Immagine nel testo correlata a: Le associazioni dei consumatori contro il digitale terrestreUna causa al Giudice di pace per avere indietro quanto pagato per il decoder, indispensabile per il passaggio al digitale terrestre. La annuncia oggi il Codacons, al quale si è rivolto un cittadino della capitale, costretto ad acquistare l'apparecchio per poter vedere tutti i canali televisivi.

L'utente in questione - spiega l'associazione - in sostanza non ha avuto scelta: o acquistava il decoder, o doveva rinunciare alla possibilità di vedere Raidue e Rete4. Considerando tale passaggio una imposizione coatta, oltre che una lesione dei propri diritti di abbonato Rai che regolarmente ha pagato il canone per la visione dei tre canali della rete di Stato, ha deciso di rivolgersi al Codacons per ottenere tutela.

L'associazione ha deciso di assisterlo e annuncia quindi la prima causa dinanzi al Giudice di pace di Roma relativa al digitale terrestre.

«Citeremo in giudizio il Ministero delle comunicazioni e la Rai - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - chiedendo la restituzione dei 49,90 euro pagati dall'utente per l'acquisto del decoder o, in alternativa, uno sconto di equivalente importo sul canone Rai per il prossimo anno».

«Qualora la causa dovesse avere esito positivo - conclude Rienzi - avvieremo migliaia di azioni simili a tutela dei cittadini, e a tal fine invitiamo tutti gli utenti a conservare le ricevute dei decoder acquistati».

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