Giovanni Stella: ''Frequenze? TI Media vuole riavere un multiplex''

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Fonte: Dow Jones / Ansa

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Digitale Terrestre
  lunedì, 19 dicembre 2011
 14:46

''Dall’assegnazione delle frequenze mi aspetto almeno il risanamento del vulnus che si era creato con la precedente assegnazione ante beauty contest''. Lo afferma l’a.d. di T.I. Media, Giovanni Stella, ricordando che nel processo di digitalizzazione del mercato televisivo italiano l’azienda ha perso un multiplex.

Più in generale, Stella ha espresso il desiderio che “nel 2012 il mercato televisivo sia un po’ diverso da quello che abbiamo vissuto fino ad ora. Ci sono segnali importanti di cambiamento - spiega l’a.d. - come ad esempio nel mondo Auditel, che non è qualcosa di marginale ma è il motore e la benzina del settore; come nel sistema Rai che resta un’anomalia in un sistema concorrenziale, per cui la separazione fra servizio pubblico e servizio commerciale sarebbe un segnale di trasparenza; come infine per le frequenze da cui potrebbe venire un forte segnale di cambiamento per un mercato più competitivo e più aperto”.

Tra gli auspici per il 2012 di Stella, che oggi ha incontrato i giornalisti in occasione del brindisi di Natale, c’é anche “La Rai rappresenta un’anomalia in un sistema televisivo concorrenziale, occorre una migliore definizione di cosa sia la Rai, con una separazione tra servizio pubblico e attività commerciale: sarebbe un elemento di chiarezza e trasparenza auspicabile"

“Stiamo lavorando per avere un partner nel 2012, devo lavorarci perché questo avvenga. L’importante è che sia disponibile ad accettare la storia di La7, sia aperto alla concorrenza e ci aiuti a svolgere al meglio il nostro lavoro per raggiungere i nostri obiettivi, a partire dal pareggio di bilancio”. A chi gli chiede quando sarà il break-even, Stella risponde che “questo lo diremo nel piano industriale che presenteremo il 21 febbraio”.

Alla domanda se quella possa già essere l’occasione per annunciare il partner, Stella replica che “puo’ essere una buona data”. Telecom Italia Media cerca “un partner industriale o commerciale, non un partner finanziario”, spiega Stella aggiungendo che l’advisor “non è stato deciso, ma è ragionevole che sia Mediobanca”.

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