Capello telecronista - Fabio perde con l'italiano, ma batte Civoli (Il Giornale)

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Fonte: Il Giornale

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Sport
  giovedì, 23 agosto 2007
 00:00
Dopo il terrificante prologo con il ping pong di banalità smozzicate da Failla e Tardelli (ma aggettivi al di fuori di «importante» non ne conoscono?) e la sensazionale raffica di spot, la palla passa a Carlo Paris per le ultime, inutili, novità e finalmente a Marco Civoli che manda il suo affettuoso abbraccio al trombato ex commentatore azzurro Sandro Mazzola. «Sono molto interessato a vedere come giocherà l'Italia» esordisce il sostituto, don Fabio Capello, ovvero monsieur de la Palisse manco lo vede.
 
«Io credo che andare a giocare all'estero ci vuole coraggio» spiega subito dopo. A volte, anche per fare le telecronache. «Un tecnico insiste su un modulo perché si sente che può dargli delle soddisfazioni», aggiunge al 3'. Ma dove si sente, al bar, a teatro, per strada? Poi però è giustamente perentorio quando, al 7', corregge Civoli: «No, Del Piero non ha toccato con la mano». E il replay gli dà ragione.
 
Dopo le prime, perdonabili, perplessità, Capello ci prende gusto, interviene a tempo, manda precisi telegrammi di tattica, poi inciampa di nuovo al 19': «Questa è un'azione che l'ho vista molte volte». Al 22' interviene ancora per riprendere, molto educatamente, ma senza tanti fronzoli, Civoli: «Il fuorigioco era stato segnalato». E al 27' gela il partner che esulta per il gol di Toni: «Fuorigioco». Perbacco, che occhio.
 
E che caratterino: tre minuti dopo Capello protesta per un cartellino «minimo giallo» mancato, dopo un fallaccio su Pirlo, che il più pavido Civoli non avrebbe mai sventolato. Al 38' chiama «magiari» gli ungheresi: l'ultimo era stato Nicolò Carosio nel novembre del '55.
 
L'intervallo certifica la perfetta sintonia degli inviati Rai: «Il migliore è stato Buffon» butta lì Failla. «No, Pirlo» è la pronta rettifica di Tardelli. Si riparte. Con Capello profetico al 3': «Con la loro velocità Di Natale e Inzaghi possono creare qualche problema ai nostri avversari». Pum, gol di Di Natale. 13': «L'Ungheria si è quasi seduta dopo il gol di Di Natale» puntualizza Civoli e Capello: «Non è che si sia seduta, è una squadra abituata a giocare in contropiede».
 
Beccati questa Civoli, con Capello ci sarà da soffrire.
 
Massimo Bertarelli
per "Il Giornale"

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