Inutile negarlo: se nella vita di tutti i giorni sono quasi scomparse (per fortuna) tutte le distinzioni, lo sport ha una tendenza ancora...maschilista. In molte discipline, la componente femminile è quasi ignorata.
Il tennis, insieme a nuoto, sci ed atletica leggera è uno degli sport dove la componente femminile ha più spazi, sia in termini economici che di visibilità mediatica. E' così anche sul piano mediatico, compreso quello specificatamente televisivo.
La prima voce femminile a raccontare il nostro sport è stata Lea Pericoli, per molti anni voce di TMC. Mettendo per un attimo da parte il ruolo di "spalla tecnica", diffuso solo negli ultimi anni, grazie alla Pericoli il tennis è stato l'unico sport ad avere una donna come "prima voce".
Vado a memoria, quindi chiedo (come sempre) l'ausilio di chi ricorda meglio di me, ma mi pare che telecroniste "vere e proprie" le abbia avute solo lo sci (con Ivana Vaccari, che peraltro seguiva anche il tennis) e, più recentemente, il basket, con Paola Ellisse apprezzatissima voce di Sky. Sono invece moltissime le donne che hanno svolto il ruolo di spalla.
Lo sdoganamento si è ultimato con i recenti europei di calcio, dove Carolina Morace ha portato una voce femminile in un ambito ultramaschilista come quello del calcio. In campo tennistico, la prima voce "rosa" è quella di Elena Pero, anche lei molto apprezzata. Ed è stata proprio la Pero, in compagnia di Laura Golarsa, Raffaella Reggi e Laura Garrone, a regalare al tennis una specie di primato: quello di sport più commentato da voci femminili.
Ai recenti Masters Series di Toronto e Cincinnati, addirittura, la componente femminile dei commentatori Sky ha raggiunto il 50% del totale: delle nove voci che hanno raccontato il Masters Series canadese, quattro erano donne. Buon segno: la speranza è che il tennis dia una spallata a un giornalismo televisivo in cui le donne sembrano un po' troppo ancorate al ruolo di "bordocampiste" o conduttrici dei TG.
Estratto da un articolo
di Riccardo Bisti
per "Ubitennis"