Poco più di venti minuti per conquistare un premio Oscar. In scena per soli 20 minuti, Hannibal Lecter, lo psichiatra assassino protagonista de "Il silenzio degli innocenti", consacra il talento di Sir Anthony Hopkins nell'olimpo hollywoodiano.
Al suddetto "gigante" del cinema internazionale scoperto da Laurence Olivier, Iris dedica una retrospettiva monografica di sette pellicole di culto.
In locandina spicca, per la prima serata del 1° aprile, il dramma diretto da Steven Zaillian sull'ascesa del governatore della Louisiana Huey P. Long, "Tutti gli uomini del Re" (2006). Per quest'opera, tratta dall'omonimo romanzo premio Pulitzer di Robert Penn Warren, e tra le ultime pellicole girate a New Orleans prima dell'uragano Katrina, un cast di soli premi Oscar: oltre a Hopkins, Sean Penn e Kate Winslet.
In seconda serata, è la volta di "Titus" (Julie Taymor-1999), primo adattamento cinematografico della tragedia shakespeariana "Tito Andronico". Ambientato in un tempo metastorico e onirico, nel film divise e monumenti dell'antica Roma convivono con abiti e auto Ottocenteschi. Al fianco dell'attore gallese, Jessica Lange nei panni di Tamora.
L'11 marzo, in prime-time, apre la rassegna "L'urlo dell'odio" (di Lee Tamahori e sceneggiato da David Mamet), classico film di sopravvivenza alla Robinson Crusoe ambientato in Alaska.
A seguire, il pluripremiato "Elephant Man" (1980), horror in bianco e nero sul mostruoso John C. Merrick, giovane affetto dalla sindrome di Proteo. La pellicola, diretta da un giovane David Lynch, ha ricevuto otto candidature agli Academy Awards.
"Actor's Studio-Anthony Hopkins" prosegue con "Cuori in Atlantide" (Scott Hicks-2001), "Instinct" (Jon Turteltaub-1999) e il prequel della saga di successo mondiale su Hannibal Lecter, "Red Dragon" (Brett Ratner-2002).