Sfida Sky-Comex: il decoder è mio e lo gestisco io

News inserita da:

Fonte: L'Espresso

S
Sky Italia
  giovedì, 25 ottobre 2007
 00:00
«Dateci la licenza, non potete avere il monopolio dei decoder per la tivù satellitare...

« Nessun monopolio, vogliamo solo difenderci dalla pirateria e con prodotti simili al vostro, su altri mercati, i comportamenti illegali hanno dilagato».

È con concetti simili a questi, immaginari ma molto realisti, che da tre anni si affrontano a muso duro il "Davide" Comex di Ravenna e il '"Golia" Sky Italia.

La Comex, una specie di public company (80 soci, nessuno con più del 15 per cento) che fattura 12 milioni di euro con l'informatica professionale, dal 2004 chiede a Sky la licenza per poter mettere sul mercato un decoder multi-funzione. In pratica, un computer che è in grado non solo di leggere la card della tivù a pagamento del gruppo guidato da Rupert Murdoch, ma anche di navigare su Internet, inviare e ricevere mail, registrare i programmi.

La Comex si è rivolta alla Agcom, l'autorità garante sulle telecomunicazioni presieduta da Corrado Calabro, che nel febbraio scorso ha emesso una delibera in cui si invitava Sky Italia a comunicare entro tutte le condizioni «comprese quelle tecniche, di sicurezza e commerciali, richieste per la concessione della licenza relativa al sistema di accesso condizionato "Videoguard" così come personalizzato per Sky Italia».

La televisione a pagamento ha obbedito e, a marzo, ha reso note le condizioni di sicurezza richieste a tutti i produttori di Set Top Box.

«Abbiamo invitato Comex a discutere nel merito, rendendoci disponibili ad aprire una trattativa. Comex ha declinato l'offerta»
, dice Tullio Camiglien capo delle relazioni esterne di Sky.

«Non è vero, negli atti depositati all'Autorità non c'è traccia di questa disponibilità. Noi vogliamo produrre un ricevitore col nostro marchio, da vendere, con la licenza Sky», ribatte Massimo Zannoni, direttore commerciale e azionista di Comex, «e invece Sky continua a fare obiezioni, e noi non riusciamo a commercializzare il decoder».

Secondo Sky i decoder collegabili a Internet sono pericolosi perché consentono nuove e più insidiose forme di pirateria e ciò, fanno capire, «sarebbe un danno potenzialmente enorme non solo per Sky, ma anche per i produttori e i fornitori di contenuti nazionali e internazionali».

A metà novembre, il consiglio dell'Agcom discuterà della vicenda: metterà la parola fine alla querelle?

Nell'attesa, qualche malizioso immagina che a Mediaset possano seguire con favore la crociata anti-Sky della Comex, una sorta di grimaldello per riaprire i giochi nel settore della pay-tv.

Da Ravenna negano: «Non ci interessa favorire qualcuno. Vogliamo solo poter vendere il nostro decoder».

Maurizio Maggi
per "L'Espresso"

Ultimi Video

  • Spot TIM - Il calcio, la piu grande passione degli italiani

    Spot TIM - Il calcio, la piu grande passione degli italiani

    TIM dedica al calcio il suo nuovo spot istituzionale che racconta oltre 100 anni della più grande passione sportiva degli italiani, attraverso l’evoluzione dei mezzi di comunicazione nel ...
    T
    Televisione
      mercoledì, 16 giugno 2021
  • Secondo video tutorial (Risintonizzazione) verso digitale terrestre DVB-T2

    Secondo video tutorial (Risintonizzazione) verso digitale terrestre DVB-T2

    Nel corso del 2021, si attuerà progressivamente il processo di riorganizzazione delle frequenze tra emittenti televisive con conseguente necessità per gli utenti di dover risintonizzare ...
    D
    Digitale Terrestre
      martedì, 09 marzo 2021
  • Tech Talk Ott & Streaming 9 Marzo 2021 (diretta)

    Tech Talk Ott & Streaming 9 Marzo 2021 (diretta)

    24esimo appuntamento in diretta streaming con i TECH TALK, organizzati da Comunicare Digitale in collaborazione con Digital-News.it. Un percorso di informazione con edizioni anche in lingua inglese e ...
    T
    Televisione
      martedì, 09 marzo 2021

Palinsesti TV