Il 21 Giugno parte il nuovo palinsesto di Rai International

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Fonte: Tiv

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Satellite / Estero
  domenica, 03 giugno 2007
 00:00

Il meglio dei programmi della Rai, insieme a prodotti originali per le comunità italiane all'estero e per tutti coloro che hanno con il Belpaese un legame d'origine o anche solo di curiosità, per difendere la competitività del prodotto italiano nel complesso mercato radiotelevisivo internazionale.

È questa la mission di Rai lnternational, nata nel 1995 dall'esperienza della precedente direzione Esteri della Rai.

Da allora, opera in convenzione con la Presidenza del Consiglio, diffondendo via satellite tre canali televisivi differenziati in base ai diversi target geografici: uno per le Americhe (America Latina, Stati Uniti e Canada), uno per l'Australia, un altro per Asia e Africa; con la nuova convenzione, ne partirà un quarto per l'Europa.

Il budget è di circa 70mln di euro (metà da viale Mazzini e metà dalla convenzione). I tre canali trasmettono, ovviamente in orar differenziati in relazione al fuso, un palinsesto, per ora unico, ma che «progressivamente, e compatibilmente con le risorse che l'azienda ci metterà a disposizione», precisa il direttore Piero Badaloni, «stiamo differenziando anche nei contenuti per le tre aree»,

A fine marzo è stata rinnovata la convenzione tra la Rai e Palazzo Chigi, ma il restyling del canale - a partire dal nome, che potrebbe cambiare in Rai Italia - ha preso il via già dal Natale scorso, quando è stato chiamato alla direzione Piero Badaloni.

Dal 21 giugno si rinnoverà completamente il pacchetto di programmi «per rendere più compatibile con le aspettative del pubblico il canale», spiega Badaloni.

Rai International«Il punto di partenza, nonché stimola per migliorare. è stata una relazione del ministero degli Esteri (realizzata ogni anno e resa pubblica durante l'estate) che, attraverso la rete delle 109 ambasciate presenti nei territori dove vivono le comunità di italiani, rileva il gradimento del canale.  Dall'ultima sono emersi un grado di insoddisfazione pari all'86% degli abbonati che vivono in Asia e America e una forte richiesta di alzare il livello qualitativo della programmazione, chiedendo più programmi dedicati all'arte, al cinema e alla cultura, che parlino della ricchezza del patrimonio archeologico, artistico e culturale italiano. L'obiettivo è, dunque, quello di trasformare questo canale, che era la Cenerentola della Rai, a biglietto da visita della Rai all'estero. Però la Rai deve metterci in condizione di poter realizzare questo obiettivo, con mezzi adeguati»

Rai lnternational ha una rete di propri collaboratori e inviati all'estero, ma è per lo più un canale di sinergia, che si appoggia alle sedi di corrispondenza della Rai: il palinsesto viene costruito, in parte con una selezione dei programmi dei tre canali Rai (cui Badaloni ha aggiunto RaiEducational e RaiSat), in parte con programmi autoprodotti che, precisa il direttore, «devono rappresentare un valore aggiunto, cioè occupasi di temi e di contenuti che non sono trattati dalle altre reti Rai».

L'informazione segue lo stesso principio e alle news dei tre tg Rai si aggiungono quelle della redazione giornalistica d Rai International.

Piero BadaloniNel programma contenitore di news, in onda da aprile tra le 13 e le 14, si parte con i titoli del Tg2, ci si collega con Tg1 alle 13.30 e !n chiusura si mandano le anticipazioni del Tg3.

Per tutti gli aggiornamenti flash con l'informazione, ci sono forti interazioni con RaiNews24, con il quale Rai lnternational intende altresì rilanciare il canale RaiMed dedicato all'area mediterranea.

«A breve, in virtù di un accordo con la Tgr», aggiunge Badaloni, «diventeranno operative le collaborazioni avviate con le testate regionali della Rai. È quella che chiamo informazione "glocal", un filo diretto tra le comunità di italiani all'estero e le relative Regioni d'origine».

L'accordo, in dirittura d'arrivo, con la consociata RaiSat prevede un corrispettivo economico per trasmettere sul canale internazionale i programmi andati in onda sui satellitari Rai.

«Con le tre reti Rai e per RaiEducational, invece», prosegue Badaloni, «il problema non è tanto l'acquisto dei filmati quanto l'acquisto dei diritti sportivi gestiti da RaiTrade e dei diritti relativi alla diffusione all'estero di programmi pensati solo per l'Italia».

Elena Rembaldo
per "Tivù"

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