Francia, via oggi gli spot dalla televisione pubblica: parte la riforma Sarkozy

Francia, via oggi gli spot dalla televisione pubblica: parte la riforma Sarkozy

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Fonte: unita.it

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Satellite / Estero
  lunedì, 05 gennaio 2009
 00:00
Stop alle pause pubblicitarie, via gli spot tra un programma e l’altro. Da oggi la televisione pubblica francese volta pagina: a partire dalle 20 fino alle 6 non ci saranno più «consigli per gli acquisti», e dal 2011 la fascia “liberata” sarà totale, 24 ore su 24.
 
La misura Sarkozy, annunciata un anno fa dall’inquilino dell’Eliseo nella sorpresa generale dei gestori delle telecomunicazioni nazionali, prenderà così corpo modificando, e non di poco, i palinsesti delle principali emittenti del servizio pubblico, France 2 e France 3, nonché delle sorelle France 4, France 5 e France O. In particolare, ad essere sconvolto sarà il prime time, la fascia della prima serata, che sarà anticipata alle 20.35, qualche minuto dopo la conclusione dei tg della sera. Tanto basta per suscitare un probabile effetto domino in tutta la televisione francese.
 
Il provvedimento, che di certo accontenterà milioni di telespettatori con una programmazione senza più soluzione di continuità, pone infatti non pochi interrogativi sul futuro delle tv private, dove l’anticipazione del prime time potrebbe scatenare un adeguamento dei palinsesti dei servizi di informazione.

Le altre tv, dove la pubblicità non sarà toccata, potrebbero infatti avere una ricaduta in termini di ascolti durante il prime time, dovuta all’anticipazione di certa programmazione pubblica, fino a ieri parallela a quella privata, e dunque alla possibile fuga dei telespettatori verso la concorrenza. Per il momento, la principale rete privata, Tf1, attraverso il suo direttore dell'informazione, Jean-Claude Dassier, ha annunciato di non seguire le tv pubbliche, fissando l’inizio del prime time alle 20.50. Ma per il futuro, Jean-Claude Dossier ha annunciato «pragmatismo», ovvero la possibilità di stravolgere il palinsesto in caso di un calo di ascolti. L'altra tv privata più forte, M6, ha fatto invece già sapere che anticiperà di una decina di minuti la sua prima serata. Mentre Canal Plus, principale tv a pagamento, aspetta, come Tf1, e non cambia i suoi orari: «vediamo se la gente si muove».
 
Intanto, la misura di Sarkozy ha suscitato e continua a suscitare un mare di polemiche. La prima riguarda il presunto regalo fatto alle tv private, in particolare a Tf1, che continueranno a trasmettere pubblicità e dunque ad assicurarsi introiti maggiori rispetto al servizio pubblico. L'altra riguarda il timore per i finanziamenti del servizio pubblico France Televisions, che ha circa 11.000 dipendenti - fra impiegati, giornalisti, tecnici - nelle cinque reti televisive. Il mancato introito in termini di pubblicità per il servizio pubblico - stimato in 450 milioni di euro - sarà compensato almeno per quest'anno da una tassa, fra l'1,5% e il 3%, applicata sulle reti televisive private che raggiungono gli 11 milioni di fatturato pubblicitario.
 
Un'altra tassa dello 0,9% sarà creata sui servizi forniti dagli operatori di telecomunicazioni, che hanno un fatturato superiore ai 5 milioni di euro. Il canone televisivo a favore del servizio pubblico sarà invece mantenuto e indicizzato sul tasso d'inflazione. Tuttavia, nessuno in Francia è in grado, oggi, di assicurare il futuro mantenimento dell’efficienza del servizio pubblico dopo la soppressione degli spot, soltanto attraverso il canone e le nuove tasse provenienti dal settore privato. Per questo motivo, e per le altre misure della riforma del settore radiotelevisivo pubblico, che prevedono anche di affidare al governo la nomina del presidente di France Televisions - prima di competenza dell’authority televisiva, il Csa (Conseil Superieur de l'Audiovisuel) – i sindacati sono già sul piede di guerra da tempo, e per il futuro promettono scioperi e atti di protesta.
 

Il video di France 2 che annuncia
l'anticipo della prima serata alle ore 20.35

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