Mediaset vs Vivendi: Ben Ammar: «Per ora niente dialogo ma mai dire mai»

Mediaset vs Vivendi: Ben Ammar: «Per ora niente dialogo ma mai dire mai»

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Fonte: Agenzie

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Economia
  mercoledì, 22 marzo 2017
 18:57

Mediaset vs Vivendi: Ben Ammar: «Per ora niente dialogo ma mai dire mai»Mediaset, Fininvest e Vivendi dovranno presentare entro 15 giorni la domanda relativa al tentativo di mediazione circa le richieste danni da reputazione presentate da Vivendi e Mediaset-Fininvest per la vicenda del mancato rispetto del contratto di vendita di Premium. È quanto si legge nell'ordinanza del giudice Vincenzo Perozziello che ha sciolto la riserva sulla procedibilità delle richieste danni reputazionali e fissato la prossima udienza per il 24 ottobre prossimo alle ore 12.

Nell'ordinanza il giudice ha preso atto della eccezione sollevata da Mediaset e da Fininvest sulla assoggettabilità a mediazione obbligatoria della domanda di risarcimento danni presentata da Vivendi, questione su cui la difesa del gruppo francese si è rimessa alla valutazione del giudice. Vivendi ha presentato a fine febbraio una richiesta risarcitoria per danni reputazionali sulla campagna mediatica di Mediaset dopo la mancata implementazione del contratto Premium. Ieri Mediaset e Fininvest hanno presentato una richiesta danni reputazionali a seguito di dichiarazioni rese dal ceo di Vivendi. «Non c'è stato alcun dialogo per adesso, ma 'never say never', mai dire mai». A dirlo è Tarak Ben Ammar, a proposito delle relazioni tra Vivendi e Mediaset, all'indomani della prima udienza al tribunale di Milano sulla vicenda Premium che oppone i due gruppi.

«Sono un uomo di pace, di guerre non me ne occupo. Se ne occupano gli avvocati», premette Ben Ammar, interpellato all'uscita del cda di Mediobanca di cui fa parte. «Mi auguro che la ragione prevalga, le guerre non giovano alle aziende e poi non sono guerre, sono soltanto affari. Come dicono gli americani non c'è nulla di personale. È solo business. Speriamo che l'emotività venga messa da parte», aggiunge il finanziere e produttore franco-tunisino, sottolineando che «la pace per gli affari è sempre meglio della guerra che arricchisce solo gli avvocati, non le aziende. Mi auguro che, poichè Bollorè è un grande imprenditore, intelligente e anche Berlusconi lo è, una volta messo da parte chi ha torto e chi ha ragione, mi auguro che torniamo alla base e lasciamo la guerra alla Siria».

Quanto al ruolo di paciere che Ben Ammar potrebbe avere tre le due parti, la risposta è

«se vogliono me sono a disposizione, se vogliono gli avvocati non hanno bisogno di me. Sono a disposizione degli amici». «Mi auguro che la ragione prevalga. Le guerre non giovano alle aziende, e speriamo che la emotività venga messa da parte. E poi non sono guerre, sono soltanto affari. Come dicono gli americani non c'è nulla di personale, è solo business».

L'ha detto Tarak Ben Ammar parlando della vicenda Mediaset-Vivendi, aggiungendo che

«poi i patti vanno rispettati, i contratti vanno rispettati, le regole vanno rispettate. Magistratura, Agcom e Consob stanno facendo il loro lavoro, aspettiamo quello che ci dicono».

Ben Ammar ha sottolineato che

«la pace per gli affari è sempre meglio della guerra che arricchisce solo gli avvocati, non le aziende. Mi auguro che poiché Bollorè è un grande imprenditore intelligente e anche Berlusconi lo è, una volta messo da parte chi ha torto e chi ha ragione e anche l'emotività, mi auguro che torniamo alla base e lasciamo la guerra alla Siria o all'Iraq».

E ha chi gli ha chiesto se potrebbe essere un paciere, ha risposto:

«se vogliono me io sono a disposizione degli amici, se vogliono gli avvocati non hanno bisogno di me». «Onestamente non sono coinvolto, dunque non lo so. Oggi il movimento mondiale del digitale, dei contenuti, della telefonia va ad una tale velocità che niente è escluso e niente è confermato».

È la risposta del finanziere Tarak Ben Ammar, a chi gli ha chiesto se sia a conoscenza di ipotesi di intese tra Mediaset e Telecom per le gare dei diritti del calcio in tv. «Penso - ha detto il finanziere, che domani parteciperà al Cda di Telecom a Roma - che la prima cosa che Telecom ha è l'assemblea e il nuovo cda» 

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