Dalle coppe europee alle amichevoli estive,
fino al documentario su Boniperti
e al debutto tv di Kimi Antonelli: tutte le novità Sky Sport.
Entrare nella Casa dello Sport di Sky significa immergersi in un ecosistema dove la narrazione si fonde con la cultura e l’innovazione tecnologica. Al timone di questa imponente macchina editoriale c'è il direttore Federico Ferri che analizza i numeri record, le strategie per le coppe europee e l'ambizioso progetto di Sky Sport nel raccontare i miti del passato alle nuove generazioni.
I numeri presentati per questa estate e per la prossima stagione sono imponenti: 15.000 ore di diretta e oltre 3.000 eventi. Cosa rappresenta questo sforzo produttivo per Sky?
«Questa stagione rappresenta il simbolo più compiuto di ciò che definiamo la Casa dello Sport. L’estate, in particolare, è il periodo dell’anno in cui riusciamo a raccontare meglio la straordinaria varietà della nostra offerta. Spesso, nel corso dell’anno, alcune discipline restano inevitabilmente in secondo piano rispetto al calcio, nonostante la loro importanza, come la Champions di volley. Ma quando arrivano i grandi appuntamenti delle nazionali, come gli Europei, tutto diventa ancora più bello e coinvolgente. È un momento speciale che ci permette di unire il pubblico attorno a passioni che vanno oltre il concetto di sport tradizionale. Penso al tennis e alla pallavolo, che oggi rappresentano fenomeni sociali capaci di generare ascolti incredibili, paragonabili a quelli del calcio di qualche anno fa.»
A proposito di pallavolo e atletica, quest’anno puntate molto sull’"estate italiana". Qual è la cifra distintiva del vostro racconto?
«Vogliamo celebrare l’eccellenza italiana attraverso i suoi protagonisti e i suoi luoghi. Seguiremo quattro europei, con il volley maschile e femminile che si sdoppia. Quello maschile, in particolare, si svolgerà interamente in Italia, partendo da cornici uniche come Piazza del Plebiscito a Napoli. Credo che nessun’altra nazione possa vantare siti così belli, capaci di creare un connubio perfetto tra emozione sportiva, storia e cultura del nostro Paese. Per l'atletica e il nuoto, invece, abbiamo messo in campo una squadra di eccellenza. Avremo un trio inedito per il commento dell’atletica con Nicola Roggero, Stefano Baldini e Franco Bragagna. Sarà una copertura totale: appena finisce il nuoto inizierà l’atletica, con un super studio condotto da Sara Benci che unirà le due discipline. Vedere campioni come Larissa Iapichino crescere e battere record è un'esperienza che ci galvanizza e ci fa sentire parte della loro evoluzione.»
Il tennis sembra vivere un’età dell’oro senza precedenti. Come si inserisce Sky in questo scenario?
«Il tennis per noi è un pilastro strategico, con diritti di lunga durata come Wimbledon, blindato fino al 2030. I numeri sono sorprendenti: l'ultima edizione di Wimbledon ha registrato un incremento di ascolti del 45% rispetto all'anno precedente. Non abbiamo mai avuto un giorno del torneo senza italiani in campo, e questo alimenta un interesse puro che va oltre la singola partita. Ma il tennis è anche una questione di stile e passione. C’è un’immagine di Roger Federer seduto da solo nel Royal Box a guardare una partita di sera, nel silenzio del Centrale, che per me rappresenta l’essenza dello sport. Dovremmo guardare alle nostre produzioni con gli occhi di Federer: con quella passione pura e quel rispetto verso chi pratica questa meraviglia quotidiana.»
Passiamo al calcio. l’estate di Sky Sport si preannuncia particolarmente densa, quasi un anticipo di campionato. Qual è la filosofia dietro la scelta delle amichevoli internazionali che trasmetterete?
«La nostra proposta estiva non è un semplice riempitivo, ma l’inizio di un percorso narrativo che segue le grandi squadre italiane nella loro preparazione. Quest'anno porteremo sui nostri schermi le amichevoli di Juventus, Milan e Inter, garantendo match di altissimo livello che, in diverse occasioni, vedranno queste compagini affrontarsi direttamente in sfide che hanno già il sapore della competizione ufficiale. Oltre a questi grandi eventi, confermiamo la collaborazione con il Napoli per le sfide in pay-per-view e seguiremo da vicino il cammino dell'Atalanta, impegnata nei preliminari di Conference League sotto la guida di Maurizio Sarri. Il culmine di questa fase sarà il 12 agosto, quando trasmetteremo in esclusiva la Supercoppa tra Paris Saint-Germain e Aston Villa, il primo grande trofeo internazionale della stagione.»
Con la presenza forte di grandi squadre distribuite nelle tre coppe europee, come si modifica il palinsesto di Sky Sport?
