Così, a prima vista, hanno ragione tutti e due. Però l'Auditel, il cui meccanismo di rilevamento è fra i più avanzati e attendibili in Europa, è pagata da Rai e Mediaset e, anche se l'Upa fa da garante, incombe il fantasma del controllato che si traveste da controllore. Negli Usa, per non creare confusione, la società di rilevamento è un ente terzo, cui vengono pagati i servizi richiesti.
La nostra è una tv in fase di grande mutamento: cambiano i modelli di offerta (tv generalista vs paytv), cambiano le piattaforme di distribuzione, cambiano le modalità di visione. La paura di Mockridge è che in questa particolare situazione l'audience della tv digitale non sia sufficientemente rappresentata e che, di conseguenza, nella lettura dei dati, si vada inevitabilmente incontro a una sottostima, per difetto di taratura. Del resto, in campo statistico, gli errori più vistosi si fanno proprio sui piccoli numeri: famosa è la volta in cui l'Auditel accreditò un pubblico consistente a un monoscopio notturno.
«Con Sky - ribatte Pancini (nella foto) - Auditel ha rapporti assolutamente corretti all'interno del comitato tecnico, come ha rilevato anche l'Autorità per le comunicazioni, e ha costruito molte cose, come l'apposito panel per la rilevazione degli ascolti satellitari». Vero, ha ragione Pancini; curioso però che a far parte dell'Autorità garante siano stati chiamati anche uomini in passato legati ad aziende televisive. È difficile in Italia costituire enti totalmente neutrali.
La mia preoccupazione è un'altra: ma esiste una persona impegnata nel lavoro, oberato di responsabilità, magari di buoni studi che si lasci installare in casa la «tortura» dell'Auditel? E non è, questo signore, il campione più rappresentativo del pubblico di nicchia?
per "Il Corriere della Sera"