'Siamo schiavi delle tv': Mancini e Galliani litigano sugli orari tv

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Fonte: La Stampa

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  lunedì, 27 agosto 2007
 00:00
«Siamo schiavi delle televisioni». Sergio Campana, presidente dell'Assocalciatori è un fedele alleato di Roberto Mancini che al termine di Inter-Udinese solleva una questione vecchia ma irrisolta: quella dell'orario delle partite. Il tecnico nerazzurro lancia un appello ai giocatori e dà una stoccata ai vertici del calcio: «Chi scende in campo deve far sentire la propria voce, perché è assurdo giocare a agosto e a settembre alle tre del pomeriggio e di notte quando invece c'è il ghiaccio». Poi l'affondo: «Quando ci sono degli interessi le cose si rivolvono, in questo caso restano così come sono. Se non protestano i giocatori non lo fanno certo i dirigenti. Mi riferiscono a quelli che comandano in Lega, non ai presidenti».
 
La replica di Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan ma soprattutto consigliere di Lega ovviamente non si fa attendere: «Non sento gli stessi lamenti dai club quando arrivano 63 milioni di euro» sbotta. Si scontrano due mondi diversi e il dibattito s'infiamma. Roberto
Mancini messo al corrente delle parole del milanista s'indigna e ribatte: «Le tv possono pagare tutti i soldi che vogliono ma alla fine ci rimettono i giocatori».
 
San Siro è un forno, a Napoli i calciatori grondano di sudore, a Firenze Adrian Mutu racconta: «Oggi ho perso più di tre chili e mezzo, per cinque minuti non vedevo proprio nulla». E Prandeili aggiunge: «Noi non contiamo proprio niente. Non so quanti litri d'acqua hanno bevuto i miei giocatori oggi per questo problema». L'afa ha prosciugato le energie e fatto saltare i nervi (vedi calcio nel sedere di Silvio Baldini a Di Carlo), gli allenatori sono scontenti e pure i giocatori.
 
L'avvocato Campana da tempo denuncia questa situazione ma nessuno raccoglie i suoi appelli: «Quando ci facciamo sentire ci rispondono che gli stipendi dei calciatori vengono pagati grazie alle tv». Esattamente. Infatti Adriano Galliani piccato si affretta a quantizzare la pioggia di denaro che arriva grazie alla tv («63 milioni di euro!») e giusto per difendere ancora una volta gli interessi economici dei club argomenta: «Quando in Lega abbiamo venduto i diritti degli highlights abbiamo assicurato alle televisioni tutte le partite alla stessa ora, due anticipi il sabato e un posticipo alla domenica. Evidentemente i presidenti non ricordano».
 
Laura Bandinelli
per "La Stampa"

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