Il professor Venkatesan Renugopalakrishnan della Harvard Medic School (Boston, MA), ha annunciato questa settimana alla "International Conference on Nanoscience and Nanotechnology" a Brisbane, Australia, che un DVD ricoperto di uno strato di proteine, realizzate mediante alterazioni genetiche delle proteine stesse, può contenere fino a 50.000 gigabytes (circa 50 terabyte) di informazioni. Il che renderebbe dei ferrivecchi gli attuali (ma ancora pressoché introvabili...) Blue Ray e HD DVD. Secondo Renugopalakrishnan tali nuovi supporti saranno presto indispensabili alle strutture militari, all'industria medicale e anche a quella dell'intrattenimento.
Fondamentale nello sviluppo dei nuovi supporti sarebbe una proteina ad attivazione fotonica trovata nella membrana di un Halobacterium che si trova in paludi d'acqua salata. La proteina, denominata bacteriorhodopsin (bR), è capace di catturare e immagazzinare la luce del sole e di convertirla in energia chimica. Successivamentei ricercatori interverrebbero con modificazioni genetiche sul DNA della proteina per fissare nel tempo tali capacità eccezionali che altrimenti avrebbero brevissima durata (poche ore o poco più).
La grande industria ovviamente è già stata coinvolta: in collaborazione con l'azienda giapponese NEC infatti il team di Renugopalakrishnan ha già prodotto un prototipo e si stima che un supporto esterno USB potrebbe essere commercializzato nel periodo, straordinariamente breve, di soli 12 mesi, mentre per i veri e propri DVD sarebbero necessari tra i 18 e i 24 mesi.
La ricerca è finanziata da una serie di isitituzioni ed enti militari, governative, accademiche e commerciali soprattutto degli USA, ma anche dell'Unione Europea.