Dalla Chiara svela i segreti del prossimo Sat Expo

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Fonte: Il Corriere delle Comunicazioni

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Satellite / Estero
  lunedì, 11 febbraio 2008
 00:00

Roma Capitale. Anche dei satelliti. Dopo l'espansione del Polo Tecnologico tiburtino, dove hanno sede aziende del calibro di Telespazio, anche Sat Expo, la kermesse annuale dedicata alle Tic satellitari, sbarca sul Tevere. Un modo per sottolineare come la città sia diventa un punto di riferimento importante di un settore produttivo che, in Italia, ha visto lanciare progetti strategici quali Galileo e Cosmo SkyMed. Paolo Dalla Chiara, presidente di Sat Expo, spiega le ragioni di questa scelta.

Dal 27 al 29 marzo sarà dunque la Fiera di Roma ad ospitare Sat Expo.
Abbiamo pensato a Roma in quanto sede storica della tradizione aerospaziale italiana, che ben si presta ad essere cornice di un evento, come è Sat Expo, che ambisce ad essere scenario di riferimento dell'assetto spaziale europeo e italiano, ma allo spesso tempo un ponte di comunicazione con i nuovi paesi emergenti: quelli balcanici e quelli mediterranei, in particolare, prossimi fruitori di servizi Tlc avanzati e di applicazioni spaziali. Ma la scelta è dettata anche dalla volontà di valorizzare la spinta all'innovazione dei distretto aerospaziali italiani.

Come è cambiata la ricerca spaziale negli ultimi anni?
In 50 anni la ricerca ha permesso la creazione dell'infrastruttura necessaria per qualunque forma di comunicazione. Tutto oggi è scambio di comunicazione. E anche se avviene attraverso canali diversi ed eterogenei come la fibra o i ponti radio, trova nell'infrastruttura satellitare il naturale tessuto connettivo per potere espandersi, convergere ed integrarsi. Un'infrastruttura di grande valore strategico, senza la quale non possono essere realizzati - e neppure immaginati - servizi come la trasmissione televisiva, i sistemi di navigazione, il monitoraggio territoriale e ambientale, la telefonia. Inoltre, una rete integrata di satelliti e infrastrutture terrestri capace di portare il segnale anche dove sarebbe impossibile, permette una riduzione effettiva del digital divide.

In questo contesto di "irrinunciabilità" dei sistemi satellitari, come si colloca Sat Expo?
L'obbiettivo di Sat Expo è quello di fare sistema tra i segmenti dell'aerospazio: la ricerca spaziale, lanci e missioni, applicazioni legate all'osservazione della terra, al sistema di navigazione Galileo, al sostegno di tutta l'infrastruttura terrestre, che senza quella satellitare non potrebbe svolgere il suo compito. Penso alle piattaforme tecnologiche della Pubblica Anmiinistrazione che molto guadagnerebbero in termini di erogazione di servizi efficaci con l'uso del satellite.

Sat Expo può vantare la presenza di importanti istituzioni...
La presenza di organismi come l'Asi e l'Esa è il grande risultato ottenuto da Giorgio Zappa presidente onorario del Comitato promotore di Sat Expo e da Giuliano Berretta del Comitato scientifico che già nel 1995 ebbero la grande intuizione di vedere nello spazio im grande scenario competitivo e produttivo. Con questi consensi "istuzionali" e grazie anche alla collaborazione con la Nuova Fiera di Roma, Sat Expo ha già ottenuto l'adesione dei maggiori player europei, dai carrier come Eutelsat e Astra, alle industrie, il Gruppo Finmeccanica, Eads, Thales-AleniaSpace e, infine, di Pmi e incubatoli, ovvero di quei motori che spingono sull' dell'implementazione delle applicazioni spaziali.

Anche quest'anno il pubblico di riferimento è quello business?
Il pubblico di Sat Expo nasce business, ma quest'anno abbiamo pensato di aprire lo spazio anche ai consumer. In particolare per il 29 marzo è previsto un corso di orientamento per la Facoltà di Ingegneria aerospaziale e la Scuola di astronautica dell'Università la Sapienza rivolto a tutti gli studenti interessati. Il nostro obbiettivo finale, però, è quello di mettere i decisori e gli utilizzatori di servizi a contatto con i produttori e i fornitori. Il ventaglio dei convegni rifletterà le tematiche della manifestazione - dall'aerospazio, all'ossevazione della terra passando per la televisione e la telemedicina con la presenza di Medmatica. - con un focus di carattere internazionale e nazionale, proprio a sottolineare come Sat Expo voglia, svolgere questa azione convergente.

Per quanto riguarda invece il tradizionale focus sul broadcasting?
Verterà sulle nuove possibilità trasmissive in HD, 3D, Data Broadcasting, Digital Sat, Dual Use, con un padiglione dedicato alla Digital Tv e agli utilizzatori finali come l'Ebu e la Rai.

Massimo Caruso
per "Il Corriere delle Comunicazioni"

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