FA ZAPPING, cambia canale annoiato dagli spot o dai programmi, ma girando e rigirando con il dito sul telecomando c'è un momento in cui ferma la mano e i suoi occhi restano ipnotizzati dai gol di David Trezeguet.
Il telespettatore medio si adegua. Poco importa se il bomber francese va in scena sui campi di serie B e, anziché contro Milan o Inter, la Juventus si misura contro le difese di Rimini e Crotone. In televisione le gerarchie sono state soppiantate, i palinsesti rivoluzionati, i programmi modificati perché la Juve è sempre la Juve.
Anche senza una parte di campioni, anche e soprattutto senza Luciano Moggi. Il fenomeno mediatico resta inalterato, il fascino della squadra mantiene la sua irresistibilità, supportato dai quattordici milioni di tifosi sparsi sulla penisola desiderosi di sapere, conoscere ma soprattutto vedere le imprese della squadra del cuore. Nonostante la retrocessione.
Anzi, proprio la serie B ha prodotto un effetto opposto: maggiore interesse, curiosità, coinvolgimento. Emerge l'orgoglio, il senso di appartenenza del popolo bianconero, di sfida all'ingiustizia patita. E l'handicap di 17 punti di penalizzazione da recuperare è servito a creare più suspance e attenzione. « Il fascino della rincorsa va di pari passo con quelle di Michael Schumacher e Valentino Rossi » il paragone di Giovanni Bruno, direttore di Sky Sport. Il che significa che la Juventus continua a " tirare".
Premesso che la società avrebbe fatto volentieri a meno di sperimentarlo, i bianconeri hanno cercato almeno di approfittare del fattore B, diventato un importante elemento di traino per gli ascolti, che continuano a essere da record. Se nella passata stagione il club juventino ha avuto una copertura televisiva dell' 11,69% sul totale delle ore di calcio trasmesse in Italia, quest'anno il dato complessivo dovrebbe essere perfino superiore, con una previsione del 2% di crescita.
Una proiezione realizzata sulla base di poco più di un mese, dall'esordio in Coppa Italia alla quinta giornata di campionato, che ha comunque già segnato pagine memorabili come quelle di Rimini e Crotone.
Per affrontare questa nuova realtà, del tutto imprevista, le tv hanno dovuto rinnovarsi nei contenuti e riprogrammare il sabato pomeriggio adeguandosi alle uscite bianconere, talvolta più seguite degli anticipi di serie A. « La Juventus è una certezza di numeri, ascolti e fedeltà. Noi, per esempio, abbiamo traslocato la Premier League, in passato su Sky Sport 1, in un altro canale per fare spazio alle partite della Juventus, che catturano un indice di ascolto più alto rispetto alle altre » sostiene Bruno.
Sky ha un occhio di riguardo per il club bianconero: oltre al pre e post partita, compare sempre una notizia sulla Juve nel tg Sport Time e la domenica pomeriggio, durante Sky Calcio Show condotto da Ilaria D'Amico, viene inserita una finestra sulla squadra di Didier Deschamps, accompagnata da interviste esclusive ai bianconeri. Perché questo è un altro fenomeno mediatico: il corteggiamento dei giocatori affinché siano ospiti nelle trasmissioni. La televisione di Murdoch ha avuto la parte del leone con Alessandro Del Piero e Didier Deschamps.
Sul capitano bianconero è stato anche realizzato uno speciale, curato da Federico Ferri, che ha avuto un grande ascolto e ha mandato in tilt la segreteria per le richieste di repliche. E domenica, quando la Juventus non giocherà causa nazionali, Sky manderà in onda un altro speciale, sul primo mese dei bianconeri in serie B, corredato da interviste esclusive. « In termini di valore televisivo, trattiamo la Juventus al pari dei grandi club d'Europa, dal Manchester al Barcellona. Rispetto all'anno scorso, si è soltanto modificato l'approccio. La presenza dei bianconeri nella serie cadetta ha suscitato curiosità, amplificato l'esposizione » . E i numeri, in termini di ascolti, sta premiando le scelte editoriali.
Dal satellitare al digitale terrestre. Neppure dalla direzione dello sport di Mediaset si allarmano. « Per noi non è cambiato nulla - afferma Nicola Calathopulos - e la Juventus continua a essere seguita con grande attenzione. Certo, è stata una perdita grave per il calcio di serie A. Fino all'anno scorso, attorno alla Juve ogni domenica si apriva un dibattito. Era sempre al centro dell'attenzione. Normale, logico, per la squadra più amata e più odiata d'Italia. Ora si avverte il vuoto. Ma resiste il grande bacino di tifosi e non cala la passione. A livello di dati qualcosa si è perso, probabilmente, ma noi non ci facciamo caso. L'argomento Juve resta in primo piano negli approfondimenti. E' come se non fosse cambiato nulla. Un inviato fisso al seguito della squadra, finestre aperte in ogni programma delle nostre reti. E ospiti bianconeri, il più possibile.
Controcampo ha già ospitato Federico Balzaretti, ora aspetta Gigi Buffon. Intanto il digitale terrestre va a gonfie vele. « Nessun calo di abbonati - dice Calathopulos -, anche grazie ai tifosi di altre squadre importanti come Napoli e Genoa » . Anche perché il pay per view, per l'avventimento, costa meno dell'abbonamento annuale al canale satellitare.
Da Berlino a Rimini, biglietto di sola andata. Non erano soli Gigi Buffon, Alessandro Del Piero e Mauro Camoranesi allo stadio Neri un pomeriggio di settembre. Un'altra coppia di campioni del mondo è passata dalle tinte azzurre e tricolori al meraviglioso mondo in bianconero della serie B.
Avevamo lasciato Fabio Caressa e Beppe Bergomi, telecronisti capofila di Sky, alla finale Italia- Francia, al racconto di quell'avventura magnifica, di quella partita intensa e interminabile conclusa con la coppa alzata dagli azzurri, e li abbiamo ritrovati su un campo del campionato cadetto. Ma che campo: il debutto della Juventus in serie B.
Scelti per l'avvenimento, per il blasone di una squadra intorno alla quale si alternano altre voci affermate, come Maurizio Compagnoni e Massimo Tecca.
Juventus sempre trainante in tv tanto che, passando alla concorrenza, ci sono telecronisti che pensano di lasciare i campi del massimo campionato per farsi mandare in serie B, dove giocano i bianconeri, per commentare partite considerate ormai più importanti e prestigiose.
E' la legge della Juve, la stessa che ad esempio impone a Mediaset di confermare Gianni Balzarini inviato fisso al seguito della squadra torinese. Anche in B. La stessa che induce sempre Mediaset ad avere un ospite banconero ad ogni puntata di Controcampo. C'è poco da fare, vista in tv la Juventus resta sempre la Juventus.
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