Il cinema secondo Hitchcock, rassegna monotematica su IRIS

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Digitale Terrestre
  domenica, 13 febbraio 2011
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Il cinema secondo Hitchcock, rassegna monotematica su IRISUn redattore indaffarato. Un semplice passante. Un passeggero della metropolitana infastidito da un bambino durante la lettura del giornale. Una foto su un giornale che mostra gli effetti di una dieta dimagrante. Un giocatore di bridge dalla mano insolita, 13 carte di picche. Un reporter all’ingresso della Corte di giustizia. Una fotografia di vecchi compagni di scuola. Il compagno di viaggio di Cary Grant su un autobus. Un uditore a un comizio. Un’insegna al neon riflessa sulla finestra di un appartamento. L’ombra di se stesso. Semplicemente Alfred Hitchcock.

Questi, solo alcuni dei brevi, famosi, cameo che il rivoluzionario regista del giallo, prima per vezzo, poi per superstizione e infine per gag, riservava al suo pubblico.

IRISProprio al geniale, ironico, intelligente, avanguardista, filosofico “maestro del brivido”, Iris, il canale free del Dtt Mediaset diretto da Miriam Pisani, domenica 13 febbraio 2011, sino a notte fonda, dedica una lunga retrospettiva (9 capolavori assoluti) dal titolo Il cinema secondo Hitchcock.

 La programmazione a Febbraio su IRIS nell' Area Palinsesti

Un regista costante, ma non certo rassicurante, nelle apparizioni, nelle scelte narrative, stilistiche, simboliche e psicologiche che danno vita ad un vero e proprio genere, quello hitchcockiano.

Il regista inglese è stato “artigiano” del grande schermo, inventore della suspence cinematografica, pioniere delle inquadrature vertiginose (ingegnoso l’effetto ottenuto con un simultaneo carrello all'indietro e uno zoom in avanti in La donna che visse due volte), sperimentale nel montaggio (70 posizioni di macchina in 45 secondi per l’omicidio di Marion sotto la doccia, la scena più celebre di Psycho,o il finto unico piano sequenza in tempo reale per il film Rope-Nodo alla Gola), spiazzante per le inusuali soluzioni narrative (la protagonista di Psycho muore ad un terzo del film), insondabile per gli innumerevoli livelli di lettura dei suoi chef-d’oeuvres, che raggiungono l’apice nei rimandi alla filosofia esistenzialista sartriana e alla psicanalisi freudiana.

In prima serata, è di scena il capolavoro emblematico de La finestra sul cortileIn questo caso Hitchcock scrive una sorta di statuto del cinema: mostra la macchina “cinema” e indaga il ruolo voyeuristico dello spettatore. (1954). 

La soggettiva, infatti, lo sguardo, l’occhio del protagonista, della telecamera o dello spettatore, assumono capitale importanza nell’opera del regista. Basti pensare che nell’ultima inquadratura del suo ultimo film (Complotto di famiglia-1976), è una strizzata d’occhio, rivolta direttamente allo spettatore.

In locandina, perIl cinema secondo Hitchcock anche: Topaz(1969), una delle pochissime opere di Hitchcock che trascende il privato e narra fatti realmente accaduti a Cuba; Frenzy(1972), unico film del regista inglese ad essere stato vietato all'epoca ai minori di 18 anni.

E poi, la violenza animale de Gli uccelliIn seconda serata è la volta del clamoroso successo di Psycho (1960),seguito da Nodo alla Gola (1948).  Chiude Frenzy, del 1972, penultimo film di Hitchcock, dove ricorre uno dei temi a lui molto cari: una persona viene accusata ingiustamente…(1963). E ancora, il remake de L'uomo che sapeva troppo (1956) e poi La donna che visse due volte (1958).

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