Da Sky Cinema un inedito d'eccezione: il canale satellitare realizza, in versione italiana, una serie tv americana. È In Treatment, realizzata da Hbo, che ora diventa 'In Treatment - L'appuntamento, in onda su Sky Cinema 1 da aprile prossimo in 35 episodi dal lunedì al venerdì, diretta da Saverio Costanzo, con Sergio Castellitto nel ruolo cruciale dell'analista.
È, infatti, attorno alle sue sedute terapeutiche che si tesse la narrazione, come accade naturalmente anche nella versione originale, israeliana e poi americana. «Una bella occasione per dimostrare che sappiamo fare meglio degli americani», dice nel corso della conferenza stampa Lorenzo Mieli, presidente di Wildside, che produce la soap.
Sì perchè, a dispetto del prodotto realmente sofisticato, si tratta proprio di soap, avendone, spiega Mieli, la tipica struttura: «30 minuti al giorno dal lunedì al venerdì, anche se il livello della scrittura è magistrale».
Ed è qui la seconda sfida: proporre in forma di soap un prodotto che, in realtà, vola molto più in alto «per scrittura, per capacità interpretative degli attori» e per uso dinamico di «tre linguaggi insieme: televisivo, cinematografico e teatrale», come evidenzia Mieli riferendosi ai lunghi ciak, alla crucialità dei dialoghi e alle numerose riprese strette e con pochissime esterne.
Non è meno entusiasta il Vp Cinema, Entertainment e party channels di Sky Andrea Scrosati: «Questo prodotto è migliore di quello americano - sottolinea - E non a caso viene realizzato da Sky, sia per ragioni tecniche, sia per i testi straordinari e complessi, sia per il cast» che è stato curato in modo quasi maniacale con provini molto impegnativi e tanti professionisti, ma anche con esordienti (come è il caso della ballerina Alice, la paziente del mercoledì, al secolo Irene Casagrande) cui il regista assieme ad un team ha dedicato grande attenzione con buoni risultati, come appare dalla brevissima visione che è seguita alla conferenza stampa.
Castellitto è sulla stessa lunghezza d'onda:
«Sono sinceramente entusiasta. La serie è genialmente riletta attraverso una sceneggiatura realizzata in maniera formidabile e libera. Ho fatto tanta televisione generalista, che di certo non rinnego, ma per la prima volta mi accorgo che un prodotto di tale intelligenza poteva farlo solo Sky. Ho vissuto l'emozione della totale assenza di censura, l'emozione di poter affrontare tutti gli argomenti. Penso, inoltre, che ci sia bisogno di parlare di anima, delle proprie solitudini. Quando il paziente racconta il proprio trauma - fa notare - non parte il flashback e così tutto è affidato alle parole che sono come fiori che si schiudono lasciando uscire le immagini evocate».
'Parole' su cui si sofferma anche Kasia Smutniak, la paziente del lunedì:
«La preparazione è quella teatrale. Ieri abbiamo girato un'intera puntata con un solo ciak e la parola, a differenza di quanto possa capitare spesso ad un attore, non ti è contro, ma ti aiuta ad esprimere le emozioni».
Le riprese di 'In Treatment - L'appuntamento' sono in corso a pochi chilometri da Roma dove in un capannone è stato riprodotto lo studio dell'analista di una casa in Zona Parioli dove poi vengono girate le esterne.
Ed oggi il regista era totalmente immerso nel lavoro, tanto da concedersi solo una mini pausa con la stampa:
«Gli attori fanno prove da giugno e ci sono ciak da 25 minuti per mantenere l'omogeneità». Insomma, scherza, «è il divano più difficile d'Italia»
Difficile davvero visto che una delle 'pazienti attrici', Kasia Smutniak, confida:
«Per noi ogni puntata è come una seduta psicoanalitica. È abbastanza struggente e la sera si torna a casa svuotati».
Senza contare che, come rimarca Castellitto, nell'interpretazione «tutto passa attraverso gli occhi, e quando fai un totale - ironizza, ma non troppo - al massimo si vede il divano. Davvero impegnativo». Ma anche «molto interessante», aggiunge l'attore, anticipando che «alcuni episodi 'menano' sia per il linguaggio usato, sia perchè mettono le mani nei cassetti», come dire, scavano nell'intimo.
«Sono contento di chiudere l'anno con questo progetto che ha una vocazione di qualità, ma allo stesso tempo è popolare. Essere riuscito a prendere parte ad un progetto così è una straordinaria soddisfazione rispetto a quello che ho sempre cercato: la libertà. E poi i 'pazientì parlano di cose per le quali ha senso la vita: amicizia, rapporto con i figli, paternità, amore. Così - osserva - se ci si lascia permeare, si porta a casa qualcosa. Il mio personaggio poi è straordinario, è un confessore, è una sorta di buona iena che, attraverso il pasto del paziente, nutre se stesso. Chi ha scritto la sceneggiatura ha inoltre permeato la versione italiana di una leggera mediterraneità», insomma niente freddezze anglosassoni.
La serie andrà in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì in access prime time, ma il sabato e la domenica si potranno rivedere tutte e cinque le puntate. Non solo. Come anticipa Scrosati, molto probabilmente Sky le metterà tutte on demand all'inizio della settimana e ne consentirà la visione anche su tablet.
«Il palinsesto lineare - spiega l'Executive VP Cinema, Entertainment & Partner Channels - ormai è quasi una vetrina».
Intanto continuano le riprese di questa soap sui generis.
«È 'Un posto al sole' scritto da Freud», sorride Nils Hartmann, direttore produzioni originali Sky che, infatti, si è avvalsa di consulenti e analisti per realizzarla.
Ormai alla messa in onda mancano circa due mesi e, stando alla valutazione del direttore creativo di Sky Cinema Roberto Amoroso, il panorama televisivo beneficerà di una
«nuova linfa vitale, un reale esempio di innovazione dal punto di vista della palinsestazione, della drammamturgia e della produzione».
Ed ora il cast più in dettaglio: Sergio Castellitto, come evidenziato, è Giovanni, l'analista che ogni giorno, per sette settimane, incontra i suoi pazienti. Il percorso psicanalitico di ciascun paziente si intreccia con quello di Giovanni, alle prese con dubbi etici e morali e la crisi che sta attraversando con la moglie Eleonora, interpretata da Valeria Golino. La paziente del lunedì è Sara, Kasia Smutniak, una donna tormentata da una relazione difficile e dall'invaghimento per Giovanni.
Il martedì c'è Dario, poliziotto undercover interpretato da Guido Caprino che ha indagato all'estero su una potente organizzazione criminale ed è alle prese con il «fantasma» di una sanguinosa indagine. Ogni mercoledì l'incontro è con Alice, giovane ballerina con un inconfessabile trauma, che ha il volto dell'esordiente Irene Casagrande. Ad interpretare la madre dell'adolescente è Valeria Bruni Tedeschi. Le sedute del giovedì sono con Lea e Pietro, Adriano Giannini e Barbora Bobulova, una coppia in crisi, mentre venerdì è Giovanni a diventare paziente e confrontarsi con la sua vecchia amica e mentore Anna, che ha il volto di Licia Maglietta.
I 35 episodi, prodotti dalla Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Sky Cinema, sono stati scritti da Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo, Alessandro Fabbri, Ilaria Bernardini e Giacomo Durzi.