Focus - Tourbillon di orari in Serie A e 'spariscono' le gare delle 15

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Fonte: Ansa

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Sport
  domenica, 01 marzo 2015
 19:25

Focus - Tourbillon di orari in Serie A e 'spariscono' le gare delle 15Per decenni la domenica sportiva degli italiani ha convissuto con una certezza: le partite del dopo pranzo, alle 14 o alle 15 che fossero, prima tutti attaccati alle radioline poi, col passare degli anni, davanti alla tv. Adesso, fra anticipi e posticipi, si gioca sempre e mettendoci dentro anche le Coppe, il rugby e manifestazioni varie ecco che lo 'spezzatino' diventa completo e il calendario della Serie A un vero e proprio puzzle.

Anzi, in questo caso un 'tourbillon' di orari. Se oggi, 1 marzo, sono andate in onda alle ore 15 appena quattro partite, nell'8/a di ritorno scenderanno addirittura a tre e domenica 22 marzo appena una: Juventus-Genoa. Tutti gli altri 9 match della 9/a giornata - complici gli impegni delle 5 squadre impegnate in Europa League (il ritorno degli ottavi è in programma giovedì 19) - ha deciso oggi la Lega - saranno infatti spalmati tra sabato (Chievo-Palermo alle 18 e Milan-Cagliari alle 20.45) e domenica: una alle 12.30 (Empoli-Sassuolo) e ben 6 la sera, 5 posticipati per gli impegni di Coppa di Roma, Napoli, Fiorentina, Inter e Torino) e una, Lazio-Verona, per la concomitanza del 6 Nazioni di rugby Italia-Galles, sabato 21. Non andrà molto meglio il week end precedente, con appena tre partite programmate per il canonico orario delle 15: Atalanta-Udinese, Genoa-Chievo e Sassuolo-Parma che, visti gli ultimi sviluppi che stanno investendo il club duale, rischia di non essere nemmeno giocata.

Un puzzle televisivo insomma che se da una parte stuzzica i palati dei calciofili, dall'altra fa storcere il naso ai puristi e ai nostalgici del calcio di una volta, senza dimenticare che nel nuovo contratto tv (dal 2015) ci sarà presto spazio anche una gara il sabato alle 15 (o 16) che fa comodo alle tv, anche per i diritti esteri, ma che penalizza chi al sabato pomeriggio lavora.

«Effettivamente è un calendario che fa impressione - commenta il direttore di Rai Sport, Carlo Paris - Fermo restando che il motivo del rimescolamento è più che positivo, ovvero la forte presenza dei club italiani impegnati nelle coppe, è anche vero che anche negli anni d'oro del calcio italiano non assistevamo a situazioni del genere. Non lo dico solo da un punto di vista nostalgico, ma per noi alla Rai è anche una questione di riorganizzazione del lavoro. La Domenica Sportiva del 22 marzo si dovrà trasformare gioco forza in un 90 minuto, con ben sei collegamenti previsti in luogo di uno, mentre 90 e Stadio Sprint dovranno essere radicalmente ripensati, anche perchè non è pensabile di fare due trasmissioni per una partita sola. E allora dovremo rivedere palinsesto e impostazioni. Mazzocchi e Varriale e lo staff si dovranno organizzare».

Per quanto riguarda l'eventuale ricaduta pubblicitaria cambia poco, aggiunge Paris,

«una domenica non cambia molto, però possono ovviamente venir meno gli ascolti. Per quanto ci riguarda possiamo fare ben poco, visto che è nel contratto Rai, però detto questo c'è anche un aspetto chiamiamolo nostalgico che andrebbe preservato. Basti pensare che in Inghilterra la Sky britannica trasmette in diretta tutti gli anticipi e i posticipi, ma non tutte le partite che vengono giocate nell'orario canonico sono trasmesse 'live' e chi vuole avere la certezza di vederla va allo stadio».

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