Siracusa, giro di card false delle pay-tv, 133 denunciati - UPDATE

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Fonte: Adnkronos / TgCom

S
Sky Italia
  martedì, 19 febbraio 2008
 00:00
E' di 133 persone denunciate, piu' di 3.000 smart card, 102 computer e 2.000 apparecchi per la clonazione delle carte tv false, il bilancio di una vasta operaizone condotta dalla Guardia di Finanza di Siracusa, che sta eseguendo numerose perquisizioni sia in Italia che all'estero, soprattutto in Polonia, Malta, Grecia, Olanda, Francia.

L'indagine e' durata tre anni circa e ha riguardato un giro internazionale di clonazione di carte abilitate alla visione dei programmi per la "pay tv". Nell'inchiesta sono coinvolti anche i responsabili di alcuni organismi contro la pirateria informatica, diventati, secondo quanto dicono i magistrati, veri e propri complici degli 'hacker'. Chiesto il rinvio a giudizio di 26 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei delitti in materia informatica.
 
UPDATE ore 16.30
(Giosco) - L'attività investigativa era stata avviata dopo il sequestro di un grosso quantitativo di schede programmate per la decriptazione del segnale di Sky. La Guardia di Finanza di Siracusa, che ha istituito una speciale "task force" presso il Nucleo di Polizia Tributaria, ha ricostruito una fitta rete di contatti tra "hacker" europei che, attraverso siti web appositamente creati, scambiavano i dati raccolti sui sistemi di codifica delle pay tv in maniera capillare tanto da renderli di comune dominio in modo che anche i meno esperti potessero cimentarsi con artigianali programmatori di card (i cosidetti "smart mouse").

L'organizzazione aveva caratteristiche di una vera e propria filiera, vincolata gerarchicamente nelle varie fasi fin dal reperimento della smart card dismesse alla clonazione, diffusione, distribuzione e vendita. Talvolta i pirati, molti dei quali proprietari di negozi regolarmente riconosciuti, fornivano un "pacchetto completo" comprensivo di installazione
di parabola, decoder e smart card clonata nonché di assistenza post vendita.

Il soggetto di maggior spessore dell'organizzazione italiana usava il nick name "Linixone", e aveva base operativa in Campania ma contatti in Europa e con società del settore in tutto il mondo. "Linixone", peraltro, era pagato dalla NDS, operatore leader nel settore della sicurezza dei programmi ad accesso condizionato al fine di verificare l'inviolabilità dei prodotti immessi sul mercato, secondo un prassi comune che arruola gli 'hacker' per i test di sicurezza.

Implicati a vario titolo, anche altri numerosi operatori dell'antipirateria tra cui esperti internazionali, periti chiamati ad analizzare il materiale sequestrato nonché apartenenti a forze dell'ordine.

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