'Boris', su Fox arriva la fiction che prende in giro la televisione

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Sky Italia
  venerdì, 13 aprile 2007
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Il cast di 'Boris'C'è l'attricetta raccomandata che non vuole rivelare l'età; c'è l'attore mitomane che gigioneggia come un divo d'altri tempi; c'è il regista isterico che urla e strepita contro gli attori «cani»; c'è l'assistente alla regia, anche lei isterica, ma l'unica che lavora davvero, E poi il delegato di produzione cialtrone, il direttore della fotografia troppo pigro, lo stagista incapace... È una troupe scalcinata, la protagonista di «Boris», la prima fiction realizzata da un canale satellitare: prodotta da Wilder, va in onda su Fox Channel Italy (canale 110 di Sky) da lunedì prossimo alle 23, per 14 episodi.
 
Una fiction nella fiction. Sì perché «Boris» (così si chiama il pesciolino rosso, mascotte della troupe) racconta il dietro le quinte di un set televisivo. Protagonisti, Pietro Sermonti, Antonio Catania, Caterina Guzzanti, Ninni Bruschetta, Carolina Crescentini, Alberto Di Stasio e Francesco Pannoflno, con la regia di Luca Vendruscolo. Ma, in ogni puntata, ci saranno anche le guest star come Giorgio Tirabassi, Luisa Ranieri, Cecilia Dazzi, Margot Sikabonyi, Roberto Herlitzka e Valerio Mastandrea.
 
Dice Vendruscolo: «In giro si vede fiction bella e brutta. Ma il fenomeno che volevamo stigmatizzare non era tanto la fabbrica della fiction in quanto tale, quanto il modo, tipicamente italiano, di lavorare senza amore. E non per colpa di chi lavora, ma per il prevalere del meccanismo sulle motivazioni auspicabili del fare».
 
Interviene il produttore Lorenzo Mieli: «Nel panorama televisivo è una proposta nuova,
non tanto per l'argomento che affronta, quanto per il linguaggio che usa. È una presa in giro del mondo della tv, certo, ma non solo una parodia: è una commedia con humor acido, cinismo, cattiveria».
E Sermenti, che i set di fiction importanti li frequenta da tempo, sottolinea: «Di attori come quello che impersono in questo caso ne ho. conosciuti parecchi: ho notato che, quando si arrabbiano, cominciano a parlare in terza persona. Per me — prosegue -— non è stata tanto una fiction: in "Boris" ho sentito molta verità su quello che è la vita di un set. Mi sembrava di stare in un documentario o in un film di Cassavetes»
 
Molto soddisfatto Fabrizio Salini, direttore dei programmi di intrattenimento di Fox: «Un lavoro del genere sui nostri canali mancava. Naturalmente, rispetto alle fiction della tv generalista, "Boris" non aspira a raggiungere un pubblico particolarmente vasto, quello che va dai 4 agli 80 anni, ma una platea "profilata", che è poi tipica della tv satellitare. Ma anche per questo abbiamo avuto maggiore libertà nel confezionare il prodotto».
 
Emilia Costantini
per "Il Corriere della Sera"

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