Sono sempre più vive le preoccupazioni in Toscana sul passaggio al Digitale Terrestre. Oltre alle difficoltà di ricezione del segnale per molte zone della regione, ad esempio quelle montane in cui ad esserne colpite sono le fasce deboli della popolazione, ora la preoccupazione è anche per quanto riguarda la numerazione dei telecomandi la cosiddetta LCN (logical channel number), su cui c'è ancora tanta confusione e incertezza.
E intanto si stanno ancora attendendo i bandi per l'assegnazione delle frequenze, il che fa ipotizzare che prima di settembre le emittenti non potranno muoversi per iniziare il percorso necessario a organizzarsi e attrezzarsi adeguatamente. Poi se si guarda anche l'esperienza delle altre Regioni che già sono passate al digitale, in cui si dimostra un ridimensionamento, negli ascolti e nella programmazione, dell'emittenza locale, penalizzata anche da difficoltà di adeguamento tecnologico e dal numero già assegnato sul telecomando, la situazione complessiva è di forte preoccupazione.
«Siamo molto preoccupati - ha detto il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani - in quanto il governo nazionale con le sue decisioni, non ultima quella di anticipare a fine 2011 il passaggio al digitale, sta mettendo in crisi le nostre televisioni. Con la Regione stiamo lavorando per poter predisporre adeguati strumenti a sostegno dell'emittenza televisiva locale, ma è chiaro che i tempi previsti per il passaggio al digitale non sono sufficienti.
Chiediamo al governo il rispetto del calendario precedentemente concordato per lo switch-off, e cioè a partire dal secondo semestre 2012, non perché siamo contrari ai cambiamenti e all'innovazione, ma perché è necessario essere preparati ed attrezzati prima di procedere al passaggio al digitale terrestre. In questa delicata fase di passaggio - ha aggiunto Giurlani - è importante fare in modo di supportare le emittenti locali, dato l'attuale regime di scarsità frequenziale che la Toscana si ritrova a subire in seguito alle ultime disposizioni del governo».