In attesa di novità, Telecom (+0,22%) e Pirelli (+0,77%) si muovono in territorio positivo in un mercato cedente (-0,42% lo S&P/Mib). Dal punto di vista industriale, l'accordo piace. Telecom potrebbe arricchire di contenuti la sua offerta sulla banda larga, su cui ha investito parecchio. Il pacchetto di contenuti di News Corp offre infatti uno spettro molto ampio di programmi di alta qualità che vanno dalle partite di calcio di serie A in Italia, Francia, Spagna, Germania e Inghilterra, alla library della Fox, una delle maggiori case cinematografiche, ad alcune serie tv di successo.
Murdoch, invece, guarda con interesse all'espansione sulla rete a banda larga di Telecom, in grado di raggiungere tutte le famiglie italiane. Una mossa in sintonia con l'intenzione del gruppo di caratterizzarsi sempre più come operatore triple play, e con Telecom i programmi della News Corp saranno in pratica visibili su tv, computer e cellulari. Se l'accordo ci sarà, a ridosso del Natale dovrebbe partire dunque una forte campagna pubblicitaria Telecom-News Corp per promuovere il nuovo pacchetto.
Ma ancora più interessante sarebbe per il mercato un eventuale scambio azionario tra le due società. Un'ipotesi, però, smentita da parte di Telecom. Per ora l'accordo su cui i due super-manager dovranno confrontarsi - pare sul panfilo di Murdoch, attraccato in un'isola greca dello Ionio - sarà solo di tipo industriale. Alcune fonti, però, ritengono che, una volta valutati i risultati di questo accordo prettamente commerciale, la Bicocca potrebbe prendere in considerazione un'alleanza più stringente con il magnate australiano aprendogli le porte dell'azionariato.
In vista dell'incontro di oggi, poi, ieri si sono incontrati a Milano - scrive La Repubblica - Tarek Ben Ammar, il finanziere franco-tunisino da sempre vicino a Murdoch, e Gerardo Bragiotti, il banchiere di fiducia di Tronchetti Provera. Sull'accordo sono al lavoro anche altri consulenti: la banca d'affari Rothschild, attarverso Franco Bernabè, ex a.d. di Telecom, e Jp Morgan, da anni la fianco di Murdoch. "Un insieme di consulenti apparso fin troppo nutritio per un semplice accordo sui contenuti, visto che fra i due gruppi vi è una collaborazione già ben avviata", scrive il quotidiano.