«Cambierà radicalmente la nostra distribuzione orizzontale. Avremo Juventus e Milan impegnate il giovedì in Europa League, spesso schierate in orari diversi, alle 19 e alle 21, il che richiede un palinsesto dinamico. Avremo studi dedicati martedì, mercoledì e giovedì con tutti i nostri talent e giornalisti. La novità principale sarà il programma condotto da Mario Giunta, After Party - La notte dei Campioni, che erediterà lo spirito della festa ma si concentrerà sulle immagini e sulle giocate dei grandi campioni europei come Mbappé, Yamal, Vinicius o Kane. C’è una nuova attenzione al "bel gioco" e ai singoli talenti. Come dice giustamente Fabio Caressa, i bambini non si appassionano agli allenatori, ma ai campioni e alle loro grandi giocate. Noi vogliamo esaltare questo aspetto, offrendo un racconto a 360 gradi che parta dal mattino su Sky Sport 24 fino ai post-partita più approfonditi.Questo racconto sarà arricchito dai nostri talent, come Beppe Bergomi, e da appuntamenti storici come il calciomercato, che continuerà a essere un punto di riferimento serale per chi vuole conoscere ogni movimento dietro le quinte.»
Un altro pilastro della vostra offerta sono gli Sky Originals. Perché avete scelto di dedicare una docu-serie a Giampiero Boniperti proprio ora?
««Raccontare Giampiero Boniperti significa immergersi in oltre sessant'anni di storia del calcio italiano. La sua è una vicenda leggendaria e irripetibile, tanto per la straordinaria longevità quanto per i traguardi raggiunti, prima sul campo da recordman e poi dietro la scrivania come presidente della Juventus. Michel Platini lo definì "la bandiera eterna della Juventus", un'immagine che abbiamo cercato di tradurre nel documentario, in onda tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. Boniperti è stato un uomo capace di legare il proprio nome al destino del club fino all'ultimo, lasciando intuizioni e scelte che hanno segnato anche le epoche successive. Dopo il successo del documentario sul Torino del '76, restiamo in clima derby per raccontare una figura assolutamente unica nel panorama del calcio mondiale. Giampiero Boniperti non è stato soltanto un fuoriclasse e un dirigente vincente: è stato il simbolo di un'epoca e di un modo di intendere il calcio. Realizzato in collaborazione con Sky Documentaries, questo è il documentario ufficiale della famiglia Boniperti, che ci ha aperto le porte di casa mettendo a disposizione materiali di straordinario valore storico e umano. Ne nasce un viaggio nella memoria impreziosito dalle testimonianze di grandi protagonisti, tra cui Alessandro Del Piero, il campione scelto proprio da Boniperti come suo erede. Il nostro obiettivo è raccontare l'uomo nella sua interezza: il carattere austero, gli spigoli, il rigore morale, ma anche l'amore profondo e assoluto per la Juventus, un legame che ha attraversato quasi ottant'anni di storia. Il titolo, L'unica cosa che conta, riprende una sua celebre frase, spesso citata fuori contesto, che il documentario restituisce al suo significato autentico. Tra i materiali più preziosi emergono documenti di eccezionale valore storico ed emotivo, come la registrazione della telefonata con cui Boniperti convinse la famiglia di Antonio Conte a far vestire al figlio la maglia bianconera. Ma il momento forse più suggestivo è quello dedicato al rapporto con Alessandro Del Piero. È stato proprio Del Piero, sul campo, a superare tutti i record che appartenevano a Boniperti. Sapere che uno degli ultimi grandi gesti del Boniperti dirigente sia stato quello di assicurarsi il talento destinato a raccogliere la sua eredità e a riscrivere quei primati conferisce alla sua storia un'aura quasi mitologica. È il compimento perfetto di un cerchio che attraversa generazioni diverse e racconta, meglio di qualsiasi altra immagine, la continuità della grandezza juventina.»
C’è molta attenzione per il coinvolgimento di Kimi Antonelli come nuovo volto Sky. Quale sarà il suo ruolo?
«Kimi Antonelli è un talento straordinario, un ragazzo che rappresenta il futuro. Sarà il nuovo testimonial di Sky, entrando a far parte del nostro "condominio" insieme ad Alessandro Del Piero. Lo vedremo protagonista dei nostri spot e di altre attività che riveleremo presto. È l'esempio perfetto del giovane atleta moderno: non basta più solo il talento, serve una preparazione globale e una capacità di comunicazione che questi ragazzi possiedono in modo naturale.»
Come si riesce a parlare di miti del passato a una generazione che vive di contenuti immediati e digitali?
«È una sfida che abbiamo iniziato con Federico Buffa e Giorgio Porrà. Inizialmente temevamo che parlare di episodi in bianco e nero potesse allontanare i giovani, invece abbiamo scoperto che il pubblico dei loro show teatrali ha un'età bassissima, tra i 13 e i 18 anni. La verità è che i ragazzi vogliono sentire raccontare delle belle storie, se fatte bene. Non serve essere "giovanilisti" a tutti i costi; serve un linguaggio accattivante, colto e affabulante. La nostra missione è continuare a essere un punto di riferimento, unendo la visione editoriale — come quella che ci ha portato a investire sul tennis prima che esplodesse — alla fortuna di avere campioni italiani pronti a scrivere la storia.»
Articolo a cura di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)
