Impianti satellitari, favorita la parabola centralizzata

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Satellite / Estero
  martedì, 23 ottobre 2007
 00:00

Un gran numero di edifici condominiali non dispone dei rimpianto televisivo centralizzato, mentre è in forte aumento il numero di antenne paraboliche che hanno ormai invaso i balconi, i tetti e le facciate delle case.

Il diritto all'installazione di antenne, d'altro canto, ha natura personale e come tale può essere esercitato per il solo fatto di abitare nello stabile, indipendentemente dalla qualità di condomino.

L'importante è che la richiesta provenga da un inquilino o condomino dell'edificio interessato e non già di un altro stabile, sia pure vicino o confinante, salva la possibilità di costituire contrattualmente una servitù a titolo oneroso.

Neanche la presenza di un'antenna centralizzata nel condominio può legittimare l'assemblea a vietare al singolo condomino di installare sul tetto comune o sulla sua proprietà esclusiva una propria antenna.

Inoltre, il condomino non può opporsi al passaggio di condutture e fili nel suo immobile, se essi sono necessari a soddisfare le esigenze di altri inquilini o condomini, purché vengano collocati in modo tale da non impedire il libero uso del bene secondo la sua destinazione.

In sostanza, il diritto all'installazione di un'antenna e dei relativi accessori trova limite solo nel pari diritto di un altro condomino o di un altro inquilino dello stabile, nonché nel divieto di pregiudicare in misura apprezzabile i diritti di colui che deve comunque sopportare l'installazione nel proprio immobile.

Fornite queste premesse, va detto però che lo sviluppo di nuove tecnologie ha reso necessaria una specifica normativa per favorirne la diffusione. E come sì proprio al fine di evitare che l'accesso a queste tecnologie da parte del singolo utente si traduca in un selvaggio aumento di antenne paraboliche, si è sentito il bisogno di ridurre le maggioranze con cui l'assemblea può deliberare l'installazione di antenne analogiche o digitali centralizzate: sia in prima che in seconda convocazione la delibera può ora essere approvata con un numero di voti rappresentante il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell'edificio.

Tutti i condomini devono partecipare alla spesa per l'installazione del nuovo impianto, compresi quelli che hanno manifestato il proprio parere contrario oppure che.non intendono collegarsi con l'antenna centralizzato perché ritengono di continuare a usare il loro impiantò singolo.

Al dilagare delle antenne paraboliche, il legislatore ha voluto porre rimedio introducendo il concetto di "innovazione necessaria'  Una normativa, quindi, palesemente a favore della centralizzazione degli impianti di ricezione, che non vieta tuttavia al singolo condomino di continuare ad avvalersi di una antenna individuale ovvero di decidere di non usufruire dell'impianto centralizzato eventualmente deliberato dall'assemblea.

Peraltro, la presenza dell'antenna centralizzata non impedisce l'installazione di singoli impianti.

Va ricordato, infine, l'articolo 3, comma 13, della legge 31 luglio 1997 numero 249, nel quale si dice che, a partire dal gennaio 1998 gli immobili composti da più unità abitative, siano essi di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione generale, per la ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari si avvalgono «di norma» di antenne collettive.

Di fatto, si tratta solo un'indicazione, perché non sono previste sanzioni per la mancata installazione dell'impianto centralizzato. Veri e propri obblighi possono essere invece stabiliti con regolamenti comunali: a questo livello si notano rilevanti differenze tra quanto deciso dai vari Comuni La stessa legge vincolava gli enti a emanare un regolamento quantomeno per le antenne paraboliche nei centri storici, al fine di garantire la salvaguardia degli aspetti paesaggistici

Augusto Cirla
per "Il Sole 24 Ore"

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