Mediaset, ok fusione e holding in Olanda ma Vivendi attacca

Mediaset, ok fusione e holding in Olanda ma Vivendi attacca

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Fonte: Ansa

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Economia
  mercoledì, 04 settembre 2019
 21:38

Mediaset, ok fusione e holding in Olanda ma Vivendi attaccaGiornata storica per Mediaset: l'assemblea ha varato la fusione con la controllata spagnola e soprattutto l'avvio della holding in Olanda dove il Biscione vuole spostare la sede non fiscale della società che conterrà tutte le sue attività e partecipazioni. Ora, per quella che è anche la piattaforma per le alleanze internazionali e che trova la fortissima contrarietà del socio 'nemicò Vivendi, manca solo il superamento dell'ostacolo recesso, nel caso venisse esercitato da una quota consistente di azionisti.

Ma anche per questo il Biscione si è attrezzato e quindi l'attacco di Vivendi è particolarmente violento. L'assemblea del Biscione ha infatti approvato la fusione con Mediaset Espana (che a sua volta ha dato via libera) e lo statuto della holding MediaforEurope con i voti favorevoli sostenuti da Fininvest del 78% dei presenti, mentre i contrari con Vivendi sono stati il 21%. Ai francesi, che contano sul 9,9% dei diritti di voto nel gruppo televisivo italiano, sarebbe bastato raggiungere un terzo di 'nò per bloccare il progetto e la mancata partecipazione della fiduciaria Simon, nella quale hanno depositato oltre il 19% del capitale del Biscione, è stata quindi decisiva. Vivendi infatti è stata ammessa al voto da un provvedimento del Tribunale di Milano, mentre verso Simon - che non ha presentato ricorsi per questa assemblea - il Cda di Mediaset ha avuto gioco facile a ribadire il suo divieto al voto, in quanto il Biscione ritiene contraria alle norme l'acquisizione dell'intera quota dei francesi. Vivendi definisce quindi «illegale» l'assemblea, affermando che «gli amministratori di Mediaset stanno trascinando la società in gravi controversie». Opposto ovviamente il parere del presidente del Biscione Fedele Confalonieri, che ribadisce come l'assise sia «perfettamente legale e allineata con le disposizioni del Tribunale».

Ora ci sono 15 giorni in Italia dal deposito dell'esito dell'assemblea nel Registro delle imprese di Milano e 30 giorni in Spagna per poter esercitare il recesso, ma Pier Silvio Berlusconi è convinto che «Vivendi non ha alcuna intenzione di recedere» e comunque «siamo tranquilli, perché ci sono altri investitori pronti a entrare». La Borsa dava per scontato il via libera all'operazione e ha chiuso con Mediaset in aumento dell'1,3% in linea con il listino generale a 2,81 euro, poco sopra i 2,77 che vengono riconosciuti in caso di recesso. Un prezzo che, unito a una bassa valutazione di Mediaset Espana e al concambio già stabilito, ha portato sia Vivendi (che ha comprato poco più dell'1%) sia Mediaset, che investirà fino a 50 milioni, ad acquistare azioni della società spagnola. Ora si attende la scelta dei francesi, che minacciano azioni legali. Un piano sul quale si usano toni molto forti, con risultati però spostati nel tempo: la prossima udienza della causa miliardaria di Mediaset e Fininvest contro Vivendi per il mancato acquisto di Premium, l'inizio dello scontro ancora in atto, è stata fissata tra oltre un anno, il 15 settembre 2020.

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