Video on demand in Europa, l'esplosione dei contenuti video a banda (ultra)larga

Video on demand in Europa, l'esplosione dei contenuti video a banda (ultra)larga

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

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Internet e Tv
  martedì, 09 giugno 2015
 07:05

Video on demand in Europa, l'esplosione dei contenuti video a banda (ultra)largaNegli ultimi anni internet è profondamente cambiato, in seguito all’esplosione dei servizi video. Il video funge infatti da motore del cambiamento, favorendo la diffusione di reti e servizi sempre più performanti, in grado di soddisfare le crescenti aspettative dei consumatori, attraverso la diffusione dei nuovi servizi a richiesta. In tal senso l’anno da poco trascorso ha visto un radicale cambiamento d’approccio finalmente anche in Europa, con l’ingresso massiccio da parte dei molti broadcaster e fornitori di servizi video in genere nell’arena competitiva. Inoltre negli ultimi mesi è stato un susseguirsi di annunci e lanci di servizi in tutta Europa, che hanno al centro internet e la broadband TV. L’accordo Telecom Italia / Sky segna un passo importante proprio in questa direzione e si lega ad altri fattori significativi, emersi negli ultimi mesi nel resto del continente.

Nelle tlc europee si è avviata infatti una nuova fase di sviluppo il cui driver è la ultra larga banda, attraverso il rilancio della domanda, grazie ai servizi video e alla pay-tv. In Spagna l’acquisizione di Canal Plus, incumbent pay tv satellitare da parte di Telefonica segue ulteriori acquisizioni di servizi di tv a pagamento da parte delle telco, insieme a fusioni / integrazioni tra fisso e mobile, tlc e cavo, oltre ad accordi di condivisione delle infrastrutture. Alla luce dunque dei fenomeni appena descritti, ITMedia Consulting prevede che nei prossimi anni si assisterà fin dal 2015 in Europa all’esplosione dei servizi video, con una crescita consistente e superiore alle attese nei prossimi tre anni in particolare del video on demand. In particolare ciò che emerge con evidenza è il consolidamento di alcuni modelli di business in specifiche aree (in particolare Regno Unito e Nord Europa), soprattutto attraverso servizi di Subscription VOD, che iniziano a competere direttamente con le dominanti pay-TV nazionali.

A ciò si aggiunge l’ingresso anche al resto d’Europa di nuovi attori globali, a cominciare da Netflix, in aree finora meno soggette alla competizione, in assenza di sufficiente penetrazione della banda larga  (in particolare nel Sud Europa); il consolidamento, attraverso fusioni e acquisizioni, da parte dei grandi operatori di telecomunicazioni e via cavo (es. Vodafone, BT, Orange, Telefonica e Liberty Media) attraverso l’offerta quadruple play, integrando voce, dati con accesso a internet fisso e mobile e video (TV); un più elevato grado di competizione tra broadcaster, telco, OTT (Netflix e in prospettiva anche Amazon, Apple e Google) sullo stesso o su diversi modelli di business (Francia e Germania in primis); accesso diretto attraverso acquisizione dei diritti live a contenuti premium sportivi in esclusiva, a cominciare dal calcio (campionato nazionale e Champions League) in grado di accrescere la domanda di dati e il traffico sulle reti (Regno Unito e Spagna).

In questo scenario, ITMedia Consulting stima che il totale delle entrate da servizi VOD in Europa Occidentale raggiungerà €2.140 milioni alla fine del 2015, con €823 milioni generati da abbonamenti SVOD e €760 milioni da pubblicità AVOD. Il resto da servizi di TVOD (pagamento per singolo prodotto e acquisti video on line sell through). In seguito l’offerta a pagamento in SVOD continuerà ad acquistare rilevanza e i ricavi complessivi raggiungeranno €3.580 milioni nel 2018, con una crescita media annua del 22% e lo SVOD rappresenterà la componente a maggiore sviluppo del comparto, con un CAGR del 34%.  A livello geografico il Regno Unito continuerà a rappresentare la best practice nel settore, soprattutto per quanto riguarda i ricavi da SVOD. Germania e Francia (particolarmente attive nel TVOD) seguiranno, con dinamiche di crescita molto interessanti nei prossimi anni. Più in ritardo i paesi dell’Europa del Sud, tra cui Italia e Spagna, dove le problematiche infrastrutturali e dunque di accessibilità ai contenuti online rappresentano uno dei maggiori colli di bottiglia. In questi Paesi in tutti i casi ITMedia Consulting prevede livelli di crescita superiori a quelli dei big 3.

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