I fatti: l'emittente televisiva salernitana LIRATV, in estate, si è aggiudicata i diritti per trasmettere mediante tecnologia analogica le partite della Salernitana Calcio 1919 in differita in quanto, nel regolamento, non era prevista, almeno fino ad oggi, la possibilità di trasmettere in diretta l'avvenimento agonistico se non a pagamento e per i telespettatori del digitale terrestre.
E' di oggi la notizia di una improvvisa quanto stravagante riapertura dei termini per la cessione dei diritti televisivi satellitari in chiaro, eventualità fino ad ora non prevista dal regolamento. Il problema è il seguente: nella libera concorrenza è tutto lecito ma perché far sottoscrivere un contratto a determinate emittenti con numerosi vincoli e paletti salvo poi, in corso d'opera, cambiare le carte in tavola e quindi le regole e consentire ad altre TV di fare ciò che in un primo momento era stato negato? Ed il cambio di regole perché non è stato comunicato alle emittenti esclusiviste?
In pratica le partite in diretta, così come si evince dal regolamento della Lega Calcio di serie C, potevano essere trasmesse solo sul digitale terrestre criptato con obbligo da parte del telespettatore di sottoscrivere un relativo abbonamento. In pratica lo stesso principio usato da Sky con i propri abbonati.
Il digitale terrestre però si è rivelato un flop ecco che dunque la Lega, visti i suoi introiti notevolmente ridotti dall'accordo con la Rai, ha pensato bene di cambiare le regole dando il via libera alla trasmissione via satellite in diretta ed in chiaro delle partite del campionato di Serie C.
Risultato? Penalizzate le emittenti televisive e radiofoniche che avevano gareggiato in estate per aggiudicarsi i diritti in analogico a suon di quattrini, penalizzate soprattutto le società di calcio che vedranno gli stadi sempre più vuoti e con introiti al botteghino ridotti all'osso. Penalizzato anche l'Erario che dalla mancata vendita dei biglietti e dall'eccessiva liberalizzazione si ritroverà con un pugno di mosche in mano.